La costituzione di comitati clandestini del partito in ogni azienda (anzitutto in ogni fabbrica, ma anche in ogni altra unità produttiva, centro di attività economica, scuola, istituto di ricerca, ospedale, istituzione pubblica, ricovero, campo di concentramento o internamento per immigrati, prigione, caserma), in ogni zona d’abitazione (caseggiato, quartiere, paese) e organizzazione di massa (dai sindacati alle associazioni sportive, alle corali) è lo strumento portante della promozione della mobilitazione rivoluzionaria delle masse. La società borghese di per se stessa, nella persona dei suoi personaggi alla Berlusconi, ci offre il fermento e la confusione che nascono dalla distruzione del vecchio assetto delle cose e delle idee, dallo scioglimento delle vecchie coscienze. Ma nella generale confusione che essa crea solo noi comunisti possiamo, e solo a determinate condizioni, portare un orientamento che incanali le masse verso la mobilitazione rivoluzionaria e la rivoluzione politica e sociale che instaurerà il socialismo. Questo incanalamento non è affatto spontaneo, benché esso corrisponda a molte delle attese e necessità che spontaneamente “la vita”, l’esperienza pratica quotidiana hanno formato e formano nelle masse, alle attese e alle necessità che si agitano nelle masse e che “lo scioglimento dei ghiacci” alimenta. Il socialismo corrisponde alle necessità delle masse popolari. “R comunismo è facile da capire” per le masse popolari, ma non sorge affatto spontaneamente dalle masse popolari. L’instaurazione del socialismo richiede spirito d’iniziativa e maturità culturale su scala delle grandi masse. Queste doti sono del tutto estranee alla condizione in cui la borghesia tiene le masse popolari e alla formazione che loro impartisce, nonostante quanto ancora resta dei grandi progressi compiuti nel corso della prima ondata della rivoluzione proletaria. “Il comunismo è difficile da farsi”.
(Estratto da La costruzione del partito)