La Voce 83 - luglio 2026
Operazione Vannacci: orientamenti tra le Forze Armate e le Forze dell’Ordine
Lettera alla redazione
Cari compagni,
l’affaire Vannacci è diventato uno dei temi centrali nel teatrino della politica e sui media di regime dopo il suo distacco dalla Lega di Salvini e la formazione di Futuro Nazionale, ma il suo caso preoccupa ed è discusso anche tra gli elementi avanzati delle masse popolari e nel movimento comunista cosciente e organizzato.
Che il generale Roberto Vannacci sia un ammiratore del ventennio è evidente, sebbene per pudore non lo dichiara apertamente ma ne scimmiotta simbologia e contenuti per presentarsi come personaggio “politicamente scorretto”. In una crisi come quella in corso, anche nella classe dominante si fanno strada personaggi e forze sovversive, espressione di quelle fazioni dei gruppi imperialisti che puntano sull’eversione degli ordinamenti esistenti e promuovono la mobilitazione reazionaria delle masse diretta a trasformare la società secondo i loro interessi (contando di imporli come interesse generale della classe dominante). Vannacci e il suo Futuro Nazionale sono e possono diventare qualcosa di questo genere? Oppure è un’operazione buona a contenere l’emorragia di voti e consenso popolare fomentando da destra idee e sentimenti retrivi e reazionari, utile sia al polo FdI-Lega-FI delle Larghe Intese che al polo PD, che può rispolverare l’antifascismo padronale e lo spauracchio della “virata fascista” del paese e nascondere il fatto che su riarmo, sostegno alla guerra mondiale promossa da USA-NATO e sionisti e spoliazione dei diritti e delle risorse delle masse popolari sostiene nei fatti l’opera del governo Meloni? Con questa lettera non mi propongo di dare una risposta conclusiva (anche se l’operazione Vannacci sembra virare più verso la seconda ipotesi), ma vi mando una breve nota sul personaggio e soprattutto alcune informazioni, frutto di una prima inchiesta, sulle posizioni che circolano nelle Forze Armate e nelle Forze dell’Ordine (FFAA e FdO), entrambe credo utili a comprendere il fenomeno nel suo sviluppo e preliminari a tirare una sintesi e tracciare una linea.
Vannacci è un ufficiale dell’esercito italiano con un curriculum “di tutto rispetto” al servizio dei vertici della Repubblica Pontificia, degli USA e della NATO. Ha comandato il 9° Reggimento paracadutisti Col Moschin e la Brigata Folgore, reparti speciali dell’Esercito Italiano addestrati dai loro ufficiali rifacendosi in modo più o meno dichiarato al passato coloniale fascista e alle “eroiche” battaglie dell’Esercito Regio guidato dai generali fascisti durante la Seconda guerra mondiale. Ha comandato la Task Force 45, un insieme di reparti speciali attivi nella missione ISAF in Afghanistan (la coalizione capitanata dagli USA durante l’occupazione del paese) sulla cui composizione le autorità italiane e i comandi militari hanno sempre mantenuto il segreto, che ufficialmente svolgeva missioni di guerra non convenzionale, “ricognizioni speciali”, “operazioni anti-terrorismo”, “prevenzione di attentati diretti contro i militari italiani e della coalizione”. Tradotto dal gergo militare significa operazioni sporche, omicidi mirati e altre attività criminali che i vertici del Ministero della Difesa tengono segrete. Ha inoltre comandato il contingente militare italiano terrestre impiegato nell’operazione “Prima Parthica” (2018) in Iraq.(1)
1. Missione condotta dalle Forze Armate italiane (principalmente Esercito, Aeronautica e Carabinieri) nell’ambito dell’operazione “Determinazione Innata”, promossa nel 2014 dagli imperialisti USA contro lo Stato Islamico in Iraq e Siria nell’ambito della cosiddetta “Coalizione Internazionale”, tuttora attiva e alla quale hanno preso parte i contingenti di 80 paesi, tra cui Regno Unito e Francia. Avviata nel 2018 con l’obiettivo di addestrare le forze di sicurezza irachene e curde (Forze Armate e polizia), nell’operazione “Prima Parthica” sono impiegati attualmente 700 militari.
Subito dopo il rientro in Italia dal comando della missione, Vannacci si è scontrato apertamente con i vertici del Ministero della Difesa i quali, assimilando gli ufficiali al comando dei reggimenti e battaglioni in missione a “datori di lavoro”, hanno cercato di svincolare giuridicamente il Ministero dalla responsabilità civile per la morte e la malattia di migliaia di militari contaminati da uranio impoverito, a fronte soprattutto di centinaia di sentenze di condanna a favore delle vittime militari. Vannacci, supportato dal colonnello Fabio Filomeni (suo ufficiale in seconda e Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza), all’iniziativa dei vertici militari ha risposto, nel 2020, denunciando a sua volta il Ministero della Difesa per omesse tutele dall’esposizione all’uranio impoverito dei militari in missione. Nei fatti la denuncia di Vannacci ha reso nulla l’iniziativa dei vertici del Ministero della Difesa e coalizzato contro questi ultimi una serie di ufficiali che non sono intenzionati a pagare i risarcimenti alle vittime militari per patologie tumorali contratte a causa del servizio militare, nonostante siano essi stessi corresponsabili e quantomeno omertosi sul problema. La denuncia ha fatto crescere la credibilità di Vannacci tra molti militari di truppa e sottufficiali e ha fatto storcere il naso ai vertici del Ministero della Difesa, al punto che negli ambienti militari si vocifera che sia stato spedito a Mosca come addetto alla Difesa presso l’ambasciata italiana (dicembre 2020 - maggio 2022) per ritorsione.
Dopo il rientro in Italia dei diplomatici italiani a seguito dell’avvio dell’Operazione Militare Speciale della Federazione Russa in Ucraina, Vannacci ricopre altri incarichi secondari assegnatigli a scopo punitivo fino a che decide di “mettersi in proprio”: pubblica il noto libro razzista e sessista Il mondo al contrario, fonda l’associazione omonima insieme a Fabio Filomeni e prende posizione contro l’invio di armi in Ucraina e per una soluzione diplomatica del conflitto tra la NATO e la Federazione Russa. Grazie allo spazio garantitogli dai media di regime, al suo ruolo di generale, a relazioni in alto loco che ha tramite una serie di nostalgici del ventennio che raccoglie con la sua associazione e all’attacco di cui è oggetto da parte dei vertici militari per le sue prese di posizione, diventa un personaggio pubblico. La sua popolarità gli frutta una candidatura con la Lega di Matteo Salvini alle elezioni europee del 2024 (Vannacci prenderà circa 500.000 voti, tamponando temporaneamente il tracollo elettorale della Lega). A questo punto da “generale anti-sistema” e “ribelle” comincia la sua integrazione nel teatrino delle Larghe Intese. Nel febbraio 2026, fiutata l’aria, per non affondare insieme a Salvini si dimette dalla Lega e fonda Futuro Nazionale. Via via abbandona le posizioni critiche verso la guerra USA-NATO contro la Federazione Russa e si mette a fomentare la guerra tra poveri, contro gli omosessuali e soprattutto contro gli immigrati poveri, promuovendo la campagna per la “remigrazione” degli immigrati che commettono reati in Italia, una sorta di riedizione in toni più forti della “Italia agli italiani” della Lega Nord e di Fratelli d’Italia. In questo modo Vannacci da una parte cerca di mettere sotto la sua ala tutti quei gruppi scimmiottatori del fascismo e oltranzisti cattolici in una certa misura distaccatisi da Meloni e Fratelli d’Italia (Militia Christi, Forza Nuova, Pro Life, ecc.) e dall’altra di raccogliere attorno a sé una parte di elementi (ex membri e attuali dipendenti) delle Forze Armate e Forze dell’Ordine delusi dall’operato del governo Meloni, di far rientrare dalla finestra quanti sono usciti dalla porta di Fratelli d’Italia (Gianni Alemanno e il movimento Indipendenza! e simili), di raccogliere una parte della destra dell’ex movimento No green pass (di cui Marco Rizzo è solo uno degli esponenti più in vista).
All’interno delle FFAA e FdO gli orientamenti su Vannacci sono diversificati.
Per quanto riguarda gli ufficiali (generali, colonnelli, ammiragli, ecc.), ci sono attualmente tre gruppi:
- quelli che sono convintamente reazionari e vedono, tramite l’azione di Vannacci, la possibilità di dare ulteriori poteri e privilegi a FFAA e FdO. Pubblicamente Vannacci non ha incassato molte dichiarazioni a suo favore da parte di vertici militari (solo il Generale di Divisione Massimo Panizzi gli ha mostrato supporto per i contenuti del libro Il mondo al contrario e le polemiche annesse), ma internamente alle FFAA gode del sostegno di una serie di ufficiali, in particolare comandanti o ex comandanti dei reparti speciali, e di tutta una serie di ufficiali delle FdO che spingono per l’inasprimento della persecuzione contro gli immigrati e l’innalzamento delle pene contro i reati relativi all’ordine pubblico, che si traduce in più libertà d’azione e impunità per le FdO, processi più sommari per i proletari e aumento del sovraffollamento delle carceri;
- quelli che (sono una minoranza ma esistono), cresciuti in qualche modo prima nell’alveo del vecchio PCI o sotto l’influenza di esso e poi nell’alveo della sinistra borghese, hanno idee e sentimenti progressisti, sono per rendere effettivamente democratiche le FFAA e le FdO, rispettose dei dettami della Costituzione, e quindi non vedono di buono occhio Vannacci;
- quelli che sono nel ruolo e nei fatti ufficiali di struttura della Repubblica Pontificia e fedeli ai suoi vertici, quindi agenti degli imperialisti USA, UE, dei sionisti e del Vaticano e non si fidano dell’azione di Vannacci perché rischia di alimentare all’interno dell’apparato militare, poliziesco e giudiziario correnti non allineate alle politiche della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti: da qui anche la persecuzione di cui è stato oggetto Vannacci, con procedimenti disciplinari dietro ai quali ci sono contraddizioni e scontri interni ai vertici militari.
Tra i sottufficiali, la truppa e gli agenti sono riuscito per ora a individuare quattro gruppi:
- chi vede in Vannacci e nelle sue parole d’ordine (per l’italianità, per la famiglia tradizionale, contro “gli immigrati delinquenti che non rispettano il paese che li ospita”, ecc.) una soluzione più concreta, immediata e decisa al problema della sicurezza pubblica, del degrado delle periferie, del malfunzionamento della giustizia (magistratura, tribunali, ecc.) e una sorta di baluardo contro il degrado generale della società, dell’abbrutimento crescente, ecc. alimentato dalla crisi del sistema capitalista. Tra costoro c’è anche chi dà fiducia a Vannacci soltanto per il fatto che è un militare e per lo più proveniente dai reparti speciali e chi gli riconosce di aver avuto il coraggio di non essersi piegato al sistema di omertà e silenzio sul tema dell’uranio impoverito;
- chi vede in Vannacci e nelle sue dichiarazioni una sconfessione del ruolo delle FFAA e delle FdO, la cui missione è quella di “difendere il popolo”, di essere fedeli alla Costituzione e seguire una tradizione democratica che si è sviluppata nelle FdO nel ‘68 e nelle FFAA a metà anni ‘70 (e che ha portato nel primo caso alla smilitarizzazione delle forze di polizia nel 1981, dopo una vera e propria lotta “carbonara” portata avanti da ufficiali, sottufficiali e truppa; nel secondo caso con l’avvio della lotta per la sindacalizzazione e democraticizzazione delle FFAA avviato con l’esperienza dei Proletari in Divisa e del Movimento dei Sottufficiali Democratici);(2)
- chi ripudia (da destra) Vannacci perché ha tradito e sconfessato le posizioni anti USA e anti NATO pur di entrare nel teatrino delle Larghe Intese, di fatto “piegandosi al sistema”;
- chi non ha una vera e propria opinione su Vannacci, è scettico nei suoi confronti (è pur sempre un ufficiale e pesa la differenza di classe, all’interno delle Forze Armate in particolare) e in generale non si espone.
In sintesi, almeno per ora l’operazione Vannacci non sta sortendo l’effetto di compattare l’ambiente militare e di polizia attorno alla sua figura.
Un simpatizzante
2. A tal proposito sono indicativi il comunicato Siulp, ora basta! (https://www.poliziaedemocrazia.it/siulp-ora-basta/) firmato da alcuni ex dirigenti del sindacato di polizia SIULP, diffuso lo scorso 30 aprile, in relazione a un convegno cui ha presenziato Vannacci e la Lettera al Segretario del Siulp Piemonte su convegno Torino (https://www.poliziaedemocrazia.it/lettera-al-segretario-del-siulp-piemonte-su-convegno-torino/) firmata dalle sezioni piemontesi dello stesso sindacato di polizia lo scorso 6 maggio.