La Voce 83 - luglio 2026
Per la rinascita del movimento comunista cosciente e
organizzato
Il partito comunista che serve
Il partito comunista clandestino è necessario per portare a un livello superiore la mobilitazione delle masse popolari
Ancora sulla denuncia nominativa degli organismi e agenti sionisti operanti in Italia e i suoi effetti
Molti compagni pensano che il (nuovo)PCI è clandestino per sfuggire alla repressione. Cosa che è vera, ma non è il motivo principale. Il motivo principale è che, essendo clandestino, il Partito può essere presente con i suoi membri e i suoi comitati dappertutto, sia tra le masse popolari sia in campo nemico, e ovunque anima e orienta le masse popolari a resistere ai soprusi e alle angherie dei padroni e del loro clero e ad attaccare man mano che acquisiscono la forza per farlo. La clandestinità è la condizione per ideare e condurre operazioni d’attacco, per individuare il punto e il momento giusti, concentrare le forze, capire dove, quando e come attaccare per vincere: la denuncia nominativa degli organismi e agenti dell’Entità sionista operanti nel nostro paese fatta con l’Avviso ai naviganti 145 del 22 agosto 2024 ne è un esempio. L’articolo Essere all’offensiva anche nella fase della difensiva strategica (VO 78 - novembre 2024) illustra alcuni insegnamenti dell’operazione Avviso ai naviganti 145 con l’occhio rivolto principalmente alle nostre file e alle deviazioni che essa ha fatto emergere. Qui torno sull’argomento però da un’angolazione diversa, rivolta a quanti nel movimento comunista del nostro paese pensano che un partito comunista clandestino è per forza di cose slegato dalle masse. Questa è la sostanza di tesi, come quella enunciata da Fosco Giannini, Segretario nazionale del Partito Comunista di Unità Popolare (Unità e costruzione - Relazione al Comitato Centrale del 28 giugno 2026 reperibile al link urly.it/31g8h0), che il partito comunista deve avere “una grande vicinanza al senso comune operaio e popolare”. Al contrario, tutta la storia del movimento comunista insegna che solo un partito comunista clandestino può elaborare le sue parole d’ordine e regolare le sue attività in conformità alle esigenze del movimento rivoluzionario delle masse perché non è vincolato a quello che la borghesia tollera o vieta.
Con l’Avviso ai naviganti 145 del 22 agosto 2024 abbiamo diffuso un primo elenco nominativo di agenti e organismi dell’Entità sionista operanti in Italia e di loro collaboratori e incitato alla lotta contro di essi. L’immediata e rabbiosa reazione dei sionisti indicati e di loro complici, cioè in sostanza di gran parte degli esponenti del polo FdI-Lega-FI e del polo PD delle Larghe Intese, ha confermato che la nostra iniziativa ha colpito nel segno. Agenti e complici dello Stato sionista d’Israele con le loro dichiarazioni sdegnate (che, tra l’altro, ci sono servite ad allungare il nostro elenco!) hanno mostrato la vastità della rete di affaristi, speculatori, banche, fondi di investimento, aziende e loro dirigenti, uomini della cultura, dell’informazione e della politica, professionisti, militari e paramilitari, associazioni, gruppi di pressione, ecc. che operano nel nostro e in altri paesi imperialisti e di cui lo Stato sionista di Israele si avvale per i suoi crimini contro il popolo palestinese e le organizzazioni che ne dirigono la Resistenza e per fare il “lavoro sporco” contro la resistenza democratica antimperialista dei popoli arabi e musulmani. La nostra denuncia nominativa ha messo a nudo almeno una parte di questa rete, che è una componente della classe dominante del nostro paese, dei vertici della Repubblica Pontificia. Ha strappato (in parte, nella misura in cui siamo riusciti con le nostre attuali forze) il velo di segreto con cui copre le sue relazioni, i suoi affari e i suoi traffici. La classe dominante riconosce e protegge con la forza della legge il segreto di Stato, il segreto militare, commerciale, bancario, industriale, d’ufficio. Che a 25 anni dal G8 di Genova i politici e gli alti dirigenti dello Stato mandanti delle torture compiute nella caserma di Bolzaneto e nella scuola Diaz siano ancora coperti dal segreto non è un’eccezione, ma la regola. Lo stesso vale infatti per gli speculatori che fanno alzare i prezzi del carburante e dell’energia, per i burattinai del cosiddetto “risiko bancario”, per i titolari dei conti nei paradisi fiscali, ecc. così come per i mandanti delle stragi di mafia dei primi anni ‘90, di Ustica, della stazione di Bologna, di piazza della Loggia e di piazza Fontana e degli altri delitti di Stato che costellano la storia del nostro paese dal 1948 a oggi, da quando, recita la Costituzione, “il potere appartiene al popolo”… che dovrebbe esercitarlo senza conoscere gli avvenimenti, le azioni e le relazioni più importanti e più delicate! La nostra denuncia è stata un “delitto di lesa maestà” per la classe dominante perché ha violato i segreti con cui i gruppi sionisti e come loro i gruppi imperialisti USA, la borghesia, la Corte Vaticana, le organizzazioni padronali e tutti gli altri potenti della società circondano le loro operazioni, le loro attività, le loro relazioni, le loro decisioni e la loro vita.
Con la loro reazione sdegnata, agenti sionisti, complici e media di regime hanno fatto anche conoscere su scala più ampia tra le masse popolari italiane il (nuovo)PCI e la sua Carovana, hanno fatto sapere che esiste il centro promotore di un sistema di potere alternativo a quello dei vertici della Repubblica Pontificia e da esso indipendente: piccolo, in fase embrionale, ma che ha ampie possibilità di sviluppo a differenza del sistema di potere della borghesia che è grosso ma in difficoltà gravi e crescenti. Decine sono state le attestazioni di sostegno, le dichiarazioni di solidarietà a fronte degli attacchi degli organismi, agenti e collaboratori dell’Entità sionista denunciati e di organismi e portavoce delle Larghe Intese, le segnalazioni e proposte per arricchire, precisare, correggere l’elenco, alcune provenienti anche dall’interno delle comunità ebraiche e di aziende legate ai sionisti. A più riprese nel corso degli ultimi due anni abbiamo aggiornato l’elenco nominativo degli agenti e organismi sionisti anche grazie al contributo diretto e indiretto di quanti, sulla scia della nostra iniziativa o rafforzati da essa, hanno promosso proprie denunce contro aziende, individui e organismi che nel nostro paese sostengono i sionisti di Israele.
Questo ha elevato di tono e qualità la lotta contro i gruppi sionisti e a sostegno della Resistenza del popolo palestinese e degli altri popoli dell’Asia occidentale, che è allo stesso tempo lotta contro i promotori della Terza guerra mondiale e per la liberazione del nostro paese dai gruppi imperialisti italiani e stranieri. Ha rafforzato in alcuni e suscitato in altri la consapevolezza che sono giuste, necessarie e possibili tutte le iniziative e attività che giovano alle masse, anche se violano la legalità o le prassi imposte dalla borghesia, che servono a far crescere la mobilitazione e il coordinamento degli organismi operai e popolari e la loro fiducia in se stesse. Che bisogna adottare metodi di lotta all’altezza della gravità della situazione, senza sottostare a leggi, regole e prassi che sono contrarie agli interessi delle masse popolari e, nel nostro paese, violano persino la Costituzione del 1948: ogni forma di protesta e di lotta contro la guerra, il carovita e il peggioramento delle condizioni delle masse popolari è giusta e legittima, l’unico criterio per attuarle è avere la forza per farla. In questo modo la nostra denuncia nominativa ha alimentato e rafforzato
- le lotte e le iniziative promosse da BDS (Boicotta, Disinvesti, Sanziona), che ha all’attivo campagne per il boicottaggio delle merci di aziende sioniste vendute in Italia, per la rottura di gemellaggi e accordi tra comuni e università italiane e analoghe istituzioni dello Stato sionista di Israele, contro l’affitto di camere d’albergo ai sionisti, per il controllo popolare sui porti, ecc.;
- il dossieraggio sulle attività della classe dominante, sulla ramificazione degli interessi dei sionisti nel nostro paese, sugli affari che questi hanno con l’industria bellica e il traffico di armi, sugli interessi sionisti nella ricerca scientifica e i loro legami con i programmi di ricerca dell’Unione Europea e della NATO. Ciò ha alimentato la denuncia di aziende che collaborano con i sionisti o ne sono emanazione nei vari territori: dalla Tekapp di Modena alla Cabi Cattaneo di Milano, dal marchio di moda Zara all’azienda di servizi energetici Iren fino alla multinazionale ENI e altre che sono direttamente coinvolte nei programmi di colonizzazione della Palestina. La denuncia delle aziende capitaliste si è combinata con la denuncia delle aziende e istituzioni pubbliche che hanno legami con i sionisti: in molti territori si è diffusa la pratica di indagare sugli accordi tra queste e aziende e istituzioni dello Stato sionista. Università, amministrazioni comunali, aziende partecipate sono state bersaglio di iniziative e campagne che in alcuni casi hanno dato buoni risultati: alcune università italiane hanno sospeso gli accordi con le università sioniste e si sono impegnate a non sottoscriverne altri, le amministrazioni comunali di Jesi (AN) e Sesto Fiorentino (FI) hanno disposto l’interruzione degli approvvigionamenti e della distribuzione dei prodotti Teva, il Comune di Teramo ha rotto il gemellaggio con la città di Rishon LeZion. Sono ancora aperte a Milano la battaglia per la rottura del gemellaggio con Tel Aviv - iniziativa che ha spaccato la giunta comunale a guida PD - e a Roma quella contro l'assegnazione dell'ex convento di Sant'Ambrogio alla Comunità Ebraica;
- le contestazioni contro la presenza dei sionisti alle cerimonie e manifestazioni pubbliche: quella che ha fatto più clamore è stata la cacciata della “Brigata ebraica” dal corteo del 25 Aprile di quest’anno a Milano, a cui erano presenti Eyal Mizrahi, presidente dell’associazione Amici d’Israele (noto perché, durante una trasmissione televisiva, ha risposto con “definisci bambino” all’attore Enzo Iacchetti che gli aveva chiesto se considerava terroristi anche le migliaia di bambini uccisi a Gaza) ed Emanuele Fiano del PD, ma molte decine sono state, a partire dal 7 ottobre 2023, le contestazioni antisioniste nelle mobilitazioni del 25 Aprile, nelle fiere, negli stadi, nelle manifestazioni sportive, nei festival cinematografici che si sono combinate con quelle negli aeroporti contro il turismo dei riservisti dell’esercito sionista venuti in vacanza in Italia per “rilassarsi” dopo aver sterminato donne e bambini a Gaza e nel resto della Palestina;
- la lotta dei portuali per bloccare armi e merci destinate ad Israele: partita con le mobilitazioni del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali - CALP di Genova, si è combinata con l’attività del collettivo Weapon Watch (che monitora il transito di navi che trasportano armamenti nel Mediterraneo) e con le campagne di boicottaggio promosse da BDS, si è estesa in altri porti (Livorno, Ravenna, Gioia Tauro, ecc.) e ha spinto anche parlamentari come Stefania Ascari del M5S a fare ispezioni nei porti interessati dal traffico di armamenti verso lo Stato sionista.
A Firenze il Comitato di Partito Aurora ha sviluppato la denuncia contro il criminale di guerra Marco Carrai (console onorario di Israele in Toscana, Emilia Romagna e Lombardia) nella battaglia per la sua cacciata dalla direzione dell’ospedale Meyer, battaglia che in breve tempo è diventata campo dell’azione coordinata di Sanitari per Gaza, Partito dei CARC e Firenze per la Palestina e una gatta da pelare per il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e la sindaca di Firenze Sara Funaro, entrambi esponenti del polo PD delle Larghe Intese. Su questa battaglia rimando al saluto del Comitato Aurora del (n)PCI alla Festa della Riscossa Popolare della Federazione Toscana del P.CARC di giugno 2025 (reperibile sul sito www.nuovopci.it) e all’articolo Alcune precisazioni sulle operazioni tattiche offensive nella fase di difensiva strategica (VO 81 - novembre 2025). Questa battaglia è replicabile anche in altre città, tanto più che gli agenti sionisti come Carrai sono anche parte dell’élite di padroni, finanzieri, immobiliaristi e affaristi che sfrutta e opprime le masse popolari del nostro paese, e si combina con le mobilitazioni per la rottura del gemellaggio dei comuni italiani con città dello Stato sionista.
Adesso si tratta di valorizzare i risultati finora raggiunti ed elevare i nostri obiettivi: rendere impossibile la vita agli agenti e ai collaboratori dell’Entità sionista in Italia, collegare questa battaglia agli altri fronti di lotta in corso, ritorcere contro il nemico gli attacchi repressivi e fare della solidarietà con il popolo palestinese un campo di mobilitazione per rendere ingovernabile il paese al governo Meloni fino a cacciarlo.
■ Allargare l’inchiesta e la denuncia degli agenti sionisti in Italia, la loro ramificazione, i loro interessi. La denuncia nominativa, precisa (nome e cognome, ruolo, ambito e zona di attività), rende gli esponenti della classe dominante, in questo caso gli agenti sionisti, bersaglio dell’indignazione, della protesta, dell’iniziativa politica delle masse popolari. Perché serva a questo fine la denuncia deve essere precisa, non una denuncia generica che alimenta invece confusione e senso di impotenza. Ad esempio, i sionisti dispongono di un organo paramilitare attivo in seno alla Comunità Ebraica di Roma (CER). Tra il 2023 e il 2026 questo organismo si è reso responsabile di una lunga serie di minacce, aggressioni e spedizioni punitive contro esponenti e militanti del movimento di solidarietà con il popolo palestinese.
- 25.10.2023: l’attivista italo-palestinese Karem Rohana viene aggredito da quattro persone al suo rientro in Italia dopo un pedinamento dall’aeroporto di Fiumicino fino a via Ostiense.
- 25.04.2024: in piazza Porta San Paolo i sionisti convergono in massa alla manifestazione per l’anniversario della Liberazione. Per due ore si fronteggiano con i manifestanti solidali con la Palestina contro cui lanciano petardi, bombe carta e sassi, con un servizio d’ordine dotato di armi da fuoco che vengono esibite a scopo intimidatorio contro i militanti ANPI che presidiavano la piazza.
- 07.05.2024: un commando di sionisti a volto coperto, in pieno pomeriggio, entra nell’università La Sapienza, vandalizza la targa che era stata dedicata a Sufiah Tayeh, fisico e rettore dell’università di Gaza, imbratta con scritte “Israel” e stelle di David il muro della facoltà di Fisica.
- 14.05.2024: un commando di sei persone aspetta sotto casa Gabriele Rubini (“Chef Rubio”), noto per le sue posizioni sulla Palestina, blocca il cancello e lo massacra con sassi e martellate.
- 20.02.2025: il liceo Manara di Roma viene vandalizzato da parte di una squadraccia sionista che ha sigillato il cancello con il silicone, affisso uno striscione e dipinto stelle di David sui muri. Sullo striscione affisso è scritto: “Fate gli antifascisti ma avete reso la scuola jude free”.
- 16.09.2025 (Via Giovanni Lanza, Esquilino - Roma): alla fine di un corteo contro il genocidio sionista, un gruppo di almeno 10 persone armate di caschi e bastoni ha aggredito alcuni attivisti che rientravano a casa. Tre manifestanti sono rimasti feriti (di cui uno ricoverato in ospedale con lesioni alla testa e al viso).
- 02.10.2025: un gruppo di picchiatori capeggiati da Riccardo Pacifici, storico esponente della CER e suo presidente per vari mandati, aggredisce alcuni studenti e un docente al liceo Caravillani (quartiere Monteverde). Il liceo si trova attaccato al Tempio ebraico, dal quale lo divide solo un cortile.
La sera di questa stessa giornata Andrea - medico di Sanitari per Gaza, attivista del Circolo ANPI Trullo-Magliana e militante del Partito della Rifondazione Comunista - è aggredito da un’altra squadraccia che gli provoca ferite sul viso tali da necessitare di un breve ricovero ospedaliero. Con altri medici e operatori sanitari Andrea aveva partecipato ad una iniziativa di solidarietà con il popolo palestinese all’ospedale Spallanzani e tornava a casa con la bandiera della Palestina.
- 04.10.2025 (Via dello Statuto, Esquilino - Roma): dopo il grande corteo nazionale (un milione di persone circa), un gruppo di circa 30 persone armate di caschi, bastoni e sbarre ha fatto irruzione in un bar dove si trovavano manifestanti pro-Palestina (identificabili come tali perché portavano bandiere palestinesi e kefiyeh). L’aggressione ha provocato ferite ad alcuni manifestanti e danni materiali al locale.
- 25.04.2026: Eitan Bondi, membro della Comunità Ebraica di Roma, ferisce con colpi da pistola soft air Nicola Fasciano e Rossana Gabrieli, due membri dell’ANPI romana nei pressi del Parco Schuster, vicino alla Basilica di San Paolo.
A ciò si aggiungono le ripetute devastazioni al portone di ingresso del CSOA La Strada di Roma, le scritte murali e la vandalizzazione degli ingressi delle sedi degli organismi politici solidali con il popolo palestinese, lettere e messaggi minatori ad alcuni tra i militanti più in vista nel sostegno alla causa palestinese, la manomissione della serratura della Cantina Garbatella.
L’impunità di cui gode è frutto delle relazioni e delle protezioni che ha in “alto loco” ed è facilitata dal fatto che non sono pubblicamente noti i suoi membri, le sue sedi, i suoi canali di finanziamento, ecc.
Allo stesso modo bisogna spezzare l’anonimato e l’impunità dei riservisti italo-israeliani dell’esercito sionista (vedi il Comunicato CC 03/2025 - 27 gennaio 2025 reperibile sul sito www.nuovopci.it). Prima del 7 ottobre 2023, gli italiani arruolati nelle forze d’occupazione sioniste erano circa 1.000, mentre dopo questa data altri 300 sono partiti per partecipare al genocidio del popolo palestinese. Quindi rinnoviamo l’appello ai giornalisti che hanno a cuore il proprio lavoro e non sono asserviti al sistema mediatico e di censura fedele ai sionisti, agli esponenti della società civile fedeli ai principi progressisti della Costituzione del 1948 e a quegli agenti delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate disgustati dalla prostituzione delle autorità e istituzioni italiane agli interessi sionisti, a collaborare con il (nuovo)PCI per smascherarli e denunciarli.
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■ Individuare territorio per territorio, individui, aziende e organismi che possono essere bersaglio dell’azione politica delle masse e che al tempo stesso sono un anello debole da prendere a bersaglio per l’incompatibilità tra il loro ruolo pubblico e la loro appartenenza all’Entità sionista e, laddove iniziative simili già esistono, allargare il fronte delle forze mobilitate, boicottare e, dove ci sono o possiamo creare condizioni favorevoli, far saltare del tutto gli affari e gli interessi dell’Entità sionista in Italia: l’ostilità contro i sionisti e i loro sostenitori è molto più ampia di quello che si pensa, è però necessario raccoglierla e organizzarla.
A questo fine possiamo e dobbiamo usare anche gli attacchi repressivi contro comitati, reti, associazioni, sindacati con cui le autorità giudiziarie della Repubblica Pontificia cercano di smorzare e scoraggiare le iniziative contro gli agenti sionisti e contro la complicità del governo Meloni con lo Stato di Israele, compresa l’inchiesta del Pubblico Ministero Francesco Sottosanti di Firenze, che ha disposto denunce e perquisizioni contro tre militanti e simpatizzanti del P.CARC con l’accusa di aver diffamato Marco Carrai e quella del Pubblico Ministero Francesco Cajani di Milano contro nove compagni (tra cui sette militanti del P.CARC) accusati di “istigazione all’odio razziale” per aver esposto i cartelli con i nomi e i volti degli agenti sionisti denunciati dal (nuovo)PCI.
■ Collegare la battaglia per la cacciata dei sionisti da ruoli istituzionali e politici, per la rottura degli accordi con le aziende e istituzioni dello Stato sionista e altre iniziative di boicottaggio con la lotta contro l’uso delle basi militari USA e NATO in Italia e in generale per mettere fine alla partecipazione del nostro paese alle missioni di guerra USA-NATO, alla sottomissione del nostro paese agli imperialisti USA e per l’attuazione dell’articolo 11 della Costituzione, con le lotte contro il riarmo e la conversione bellica e per un lavoro utile e dignitoso, con le lotte contro la devastazione ambientale e la dismissione dei servizi pubblici.
Alberto F.