La Voce del (nuovo)PCI

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La Voce 82 del (nuovo)PCI (PDF)

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Tre questioni importanti non eludibili

Il compito dei comunisti

Un numero crescente di partiti, organismi ed esponenti del movimento comunista cosciente e organizzato (MCCO) del nostro paese ha ricominciato a parlare di lotta per il socialismo, a propagandare il socialismo, a occuparsi di socialismo come alternativa al corso catastrofico delle cose imposto dalla borghesia imperialista nel mondo.Sono emblematici a questo proposito l’ultimo libro di Giorgio Cremaschi Solo il socialismo ci può salvare e gli interventi al forum “Dalle piazze all’alternativa” organizzato il 24 gennaio 2026 da Rete dei Comunisti.

Battere il ferro finché è caldo!

Sconfitto il governo Meloni al referendum, portare fino in fondo la lotta per cacciarlo

Il governo Meloni si era impegnato con i suoi padrini a continuare l’agenda Draghi (il programma comune della borghesia imperialista), accentuandone il carattere guerrafondaio (maggiore asservimento agli imperialisti USA e sionisti e coinvolgimento nelle loro imprese brigantesche) e reazionario: da una parte pugno duro contro gli oppositori e il movimento di resistenza popolare, guerra ai poveri e guerra tra poveri e dall’altra maggiore accentramento dei poteri, togliendo quella poca autonomia che le varie istituzioni della Repubblica Pontificia (Camera, Senato, governo, presidenza, corte costituzionale, magistratura, ecc.) hanno l’una dall’altra ed eliminando o comunque riducendo fortemente la possibilità che le masse popolari interferiscano nelle relazioni tra le varie istituzioni della Repubblica Pontificia.



Un approfondimento su produzione bellica e protagonismo operaio

Estendere e rafforzare la mobilitazione contro guerra, corsa al riarmo ed economia di guerra

Bisogna affrontare il problema della produzione bellica con criteri di classe, cioè partire dalla condizione oggettiva degli operai e del resto dei lavoratori dipendenti nel nostro paese: il tipo di lavoro che fanno non dipende dalle loro idee, sentimenti, propensioni né dagli studi che hanno fatto né dall’utilità alla vita del paese dei beni e servizi che producono, ma dal fatto che i proletari per vivere devono lavorare, quindi devono trovare chi li assume e questo in un contesto segnato da decenni di smantellamento del tessuto produttivo del paese (chiusure di aziende, delocalizzazioni e ridimensionamenti) e di precarizzazione dei rapporti di lavoro.

Violenza politica, ordine pubblico e lotta per il Governo di Blocco Popolare

Per “cambiare tutto”, bisogna combattere a modo nostro

La manifestazione del 31 gennaio scorso “Torino è partigiana!” in difesa del centro sociale Askatasuna e degli altri spazi sociali sgomberati o minacciati di sgombero ha suscitato le ire e gli strali sul “ritorno delle Brigate Rosse” da parte degli esponenti del governo e dei loro scribacchini perché - oltre a essersi tenuta, nonostante l’opera di “prevenzione”, le minacce e il terrorismo mediatico - la piazza di Torino è stata tutt’altro che docile e impaurita: non si è solo difesa dalla polizia e dalle provocazioni del governo, ma ha contrattaccato con l’obiettivo di riconquistare lo spazio sociale sgomberato e di alzare il tono della mobilitazione popolare.

Lotta tra due linee nel movimento operaio e sindacale

L’aspetto decisivo ai fini della lotta di classe è usare il seguito di ogni organizzazione sindacale per far avanzare ed elevare la combattività di tutto il movimento delle masse popolari organizzate per porre fine al coinvolgimento del nostro paese nella Terza guerra mondiale e al sistema politico delle Larghe Intese mandatario degli imperialisti USA-NATO, UE e sionisti. Dove per tutto il movimento si intende anche e soprattutto la mobilitazione dei lavoratori avanzati presenti tra gli iscritti alla CGIL e agli altri sindacati di regime e tra i non iscritti ai sindacati.

Sull’intervento del Fronte Comunista al convegno “Dalle piazze all’alternativa”

Lotta contro il governo Meloni e ricostruzione del partito comunista

Certamente un partito comunista rivoluzionario deve ambire a raccogliere al suo interno e nel più alto numero le avanguardie di lotta, ma se è tale e non un’alchimia anarco-sindacalista li raccoglie dopo averne fatto dei comunisti, cioè dopo averli elevati al rango di membri del corpo scelto dei dirigenti della lotta di classe. Questi sono promotori della lotta per l’instaurazione del socialismo, generali della guerra popolare rivoluzionaria di lunga durata che è la forma della rivoluzione socialista. Questo è il genere di direzione politica che è debole oggi nel nostro paese, che è urgente costruire e che diventerà “grande e forte” solamente affrontando in maniera corretta i problemi della costruzione della rivoluzione socialista (così come dimostra la storia dei partiti comunisti che nel secolo scorso hanno diretto vittoriosamente processi rivoluzionari).

Sulla seconda ondata della rivoluzione proletaria

Gli sviluppi della rivoluzione socialista nella Repubblica bolivariana del Venezuela

Estratto della ricerca, realizzata da un collaboratore su incarico del Centro del Partito, sugli sviluppi del processo rivoluzionario promosso dal Partito Socialista Unito del Venezuela. Il testo completo è stato diffuso con l’Avviso ai naviganti 166 - 08.03.2026 ed è scaricabile al link:

https://nuovopci.it/scritti/rivbol/ Sviluppi_rivoluzione_socialista_nella_Repubblica_bolivariana_del_Venezuela.pdf.

Sulla seconda ondata della rivoluzione proletaria

L'opera della Repubblica popolare Cinese e del Partito Comunista Cinese in America Latina

La Repubblica Popolare Cinese (RPC) e il Partito Comunista Cinese (PCC) hanno intessuto relazioni crescenti con i paesi latinoamericani (categoria in cui includo solo quelli ispanofoni e il Brasile) a partire dai primi anni ‘60 del XX secolo, tramite il Dipartimento Internazionale del PCC - fondato nel 1951 come sezione del Dipartimento del Fronte Unito del CC - e del ministero degli Affari Esteri.

Sulla seconda ondata della rivoluzione proletaria

L'attacco contro la Repubblica Islamica dell'Iran e la posizione dei comunisti

La rivoluzione democratica antimperialista dei paesi arabi e musulmani è parte della seconda ondata mondiale della rivoluzione proletaria

... la resistenza all’iniziativa criminale della Comunità Internazionale e al suo traballante dominio nel mondo si sviluppa in modi e forme diverse. In molti casi, come in Iran e in altri paesi dell’Asia Occidentale, a capo della resistenza delle masse contro i gruppi imperialisti ci sono il clero musulmano o forze politiche ispirate e guidate da esso. Per promuovere una corretta comprensione del corso delle cose e dell’atteggiamento che noi comunisti dobbiamo assumere verso questa resistenza, riportiamo lo stralcio dell’articolo Lo sconvolgimento in corso, pubblicato sulla rivista Rapporti Sociali n. 34 nel gennaio 2004. Lo scritto è decisamente attuale perché mostra chiaramente la differenza tra la natura delle forze di matrice islamica alla guida della resistenza contro la CI dei gruppi imperialisti e il loro ruolo oggettivo, di cui i comunisti devono avvalersi per la rinascita del movimento comunista e lo sviluppo della seconda ondata mondiale della rivoluzione proletaria.

Consolidamento e rafforzamento del (nuovo) PCI

La lotta contro lo spontaneismo nelle nostre file è anche lotta per applicare il metodo della linea di massa

A marzo dello scorso anno (in La Voce 79) abbiamo iniziato a occuparci della lotta contro lo spontaneismo nel movimento comunista del nostro paese e nelle nostre file (nel Partito e negli organismi della Carovana del (n)PCI).(1) Sapevamo che si trattava di una lotta da condurre in entrambi i casi con determinazione e in modo sistematico, ma in forme diverse: nel movimento comunista cosciente e organizzato principalmente sul piano teorico, nell’ambito della lotta per l’affermazione del maoismo come terza e superiore tappa della scienza comunista dopo il marxismo e il leninismo; nelle nostre file principalmente sul terreno dell’applicazione degli apporti del maoismo nella pratica, nel lavoro interno e nel lavoro esterno. Su questo terreno, in particolare nel lavoro dei Comitati di Partito e degli organismi della Carovana del (n)PCI (a partire dal P.CARC, nostro partito fratello) verso le organizzazioni operaie e popolari e in generale le masse popolari, una manifestazione di spontaneismo è non usare la linea di massa come metodo principale di intervento. Che la linea di massa è il principale metodo di lavoro e di direzione di ogni partito comunista e in che cosa consiste la linea di massa lo abbiamo illustrato più volte nella nostra letteratura, quindi mi limito a richiamarne brevemente gli aspetti salienti.

Consolidamento e rafforzamento del (nuovo) PCI

Coerenza tra teoria, condotta e pratica

nella lotta per ricostruire il partito comunista e nella lotta per farlo diventare l’effettivo Stato maggiore della classe operaia

Pubblichiamo l’esercitazione sul legame tra teoria, condotta e pratica nell’attività dei comunisti che il compagno DG, già membro del direttivo nazionale di Resistenza Popolare e ora in candidatura nel Partito dei CARC, ha steso usando gli articoli Direzione o fromazione di un compagni, Scelta di campo e scelta di vita e la manchette Teoria, condotta e pratica, pubblicati su La Voce 81 (novembre 2025) per fare il bilancio della sua esperienza politica pregressa.

Consolidamento e rafforzamento del (nuovo) PCI

Un contributo del Comitato di Partito Antonio Gramsci

Note per l'avvio dell'analisi del contesto e di classe a Torino

Queste prime note servono come bussola per orientarsi e individuare i campi di ricerca necessari allo scopo. Pertanto, forniamo qui i principali ma non esaustivi elementi entro cui la nostra analisi si muove, fissando le caratteristiche principali del territorio; invitiamo i nostri lettori e simpatizzanti in loco a collaborare a questo compito.

... Il n. 82 di La Voce tratta principalmente 1. della rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato nel nostro paese, 2. della lotta per cacciare il governo Meloni e sostituirlo con un governo di emergenza delle masse popolari organizzate nel contesto creato dalla vittoria del NO al referendum del 22 e 23 marzo e 3. della seconda ondata mondiale della rivoluzione proletaria che si sviluppa nel mondo in lotta con l’allargamento della Terza guerra mondiale promossa dagli imperialisti USA e sionisti ma prodotta dallo sconvolgimento economico, culturale, politico, diplomatico e militare in corso nel mondo ancora dominato dalla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, sionisti, europei e loro associati. ...
... Per questo noi comunisti dobbiamo essere in ogni singola lotta i combattenti più decisi, quelli che la spingono sempre in avanti e trovano nel contesto i mezzi per rovesciare i rapporti di forza di regola inizialmente sfavorevoli alle masse popolari e per sviluppare la lotta fino alla vittoria.
Auguriamo fecondo studio e buon lavoro ai nostri lettori!
La redazione di La Voce

Estratto dall'Avviso ai naviganti 168 del 4 aprile 2026

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