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La Voce del (nuovo)PCI |
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Le immagini e i testi della copertina
... Per resistere con successo i lavoratori hanno bisogno di un orientamento, di un’organizzazione e di una direzione adeguati. I lavoratori hanno bisogno di sapere quali obiettivi immediati sostenere e dove porta la lotta che stanno conducendo. Hanno bisogno di essere organizzati in modo da far valere la forza del loro numero e della loro unità. Hanno bisogno di una direzione formata da compagni che vogliono condurli a vincere in ogni lotta immediata e a liberarsi definitivamente dei padroni: a instaurare il socialismo. Hanno bisogno, in sintesi, di costruire una ramificata e forte organizzazione diretta dai comunisti. Questa è la rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato. ...
... Dal bilancio dell’esperienza della prima ondata mondiale (1917-1976) di rivoluzioni proletarie ricaviamo l’insegnamento che nei paesi imperialisti il MCCO deve occupare e dirigere la struttura statale esistente, eliminare e sostituire i corpi e gli individui che per natura o per formazione sono ostinatamente e irriducibilmente ostili alla dittatura del proletariato e a servire il popolo, che boicottano o sabotano l’indirizzo e le misure prese dalla dittatura del proletariato. ...
... La linea del Governo di Blocco Popolare (GBP) è la linea per orientare verso un obiettivo politico (di potere) le masse popolari in un contesto caratterizzato dal precipitare della crisi generale del capitalismo nella fase acuta e terminale, dalla debolezza del movimento comunista cosciente e organizzato, dal seguito di cui godono tra le masse popolari gli esponenti della sinistra borghese. ...
... I proletari non possono rapportarsi allo Stato come si è rapportata la borghesia: il modo di produzione di cui essi hanno bisogno per emanciparsi definitivamente dalla borghesia implica che non esistano più classi dominanti. Quindi implica non solo che lo Stato non sia una istituzione adibita a tenere in riga i lavoratori: implica anche che non esista più lo Stato inteso come istituzione dotata del monopolio della violenza. ...
... In questo numero di La Voce pubblichiamo due quadri d’insieme: 1. i lavoratori del settore siderurgia e 2. i lavoratori che il gruppo Agnelli-Elkann ha coinvolto nell’operazione Stellantis. Sono quadri grezzi e lacunosi per alcuni aspetti che chiaramente indichiamo. Lavoreremo a completare e precisare questi quadri d’insieme e chiediamo ai nostri lettori di mandarci critiche e informazioni. ...
... Il settore siderurgico comprende le aziende proprietarie e i loro stabilimenti (unità produttive o siti) che producono ghisa, acciaio o leghe ferrose. Ogni sito è dedicato 1. a produzione primaria: produzione di ghisa o acciaio fusi che vengono solidificati in semilavorati di forme particolari, 2. a lavorazione non primaria: deformazione termoplastica dei semilavorati in prodotti finiti di due tipi: 2.1. prodotti lunghi (tubi, travi, barre, vergelle, rotaie e simili) e 2.2. prodotti piani (lamiere, coils e simili) o 3. a entrambe. ...
... L’operazione Stellantis è un’altra tappa dell’abbandono da parte del gruppo Agnelli-Elkann della produzione di autoveicoli in Italia per trasferirla in altri paesi dove può sfruttare i lavoratori e l’ambiente con meno vincoli e del passaggio alla speculazione finanziaria mondiale, che ai fini della valorizzazione dei loro capitali è più redditizia e meno impegnativa della produzione di autoveicoli. ...
... A Cassino la “morte lenta” della produzione automobilistica passa: 1. dalla riduzione del personale dagli attuali 3.200 dipendenti ad un’azienda di poco più di 1.000 operai ultra-deregolamentati, 2. dall’eliminazione delle produzioni per il mercato di massa e dalla destinazione degli impianti alla sola produzione di auto di lusso (Maserati), 3. dall’aumento dei carichi di lavoro tale che un operaio fa quello che normalmente dovrebbero fare 3 operai; è il modello che sta sperimentando da alcuni mesi a questa parte: l’azienda ha mandato in cassa integrazione quasi la metà del personale mantenendo quasi invariati i volumi produttivi. ...
... Intervento congiunto del Partito dei CARC e del (nuovo)Partito Comunista Italiano al seminario web sul centenario della fondazione del PCC organizzato l’1 e 3 luglio 2021 dalla rivista Atreverse (Osare) diffusa da compagni peruviani profughi in Bolivia ...
... Uno degli aspetti della svolta compiuta dal PCC dopo la morte di Mao Tse-tung (1976) fu l’abbandono del tentativo di fare assumere alla RPC (ex semicolonia) il ruolo di “base rossa” mondiale del movimento comunista cosciente e organizzato che era stato dell’URSS (ex anello debole della catena imperialista mondiale) fino alla svolta compiuta dal PCUS con il XX Congresso (1956). ...
... La celebrazione del centenario della fondazione (Shanghai 1° luglio 1921) del Partito Comunista Cinese è stata l’occasione perché il ruolo del PCC nel movimento comunista internazionale e della Repubblica Popolare Cinese nel sistema delle relazioni internazionali divenissero anche in Italia oggetto dell’attenzione di molti partiti e organismi che si dicono comunisti. ...
... Con una lotta tenace, il Partito e il popolo cinese hanno mostrato al mondo che il popolo cinese era capace non solo di smantellare il vecchio mondo, ma anche di costruire un mondo nuovo, che solo il socialismo poteva salvare la Cina e che solo il socialismo con caratteristiche cinesi poteva sviluppare la Cina. ...
... Il grande successo ottenuto in questi due campi fu confermato dalla vittoria dell’URSS contro l’aggressione dei gruppi e Stati imperialisti. Lo Stato sovietico infatti grazie alla lungimirante politica condotta sotto la direzione del PCUS capeggiato da Stalin riuscì, sfruttando le contraddizioni interimperialiste e grazie al sostegno delle masse popolari dei paesi imperialisti mobilitate dai partiti comunisti dell’IC, dapprima a impedire la confluenza di Francia, Regno Unito, USA e Giappone con la Germania nazista e poi a stroncare l’aggressione nazifascista. ...
... “Le due linee e la lotta tra esse esistono in ogni partito comunista, anche se i comunisti non ne sono coscienti. Esse infatti derivano dalla dialettica proletariato-borghesia (le due classi, le due vie, le due linee), nuovo-vecchio, giusto-sbagliato (concreto di pensiero conforme o meno al concreto reale). La differenza apportata dal maoismo è che la sinistra è consapevole di questo fatto e dirige (si propone e cerca di dirigere) la lotta tra le due linee. In un partito comunista che non riconosce questo apporto del maoismo, le due linee esistono, ma la lotta tra di esse si svolge ‘alla cieca’. ...
... Nel nostro paese, dopo il 25 aprile 1945 la Resistenza non si è trasformata nel rivoluzionamento generale della società italiana che avrebbe fatto dell’Italia un paese socialista.(1) Questa trasformazione non è avvenuta. Perché? La Carovana del (n)PCI tira un bilancio diverso dai partiti e organismi che si dicono comunisti, secondo i quali il PCI non poteva fare diversamente da quello che ha fatto. ...
... Rispetto al ruolo del PCC e al rapporto tra quest’ultimo e le altre forze del Fronte, Mao Tse-tung condusse la lotta per l’indipendenza e autonomia del partito comunista nel Fronte unito nazionale antigiapponese, in sostanza per la direzione del proletariato nel Fronte unito, contro la linea “tutto attraverso il Fronte”, cioè contro l’opportunismo di destra, consistente nel “fare concessioni nei confronti della politica antipopolare del Kuomintang; aver maggiore fiducia nel Kuomintang che nelle masse popolari ...
... “Sono decisamente contrario alla politica di allontanamento di tutti i compagni che la pensano diversamente. Sono contrario a questa politica non perché mi fanno pena coloro che la pensano diversamente, ma perché essa genera nel partito un regime di intimidazione, un regime di timore che uccide lo spirito di autocritica e di iniziativa. ...
... La lotta tra due linee è un principio importante per il compimento della nostra opera. Nelle nostre file alcuni compagni lo sviliscono parlando superficialmente di “lotta tra le due linee”, confondendo la mancanza di unità di indirizzo con lo scontro tra due linee. Di fronte ad avvenimenti nuovi e a nuovi campi di lavoro, individui diversi per personalità e mentalità (cioè individui diversi per nascita e formazione, che hanno alle spalle una storia diversa, che non hanno una lunga abitudine di lavoro rivoluzionario comune) reagiscono in modi diversi. Questo non significa ancora scontro tra linee diverse. ...
... Per errore intendiamo l’applicazione concreta sbagliata (o non applicazione) nel proprio caso particolare di una linea generale e di una concezione giuste già definite dal movimento comunista. Detto altrimenti: concezione e linea generale giuste e linea particolare e concreta (applicazione) sbagliata o non applicazione. Per limite intendiamo la mancata elaborazione (la mancata comprensione) di un qualche aspetto “delle condizioni, della forma e dei risultati della lotta di classe” indispensabile per definire la giusta linea che si applica e si verifica nella pratica. ...
... Noi non siamo favorevoli alle posizioni ideologiche e politiche sbagliate, non siamo per la pari dignità di giusto e sbagliato. Ma prendiamo atto della realtà (oggi ci sono posizioni ideologiche e politiche differenti e contrastanti), partiamo da questa realtà e siamo convinti che la trasformeremo, che la pratica confermerà o farà emergere le posizioni giuste e smentirà le posizioni sbagliate. Solo chi non ha fiducia in se stesso e nelle proprie posizioni, non fa alleanze e operazioni comuni con persone e organizzazioni che hanno, sulla questione immediata in ballo, lo stesso obiettivo e lo stesso nemico. ...
... La clandestinità non è un espediente tattico, sia esso difensivo (come fu per il primo PCI durante il Fascismo) o offensivo (come fu per le BR negli anni ‘70 in funzione della conduzione di azioni armate). Il partito comunista deve essere strategicamente clandestino: il suo carattere clandestino è un principio costitutivo del partito e della sua azione nelle varie fasi della lotta, fino ad avvenuta conquista del potere politico e soppressione della parte decisiva delle forze nemiche. ...
Creare una rete di sostegno attorno a ogni nostro Comitato di Partito (CdP) clandestino è necessario, è un passo della Guerra Popolare Rivoluzionaria di Lunga Durata ...
L’attività di agitazione e propaganda dei Comitati di Partito (CdP) è uno dei principali canali attraverso cui promuoviamo la conoscenza dell’esistenza del (n)PCI, della sua linea e delle sue parole d’ordine. In altri numeri della rivista abbiamo trattato la concezione e il metodo di lavoro su cui questa attività deve basarsi ...
Uno dei metodi che portano alla sconfitta è limitarsi a denunciare il nemico di classe, descrivendone i misfatti e riversando sulla borghesia imperialista in generale o su alcuni dei suoi esponenti insulti (senza dubbio meritati) pensando che basti alimentare l’odio delle masse popolari nei suoi confronti perché queste insorgano ...
Spiegare è necessario, ma non sufficiente. La spiegazione non induce direttamente la trasformazione come fosse una bacchetta magica: la chiave della riforma intellettuale e morale è nel fatto che il soggetto trasforma se stesso, è nel fatto che da passivo diventa attivo ...
Una delle questioni che emerge ogni volta che si ragiona sul rapporto tra i singoli e lo sviluppo generale delle cose è la seguente: l’attività del singolo è o no un anello decisivo della catena degli eventi che compongono lo sviluppo dell’umanità? ...
Discorsi e scritti di Stalin del periodo 1935-1939
per fare avanzare oggi la rivoluzione socialista
Supplemento a La Voce 68
Il testo è disponibile in formato Open Office o Word
I principali temi affrontati nel n. 68 di La Voce
1. Come instaurare in Italia lo Stato della dittatura del proletariato, a partire dal sistema politico borghese esistente. Come si applica in Italia, un paese imperialista del XXI secolo, la parola d’ordine “lo Stato borghese si abbatte, non si cambia”?
2. Porre fine allo smantellamento dell’apparato produttivo del nostro paese: analisi di alcuni settori produttivi.
3. Il ruolo del Partito Comunista Cinese nel movimento comunista cosciente e organizzato mondiale, la lotta di classe in Cina, lo sviluppo delle forze produttive e il socialismo, il ruolo della RPC nel sistema delle relazioni internazionali. Il discorso del presidente Xi Jinping per il Centenario del PCC.
4. Gli insegnamenti dell’Unione Sovietica di Stalin per la futura Italia socialista.
5. La costruzione del partito comunista, la riforma intellettuale e morale dei membri del Partito, la crescente partecipazione delle masse popolari alla gestione della vita sociale e alle attività specificamente umane, la creazione dell’uomo nuovo, il ruolo dell’individuo nella storia e la libertà di pensare e agire.
(Estratto dall'Avviso ai naviganti 113 -
27 luglio 2021)