La Voce del (nuovo)PCI
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... La rivoluzione socialista nei paesi imperialisti è diventata in modo più largo e più profondo che nel passato la questione decisiva della sorte della specie umana
Avanziamo sulla via illuminata dalla Rivoluzione d’Ottobre e dalla prima ondata della rivoluzione proletaria (1917-1976) superando i limiti dei partiti comunisti dei paesi imperialisti, limiti che li hanno resi incapaci di instaurare il socialismo nei loro paesi
Il primo paese imperialista che spezzerà le catene della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti, mostrerà la via e aprirà la strada anche alle masse popolari degli altri paesi e si gioverà del loro appoggio ...
... Con questo numero di La Voce apriamo, per i membri del (n)PCI e per i compagni della sua Carovana che decideranno di parteciparvi, un anno di studio dell’esperienza della rivoluzione socialista in Russia e della costruzione del socialismo in Unione Sovietica. Lo scopo è trarre da quella esperienza insegnamento per la rivoluzione socialista che stiamo promuovendo in Italia.
La rivoluzione socialista russa è iniziata grosso modo nel 1895 con l’attività politica di Lenin a Pietroburgo ed è culminata nella Rivoluzione d’Ottobre del 1917. La costruzione del socialismo in Unione Sovietica è stata condotta nel periodo 1917-1956. Insieme costituiscono l’impresa più grande compiuta finora dai comunisti, in condizioni più simili alle nostre che non l’altra grande impresa compiuta dai comunisti nel secolo scorso: la rivoluzione cinese. Quella grande impresa fu condotta dal partito comunista diretto prima da Lenin e poi (dal 1924 al 1953) da Stalin ...
... La situazione diventa sempre più rivoluzionaria nel mondo e in ogni singolo paese. La crisi per sovrapproduzione assoluta di capitale diventa sempre più anche crisi del sistema di relazioni internazionali e dei sistemi politici dei singoli paesi. Gli Stati Uniti d’America sono un caso esemplare e la crisi del suo sistema politico si ripercuote direttamente sul sistema di relazioni internazionali. Per le classi dominanti è sempre più difficile e più assurdo dirigere la società nei modi in cui la dirigevano nel periodo del “capitalismo dal volto umano” (1945-1975) e le classi sfruttate e i popoli oppressi sono sempre più insofferenti della vita che le classi dominanti impongono.
Le masse popolari dei paesi imperialisti hanno davanti a sé due strade:
1. la strada della mobilitazione rivoluzionaria che i comunisti devono promuovere e che solo loro possono promuovere alla testa della classe operaia (ossia dei lavoratori delle aziende capitaliste),
2. la strada della mobilitazione reazionaria, della contrapposizione e della guerra tra paesi e nazioni e in ogni paese tra parti delle masse popolari. I bersagli designati sono i popoli dei paesi più deboli e, nei paesi imperialisti, gli immigrati, le donne, i giovani, i pensionati, le minoranze nazionali, la parte più povera ed emarginata della popolazione. È la strada promossa dai gruppi più criminali della borghesia imperialista e benedetta con misericordia e compassione dal suo clero ...
... Noi comunisti dobbiamo essere il corpo dirigente della lotta di classe. Dobbiamo dirigere le masse popolari e in particolare la classe operaia guidati dalla concezione comunista del mondo e con un obiettivo preciso: instaurare il socialismo e promuovere la transizione al comunismo. Questo è il ruolo che dobbiamo svolgere, dobbiamo darci i mezzi per svolgerlo.
Nelle circostanze attuali della lotta di classe ci distinguiamo da sinistra borghese e Forze Soggettive della Rivoluzione Socialista: non solo dagli opportunisti di destra, ma anche da quelli di sinistra e da spontaneisti, movimentisti, mestatori, avventurieri e avventuristi (deviazioni che caratterizzano molti gruppi della sinistra borghese e anche membri delle FSRS) anche perché diamo a ogni nostra iniziativa (azione) non solo un contenuto, ma anche una forma. In che senso? ...
... Sostenere che noi stiamo preparando la rivoluzione socialista, implica ritenere che la rivoluzione socialista è un evento che scoppia quando la preparazione è giunta a un certo livello, o che scoppia per fattori che non dipendono dalla nostra attività e che la nostra attività attuale serve a essere preparati ad approfittare dell’evento. Ritenere che stiamo preparando la rivoluzione socialista porta ad attribuire al lavoro di massa che facciamo oggi un ruolo in se stesso, al di fuori della sua connessione con la guerra popolare rivoluzionaria (GPR), al di fuori della sinergia e concatenazione con le altre attività del Partito, come se esso creasse una realtà che ha valore di per se stessa indipendentemente dal seguito che il Partito le dà, ad attribuire alla singola lotta rivendicativa solo il suo obiettivo particolare e corporativo, ad attribuire alla nostra partecipazione alla lotta politica borghese un ruolo suo proprio ...
... La cultura dominante è quella della classe dominante. La borghesia imperialista e il clero confinano le masse popolari in condizioni che le escludono dall’imparare a pensare. Ecco due affermazioni su cui concordano molti esponenti delle FSRS e anche della sinistra borghese, finché le diciamo in astratto, senza indicare gli impegni concreti che ne derivano per noi comunisti. Ma proviamo a tradurle nelle conseguenze pratiche che da esse derivano per chi è contro il catastrofico corso delle cose e vuole porvi fine. È proprio quello che noi comunisti facciamo per noi stessi. Solo grazie a questo rendiamo il nostro Partito capace di portare le masse popolari a fare la rivoluzione socialista nonostante le trappole predisposte dalla borghesia e sulla base della loro stessa esperienza diretta, a trasformarsi anche intellettualmente e moralmente ...
... Caratteristica distintiva della sinistra borghese è escludere apertamente l’instaurazione del socialismo come soluzione della crisi in corso. Vi sono tuttavia anche personaggi e organismi che a parole si proclamano comunisti, non escludono l’instaurazione del socialismo anzi a parole se ne dichiarano fautori, ma nella pratica, sia per la concezione del mondo che li guida e per la propaganda che svolgono, sia nelle iniziative politiche, seguono la stessa strada della sinistra borghese: una concezione e una linea anticomuniste in un amalgama reso più subdolo dal richiamo di facciata al comunismo. Esempio tipico è Rete dei Comunisti. Alcuni compagni confondono simili organismi con le FSRS. In realtà confondono chi non è ancora arrivato a dotarsi dei mezzi necessari a vincere con chi fa passare di soppiatto la concezione francofortese del “piano del capitale” proclamando uno scombinato contropiano ...
... Noi comunisti non escludiamo la lotta delle singole nazioni e dei singoli paesi per la propria indipendenza e sovranità. Al contrario, pratichiamo in ogni paese la linea della “rivoluzione socialista in un paese solo”. Questo significa che per sua natura in ogni paese la rivoluzione socialista è fatta dalle masse popolari che dirette dalla classe operaia e dal suo partito lottano giovandosi dei presupposti materiali e spirituali del loro proprio paese. La rivoluzione socialista per sua natura non è esportabile. Ma sulla base della scienza delle attività con le quali gli uomini hanno fatto la propria storia sappiamo che gli Stati e le nazioni sono formazioni derivate dalla lotta di classe e che oggi la lotta per l’indipendenza e la sovranità del proprio paese trionfa solo sulla base della lotta di classe del proletariato ...
... Sostanzialmente per due motivi.
1. La lacuna più grande che il movimento comunista ha mostrato nel corso della prima ondata riguarda precisamente la rivoluzione socialista nei paesi imperialisti. Qui era lo scontro decisivo tra la classe operaia e la borghesia e proprio qui, dove costruire il socialismo sarebbe stato più facile, il movimento comunista si è dimostrato incapace di guidare la classe operaia a prendere il potere, a fare la rivoluzione socialista. Questo quindi è il terreno in cui deve concentrarsi l’elaborazione e la sperimentazione nostra e di ogni partito comunista dei paesi imperialisti.2. L’Italia è un paese imperialista e in ogni paese il partito comunista deve principalmente dedicarsi a fare la rivoluzione nel proprio paese. È questo l’aiuto principale che dà alla rivoluzione negli altri paesi ...
... L’opuscolo fa parte quindi di una lotta tra due linee nel partito comunista, diremmo oggi noi marxisti-leninisti-maoisti. Stalin non la chiama così, perché la lotta tra due linee nel Partito non era ancora entrata a far parte della concezione comunista del mondo, come strumento indispensabile per difendere il Partito dall’influenza delle classi nemiche e rafforzarlo. Il movimento comunista non aveva ancora elaborato la teoria della sua pratica ...
... Abbiamo tratto il testo dell’opuscolo di Stalin dall’antologia di scritti di Stalin pubblicata da Edizioni Rinascita nel 1952 con lo stesso titolo dell’opuscolo. L’editore indica Palmiro Togliatti come traduttore di tutti i testi dell’antologia.
Le note di Edizioni Rinascita 1952 rimandano per le citazioni di Lenin alla III edizione sovietica delle Opere di Lenin, edita in URSS negli anni ‘30. Le abbiamo sostituite con note che rimandano alle Opere Complete (di seguito abbreviate in OC) di Editori Riuniti circolanti oggi in Italia che riproducono la IV e ultima edizione sovietica, iniziata nel 1941, ben più ampia della III e risultato di un accurato riscontro dei testi di Lenin. Ne risulta che le citazioni di Lenin che figurano nel testo di Stalin (che non abbiamo rivisto) non corrispondono letteralmente a quelle che compaiono nelle OC circolanti in Italia e a cui rimandiamo nelle note ...
... “Il leninismo è il marxismo dell’epoca dell’imperialismo e della rivoluzione proletaria. Più esattamente: il leninismo è la teoria e la tattica della rivoluzione proletaria in generale, la teoria e la tattica della dittatura del proletariato in particolare” ...