La Voce del (nuovo)PCI

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La Voce 51 del (nuovo)PCI (PDF)

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Il nuovo PCI e la prima ondata

Noi comunisti dei paesi imperialisti dobbiamo studiare e fare tesoro degli insegnamenti della prima ondata della rivoluzione proletaria. Sono preziosi perché ci indicano la via della rinascita del movimento comunista e della vittoria.
Quelli che non ne fanno tesoro, che trascurano la prima ondata o lavorano come i vecchi partiti comunisti sorti nei paesi imperialisti per iniziativa dell’Internazionale Comunista dalla scissione dei partiti della II Internazionale, non riescono nemmeno a venir a capo degli effetti negativi, della demoralizzazione e della disgregazione, che l’esaurimento della prima ondata ha prodotto su larga scala nelle masse popolari.

Uno scossone salutare nella Carovana del nuovo PCI

Dall’adesione identitaria e dalla professione di fede all’adesione reale

Bisogna praticare la concezione comunista del mondo: non basta professarla!

Per realizzare i nostri obiettivi dobbiamo imparare a fare quello che non sappiamo ancora fare, dobbiamo fare quello che i comunisti dei paesi imperialisti finora non hanno mai fatto!

La concezione comunista del mondo e il GBP

La connessione dei tre attori nel movimento che sfocerà nella costituzione del GBP

Presentazione di Storia del movimento comunista

Il nostro Partito, tutti i membri della carovana del (nuovo) PCI, tutti quelli che si avvicinano e collaborano con noi si sono finalmente messi a studiare. Il P.CARC ha costituito il Centro di Formazione (CdF) che ha impostato un programma di corsi di formazione di vari livelli. Un numero sempre più esteso di compagni ha capito che bisogna studiare. Ha capito che il motivo per cui avanziamo lentamente, il limite principale dell’efficacia della nostra attività sta nella scarsa assimilazione della scienza comunista da parte nostra.

Storia del movimento comunista

Edizione rivista e arricchita

Lenin, Sulla nostra rivoluzione

(A proposito delle note di N. Sukhanov)

16-17 gennaio 1923

Sei grandi insegnamenti della prima ondata della rivoluzione proletaria mondiale messa in moto dalla vittoria dell’insurrezione di Pietrogrado dell’Ottobre 1917

La rivoluzione socialista non scoppia

La strategia della rivoluzione socialista e la Rivoluzione d’Ottobre

Due sono le principali deformazioni della storia della rivoluzione russa, correnti nella storiografia e nella saggistica borghesi, pedissequamente imitate dalla gran parte degli intellettuali della sinistra borghese...

Lotta tra due linee (L2L) e lotta ideologica attiva (LIA)

... Come si combinano nel partito comunista nel campo delle idee l’unità e i contrasti, l’intransigenza e la creatività? ...

Alcune massime amare

Ancora sul materialismo dialettico e la rivoluzione socialista

... Noi comunisti siamo le cause esterne della trasformazione elle masse popolari. Se non ci fossero nelle masse popolari, negli operai del nostro paese i presupposti perché esse si trasformino e diventino classe dirigente del paese, cioè di se stesse e del resto, il nostro lavoro sarebbe inutile. Ci sono o non ci sono nelle masse popolari del nostro paese? ...

Il GBP è un “governo di transizione al socialismo”?

La costituzione del GBP di cui noi ci occupiamo non è il passaggio dalla prima alla seconda fase della guerra popolare rivoluzionaria (MP cap. 3.3) come già chiaramente fin dall’inizio indicammo (vedasi ad esempio il Comunicato della Commissione Provvisoria del CC in data 8 maggio 2009); è un governo d’emergenza che gli operai organizzati e il resto delle masse popolari organizzate costituiscono chiamando a farne parti come ministri esponenti oggi di loro fiducia...

Controrivoluzione preventiva e mondo virtuale

Appunti per un discorso da sviluppare sul sistema di idee, sentimenti, immagini e sensazioni con cui la borghesia cerca di occupare le menti, i cuori e i corpi di una parte importante delle masse popolari dei paesi imperialisti, soprattutto dei giovani, per distoglierli dal partecipare alla rivoluzione socialista.

Raccogliere e valorizzare il contributo di Maurizio Landini e della sua Coalizione Sociale alla rivoluzione socialista nel nostro paese!

Uno dei risultati positivi dell’iniziativa di Maurizio Landini e della FIOM è di aver posto con autorevolezza all’attenzione di centinaia di migliaia di operai metalmeccanici e di una parte importante del resto delle masse popolari la questione del potere nel nostro paese ...

Sinistra Italiana e la sinistra borghese

... L’anticomunismo impedisce agli esponenti della sinistra borghese di spiegarsi, di spiegare e persino di chiedersi perché dopo la seconda Guerra Mondiale e fino agli anni ’70 non solo in Italia ma in tutti i paesi imperialisti gli operai e le masse popolari erano riusciti a migliorare le loro condizioni in tutti o quasi tutti i campi che oggi compaiono nei programmi governativi della sinistra borghese e perché a partire dagli anni ’70, prima in Inghilterra con la Thatcher, poi negli USA con Reagan, poi via via negli altri paesi imperialisti, una dopo l’altra le conquiste fatte in ognuno di quei campi sono state rosicchiate, avvelenate e infine cancellate del tutto o sono in via di esserlo ...

Nel nostro paese le condizioni generali diventano sempre più favorevoli alla rivoluzione socialista, alla costituzione del Governo di Blocco Popolare che previene la mobilitazione reazionaria e porta la rivoluzione socialista a un livello superiore a quello attuale, alla formazione di Organizzazioni Operaie e Popolari che costituiranno il GBP. Ma per conquistare vittorie e avanzare, noi comunisti dobbiamo imparare a fare cose che non abbiamo mai fatto, a fare cose che non sappiamo ancora fare; dobbiamo imparare a vedere quello che ancora non vediamo, dobbiamo imparare a vedere quello che vede solo chi guarda la realtà con la concezione comunista del mondo, chi la assimila.
Individualmente ogni compagno è di fronte alla scelta: trasformarsi per avanzare o arretrare e abbandonare la lotta?
Questo provoca irrequietezza nelle nostre file. Trasformarsi è doloroso. Bisogna superare il dubbio che non saremo capaci, che manca l’esperienza; bisogna lanciarsi in attività che non abbiamo mai fatto. Bisogna essere generosi, mettere l’adesione alla causa davanti a tutto, darsi i mezzi della propria politica. Chi si accontentava di agitarsi in proteste e lotte rivendicative, a livello sindacale o al modo dei gruppi movimentisti, chi resta al livello del vecchio PCI, se si ostina a non migliorare, viene travolto dagli avvenimenti. Sente il terreno franare sotto i piedi. È sempre più esperienza comune che le proteste e le lotte rivendicative non bastano, è sempre più raro che diano risultati immediati: gli insuccessi producono sfiducia e scoraggiamento. Per far fronte agli avvenimenti, bisogna avanzare; per avanzare i comunisti devono trasformare le proprie idee e la propria condotta.

Estratto da n. 51 di La Voce del nuovo Partito comunista italiano

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