La Voce del (nuovo)PCI

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La libertà ha come sua condizione la conoscenza della necessità

... L’umanità che la borghesia europea aveva unito a livello mondiale in un unico sistema di produzione e riproduzione della propria esistenza, si è per la prima volta unita anche spiritualmente nella fiduciosa e feconda lotta scatenata nel mondo dalla vittoria della Rivoluzione d’Ottobre e dalla costituzione dell’Unione Sovietica sotto la direzione del partito di Lenin e di Stalin. A seguito dell’esaurimento della prima ondata della rivoluzione proletaria mondiale, tutta l’umanità ora è travolta nel vortice della seconda crisi generale del capitalismo. La rinascita del movimento comunista sarà anche la fine del sistema imperialista mondiale e la nascita della nuova fase della storia dell’umanità, il comunismo ...

Impariamo dalla Grecia

... L’attesa creata attorno alle elezioni politiche di domenica 25 gennaio in Grecia e il clamore creato attorno all’azione del governo Tsipras faranno degli avvenimenti greci un fattore importante anche per la lotta di noi comunisti italiani e dei comunisti di tutti i paesi imperialisti. 1. L’inevitabile prossimo fallimento della sinistra borghese greca sarà un colpo, per tutti quelli che ci credevano, all’illusione che la sinistra borghese sia davvero in grado di cambiare il corso delle cose imposto dalla borghesia imperialista. L’ampio successo elettorale di SYRIZA contro i partiti della destra borghese e l’inevitabile abbandono delle promesse con cui ha conquistato voti, metteranno in luce l’impotenza della sinistra borghese. Già prima delle elezioni, di fronte al profilarsi del successo, Tsipras e i suoi hanno messo le mani avanti e hanno detto che nel migliore dei casi avranno in mano il governo, ma non avranno il potere: questo resterà nelle mani dei signori della finanza (perché SYRIZA non vuole rompere né si è data i mezzi per rompere con il sistema finanziario mondiale). Non potranno quindi realizzare il programma che hanno promesso di realizzare, in nome del quale hanno chiesto e avuto voti ...

Sul contesto internazionale dell'attività del governo Tsipras

... Le contraddizioni all’interno della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti e le contraddizioni tra i gruppi imperialisti di tutto il mondo. La costituzione del governo Tsipras indebolisce i gruppi imperialisti europei, principalmente franco-tedeschi, che per far fronte alla crisi generale del capitalismo lottano e devono lottare contro i gruppi imperialisti USA per strappare loro la supremazia nella gestione del capitale finanziario mondiale ...

La vittoria elettorale di SYRIZA e la lotta di classe in Italia

... La vittoria elettorale di SYRIZA in Grecia domenica 25 gennaio con la conseguente formazione del governo Tsipras è un evento che avrà notevoli ripercussioni anche nel campo delle masse popolari del nostro paese e del resto del mondo. La vittoria elettorale di SYRIZA contro le destre è una buona cosa per le masse popolari greche ed europee, per le masse popolari di tutto il mondo, dato che la lotta di classe è internazionale. È vero che la concezione del mondo che guida SYRIZA, con cui ha preparato e ottenuto il suo successo elettorale, è del tutto interna alla concezione borghese; che le sue parole d’ordine e le misure pratiche che si propone non rompono le catene della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti che strozzano le masse popolari greche e le masse popolari di gran parte del resto del mondo ...

Le elezioni del 25 gennaio e la lotta di classe in corso in Grecia

... L’importanza della costituzione del governo Tsipras sta principalmente nella lezione che esso dà e darà al mondo.
Noi comunisti italiani dobbiamo comprendere questa lezione e farla conoscere su grande scala, in particolare - tra quella parte delle masse popolari del nostro paese che è ancora influenzata dalla sinistra borghese, - tra i compagni dei gruppi e delle organizzazioni che proclamano di voler riprendere e continuare la linea della sinistra del vecchio PCI incuranti del fatto che quella sinistra durante la prima ondata della rivoluzione proletaria non è riuscita a dirigere il PCI perché instaurasse il socialismo nel nostro paese; incuranti del fatto che proprio grazie ai limiti di quella sinistra la destra prese la direzione di quei partiti comunisti. Parlo di gruppi e organizzazioni come il Partito Comunista di Marco Rizzo (già Comunisti Sinistra Popolare - Partito Comunista), il Fronte della Gioventù Comunista, i gruppi residui del movimento marxista-leninista e altre analoghe organizzazioni. Più la lezione data dal governo Tsipras sarà conosciuta, meglio sarà per il progresso della rivoluzione socialista in Italia e negli altri paesi imperialisti dove la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti ha le sue basi e opprime e abbrutisce nella miseria, nella droga e nel servilismo le masse popolari non ancora mobilitate dai comunisti per la seconda ondata della rivoluzione proletaria ...

Risposte ad alcune lettere alla redazione

... 1. “Purtroppo il governo greco ha dovuto chinare la testa alla Troika”
Non è che il governo greco ha dovuto chinare la testa. Le istituzioni dell’Unione Europea, il Fondo Monetario Internazionale, le autorità degli Stati dell’UE non hanno fatto niente di diverso da quello che hanno fatto nel passato e da quello che c’era da attendersi da loro. Sbagliava chi si attendeva che cambiassero condotta solo perché prima delle elezioni SYRIZA aveva promesso alle masse popolari greche di porre fine alle privazioni a cui i precedenti governi su direttiva della Troika le avevano sottoposte e proprio per questo il 25 gennaio aveva avuto molti voti. Noi non abbiamo una conoscenza sufficiente della lotta di classe in Grecia per dare un’interpretazione esauriente dell’esito delle elezioni del 25 gennaio. Ma abbiamo una conoscenza sufficiente per affermare che SYRIZA ha avuto il voto di una larga parte delle masse popolari che “hanno creduto l’incredibile”: che SYRIZA fosse capace, non solo avesse sinceramente la volontà ma fosse anche in grado di fare quello che prometteva, benché il Partito comunista greco (KKE) sostenesse che non l’avrebbe fatto. Gli avvenimenti confermano che SYRIZA non mantiene le sue promesse ...

Far montare la maionese Noi e la sinistra borghese

... Noi abbiamo molto da imparare dalla Grecia perché avanziamo verso un obiettivo ben definito ma attraverso un terreno sconosciuto e perché anche da noi la sinistra borghese agita la parola d’ordine “uscire dalla crisi”, senza darsi i mezzi per farlo. Anche noi agitiamo questa parola d’ordine, ma ci diamo i mezzi per farlo: OO, OP, CSN, ACE/ALE, GBP. Anche nel nostro paese la sinistra borghese si agita per fare qualcosa come SYRIZA, chiusa come è anch’essa nell’orizzonte della società borghese oltre la quale la sua mente e la sua fantasia non vanno. Alcuni pensano a una edizione tal quale di SYRIZA per rientrare nelle istituzioni della Repubblica Pontificia. Altri, alla Maurizio Landini, lanciano per ora la “coalizione sociale” (successore del “movimento dei movimenti” e del “partito sociale” di Fausto Bertinotti, ma confortato dal prestigio e dalla forza della FIOM): nelle intenzioni dei promotori dovrebbe essere la premessa per entrare nelle istituzioni della Repubblica Pontificia, un modo per arrestare il discredito e la perdita d’influenza e di prestigio, per raccogliere il consenso e il seguito persi ...

Le cose e i nomi delle cose

... Alcuni hanno già posto a noi del nuovo PCI la domanda: ma il Governo di Blocco Popolare di cui voi auspicate e fomentate la costituzione, non è quello che SYRIZA si ripromette di fare?
Ce lo chiedono in particolare quelli che lamentano che non esiste ancora (che loro ancora non conoscono e riconoscono) un’analisi del corso delle cose imposto dalla borghesia imperialista e un piano dei comunisti per deviare l’umanità da esso. Per concludere mesti non che quindi occorre darsi a fare un’analisi e un piano e a realizzarlo, ma che quindi non resta che applaudire i BRICS che danzano sul Titanic della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti o altre analoghe condotte attendiste o addirittura contemplative ...

La nostra lotta e il Partito dei CARC

... Il corso delle cose, anzitutto la prima ondata della rivoluzione proletaria mondiale ma anche l’azione condotta dalla borghesia imperialista da quando con l’esaurimento della prima ondata ha ripreso in mano la direzione del mondo, ha potentemente unito l’umanità intera. Prima si è unita nella fiduciosa e feconda lotta per un futuro di civiltà e di progresso che la vittoria della Rivoluzione d’Ottobre aveva acceso in ogni paese del mondo. Ora si trova unita nel vortice di miseria, di inquinamento e di guerra in cui il sopravvento della borghesia imperialista e del suo clero, in particolare la Comunità Internazionale dei gruppi finanziari europei, americani e sionisti, ha trascinato e trascina il mondo intero. Oggi gran parte dell’umanità vive nello sconforto e nella disperazione, molti si ubriacano e distraggono in mille modi e perfino danzano come i condannati a morte danzavano sulla tolda del Titanic ...

Intervista del Segretario Nazionale del Partito dei CARC

... Il P.CARC si prepara a celebrare il suo IV Congresso. Con questo congresso il P.CARC si propone di assumere il ruolo di promotore della costituzione del Governo di Blocco Popolare. Si pone quindi sia ai membri del nuovo PCI sia ai membri del P.CARC il compito dividere e combinare meglio di quanto fatto finora il ruolo e il compito delle due organizzazioni. Dovremo farlo con spirito sperimentale e con serenità, sperimentando guidati dalla concezione comunista del mondo e imparando. Il CC del nPCI saluta e sostiene la decisione a cui il P.CARC si prepara e si propone di imparare dal lavoro che il P.CARC condurrà. È in questo spirito che redazione di La Voce ha intervistato il SN del P.CARC che ci ha rilasciato l’intervista che qui appresso pubblichiamo ...

Le due forme del riformismo

... Contenuto comune di tutte le forme, tendenze, correnti, organismi e concezioni riformiste della società borghese è ritenere che (e comunque agire come se) sia possibile migliorare illimitatamente la società borghese nel senso di introdurre una ripartizione dei beni e servizi più favorevole alle masse popolari e in particolare ai proletari e maggiori diritti civili e politici per le masse popolari pur conservando la divisione della società in classi sociali e in particolare lasciando nelle mani dei capitalisti la produzione dei beni e dei servizi. Combattivi o questuanti, militanti o elettoralisti, conflittuali o concertativi, militaristi o pacifisti, tutti i riformisti hanno in comune una cosa: non porsi (e non porre), non trattare, ignorare o contrastare il compito di costruire un sistema di relazioni sociali diverso dall’attuale sistema borghese. Quindi non basare la loro attività sulla comprensione del sistema sociale in atto, del sistema sociale che deve prendere il suo posto e del come realizzare il passaggio dal presente al futuro. Essi restringono il campo della loro azione (e dell’attività delle masse popolari che dirigono o influenzano) all’eliminazione o modifica degli aspetti del sistema sociale vigente che la loro coscienza (l’opinione corrente o la loro particolare sensibilità o interesse) condanna come cattivi ...

Cinque insegnamenti sul lavoro di propaganda in funzione della raccolta

... Cari compagni,
vi scrivo per condividere con voi alcuni insegnamenti sulla propaganda e sull'organizzazione che, grazie all'esperienza fatta con il Partito e al bilancio di essa con il collettivo, ho potuto trarre da un'iniziativa a cui ho preso parte. A premessa preciso che sono uno di quei compagni che tende a vedere il “bicchiere mezzo vuoto” nel valutare organismi, iniziative, singoli. Ancora molte (troppe) volte mi concentro (e mi “scorno”) sui punti negativi degli ambiti e dei compagni su cui interveniamo, metto al centro i loro limiti ed errori, quello che non fanno. Alcune esperienze concrete mi stanno facendo però mutare l'ottica; sempre più spesso cerco di vedere, di imparare a vedere (anche questo rientra nell'imparare a pensare!) qual è l'appiglio su cui far leva per avanzare, qual è il tizzone su cui soffiare per incendiare la prateria in cui intervengo ...

La nostra opera è grande. Il contributo di ognuno prezioso

... “Non me la sento di diventare dei vostri, non mi sento pronto. Ma come posso dare una mano al Partito?”: diversi sono i compagni che ci pongono questa domanda esplicitamente o implicitamente (ad es. cercano il contatto con noi, esprimono apprezzamenti per le nostre analisi e la nostra linea, ci segnalano delle iniziative interessanti, ecc.). Valorizzarli al meglio è un tassello fondamentale per lo sviluppo della nostra opera, per il suo rafforzamento. Dobbiamo “fare dei contatti, simpatizzanti e membri una macchina di propaganda e di collegamento e raccolta 1. che porti ovunque e in modo via via più adeguato le nostre parole d’ordine, la nostra linea e la nostra concezione e 2. che stabilisca nuovi contatti e valorizzi le collaborazioni” (La Voce 48, Principi, criteri e metodi d’organizzazione). ...

Elezioni regionali e comunali - usarle per promuovere la formazione di ACE/ALE e di CSN

... A noi le prossime elezioni interessano per quanto ne possiamo ricavare ai fini della creazione delle condizioni per la costituzione del Governo di Blocco Popolare. Le elezioni creeranno ottime occasioni (assemblee, comizi, trasmissioni, ecc.) per noi comunisti per fare propaganda. Come tutte le campagne elettorali, sono periodi in cui i gruppi delle stesse classi dominanti in contesa tra loro accendono nel loro interesse l’attenzione delle masse popolari per la gestione del paese: cercando di deviarla su questioni secondarie ma anche con molte denunce e promesse. Noi comunisti, anche dove non ci sono nostri candidati, dobbiamo approfittarne mobilitando le forze già disponibili per portare tra le masse popolari il nostro orientamento, per individuare in ogni ambiente e raggruppamento la sinistra, per stabilire contatti: contatti che dobbiamo sviluppare e rafforzare dopo le elezioni, spingendo ognuno a fare per la rinascita del movimento comunista quello che è già disposto a fare, il meglio che è già capace di fare e guidandolo a partecipare ad attività che ne elevino la coscienza, accrescano la sua fiducia in se stesso, nel Partito e nella causa e lo leghino più strettamente alla rinascita del movimento comunista ...

Il nuovo PCI deve essere clandestino

... Ancora oggi le obiezioni alla clandestinità sono numerose tra i nostri avversari ma anche tra i nostri simpatizzanti e tra le parti avanzate delle masse popolari, attive nelle forme spontanee della lotta di classe. Gran parte delle obiezioni che ci vengono fatte si riducono a due.
1. Operando nella clandestinità è impossibile svolgere un efficace lavoro di massa: di promozione e organizzazione, di orientamento e direzione delle lotte delle masse popolari. 2. Costituendovi voi stessi nella clandestinità, vi tirate addosso la repressione e vi ponete in condizioni che rendono possibile una deriva militarista: un partito comunista diventa clandestino solo quando la borghesia vieta ai comunisti di svolgere attività politica legalmente ...

Rivoluzionari di professione - Un'istituzione indispensabile di ogni partito comunista

... Chi non ha letto Rivoluzionaria di professione di Teresa Noce farebbe bene a leggerlo. È un libro semplice (disponibile presso le Edizioni Rapporti Sociali) in cui Teresa Noce racconta la sua vita, come da sartina passa a diventare prima comunista, poi rivoluzionaria di professione (funzionaria del PCI) e compie la sua vita attraverso la semiclandestinità fino al 1926, poi la clandestinità e nell'esilio in URSS, in Francia e altrove, fino al rientro in Italia dopo la Resistenza. Esiste un certo numero di altri libri di memorie di lavoratori (Vaia, Germanetto, Colombi, ecc.) che sono passati da semplici operai (muratori, metalmeccanici, camerieri d'albergo, ecc.) a comunisti e poi a rivoluzionari di professione. Lavoratori che hanno dato un'impronta incancellabile al movimento comunista italiano, lo hanno portato ad un livello da cui dovrà partire il nuovo partito comunista. Infatti i "rivoluzionari di professione" sono stati una delle componenti dell'alto livello raggiunto dal movimento comunista in Italia prima che i revisionisti, capitanati da Togliatti, riuscissero a deviarlo nelle secche della collaborazione di classe e della subordinazione all'oligarchia finanziaria e al suo regime DC. Operaie e operai, giovani in generale, ma non sempre, hanno abbandonato il loro posto di lavoro e hanno fatto dell'attività di partito la loro vita, a tempo pieno ...

8 marzo - Appello del CC del (n) PCI alle donne comuniste

... Il Comitato Centrale del (n)PCI saluta le donne comuniste e lancia loro un appello perché si impegnino senza riserve nella guerra popolare rivoluzionaria che farà dell’Italia un nuovo paese socialista!
Le donne comuniste sono una componente indispensabile del Partito comunista. Senza l’apporto delle compagne comuniste il Partito comunista non riuscirebbe a svolgere il suo ruolo di promotore della guerra popolare rivoluzionaria, non riuscirebbe a mobilitare le masse popolari e portarle alla vittoria contro la borghesia imperialista e il clero ...

Lettera di una compagna del P.CARC alla redazione di La Voce

... Cari compagni,
sono una compagna del P.CARC e rivoluzionaria di professione. Ho scelto di mettere al centro della mia vita la costruzione della rivoluzione socialista nel nostro paese. L’articolo Avere o non avere figli? pubblicato su La Voce 48 ha trattato l’argomento della maternità su cui io ho riflettuto a lungo e mi ha rafforzato nella conclusione a cui ero arrivata. Vorrei condividere le mie riflessioni con la redazione, stimolare sul tema altre compagne e rivoluzionarie di professione a prendere la loro decisione e dare il mio contributo in merito. Nel Partito dei CARC l’anno scorso sono stata tra le promotrici della campagna sul Lavoro Donne. Nell’ambito di questa campagna abbiamo trattato anche la questione della maternità. Oggi mi rendo conto che l’abbiamo fatto con due limiti che fanno capo alla concezione della sinistra borghese e come tali hanno imbrigliato il nostro ragionamento. - Abbiamo trattato la maternità solo (o principalmente) dal punto di vista dell’educazione dei figli secondo la concezione comunista del mondo (in proposito La Voce n. 42 novembre 2012 aveva pubblicato l’articolo di Sergio G. Concezione comunista ed educazione familiare). - Non abbiamo posto chiaramente la distinzione tra le masse popolari e le comuniste (e rivoluzionarie di professione). ...

La risposta all’Appello del Partito ai giovani fa la sua strada

... L'articolo sui CdP di base del numero 48 di La Voce, con indicazioni concrete su come costruire un CdP e su cosa comporta la sua attività, mi ha colpito nel vivo portandomi a riflettere sul mio ruolo di compagno all'interno della Carovana (e più in generale sul mio ruolo di comunista) e mi ha spinto sempre di più a voler dare un contributo superiore alla causa. L'articolo ha avuto la funzione di diradare la nebbia che si trovava sul sentiero da imboccare e di mostrare dove potevo appoggiare in sicurezza i passi che, in realtà, erano già di fronte a me. “Faccio abbastanza per il partito e per la causa?” era una domanda che mi ponevo già da tempo ma che si ripresentava a periodi alterni in relazione alla quantità di attività che svolgevo: stavolta è stato diverso, rileggendolo diverse volte, mi ha messo un tarlo nella testa che non mi ha più abbandonato fin quando non ho preso una decisione cosciente di imboccare una delle due vie che mi si ponevano davanti. Fare un passo in avanti nell'assumermi le responsabilità adeguate al momento entrando nel (n)PCI oppure rinunciare al rafforzamento del Partito rimanendo nel mio opportunismo ...

25 Aprile - Nel 70° anniversario della vittoria della Resistenza

... Sono passati 70 anni da quel glorioso 25 aprile e oggi, se ci guardiamo attorno, è difficile immaginare le speranze che allora sembrava possibile realizzare. Il marasma, la disperazione e l’abbrutimento che ci circondano, rendono a molti persino incomprensibile il clima d’allora, anche a persone che tuttavia lo hanno vissuto. Proprio per far fronte alla situazione attuale e trasformarla, capire che possiamo risalire la china e come farlo, è importante capire perché da quell’epoca di speranza e fiducia siamo arrivati al triste presente. Imparare dalle sconfitte è quello che a lungo andare trasforma un esercito inesperto in un esercito vittorioso. Chi non capisce le ragioni dell’arretramento, cade facilmente preda dei disfattisti che sono succubi delle classi dominanti e da esse ispirati: si affannano a piangere che purtroppo il mondo è fatto così, che non c’è rimedio, che il nostro progetto è un’illusione, che il male prevale sul bene: rassegnazione e disperazione, viltà ed evasione dalla triste realtà ...

"Impariamo dalla Grecia" è l’insegna sotto la quale sono riunite molte pagine di questo numero di La Voce. La crisi del sistema politico greco, confrontato con la crisi generale del capitalismo e con la linea che i gruppi imperialisti europei devono seguire, è sfociata nell’avvento della sinistra borghese al governo. Anche in Grecia la sinistra borghese è costituita da personaggi e gruppi che sostengono che è possibile, senza instaurare il socialismo, difendere i diritti e le conquiste di civiltà e di benessere che nei paesi imperialisti, una piccola parte dell’umanità, le masse popolari hanno strappato alla borghesia nel corso e sulla scia della prima ondata della rivoluzione proletaria. Il suo avvento al governo della Grecia è un avvenimento di rilievo internazionale. Ma noi impariamo dalla Grecia ad un preciso fine pratico: per condurre la grande opera di portare le masse popolari organizzate a costituire in Italia il Governo di Blocco Popolare. Non ci confondiamo con quelli che stanno a vedere cosa riescono a fare i greci e chiacchierano di quello che i greci fanno e non fanno. Non ci confondiamo con i personaggi e i gruppi della sinistra borghese che cercano di trarre dalle vicende greche e dal ruolo di SYRIZA alla testa del nuovo governo greco auspici per far rivivere tra le masse popolari il loro prestigio e il consenso e il seguito compromessi dalla loro collaborazione con la destra borghese e per riconquistare il ruolo che hanno perso nelle istituzioni della Repubblica Pontificia. Non ci confondiamo con i gruppi che si limitano ad annunciare e monitorare l’inevitabile prossimo fallimento della sinistra borghese in Grecia e quanto a loro promuovono rivendicazioni e denunce e decantano la rivoluzione socialista che prima o poi scoppierà. Impariamo dalla Grecia per sostenere l’opera che con il suo IV Congresso il Partito dei CARC ( Comitati di Appoggio alla Resistenza che le masse popolari oppongono al procedere della seconda crisi generale del capitalismo - per fare di essa il terreno della rivoluzione socialista sulla via verso il Comunismo) si avvia ad abbracciare in modo programmatico come suo compito specifico. È a questo fine e in questo contesto, nell’unità dell’obiettivo finale con il P.CARC e nell’assunzione di ruoli diversi nell’adempimento dei compiti immediati, che un impegno superiore è richiesto per il consolidamento e rafforzamento del nuovo Partito Comunista Italiano: il Partito che nella clandestinità promuove la guerra popolare rivoluzionaria che porrà fine alla Repubblica Pontificia e instaurerà il socialismo, il Partito fondato sulla concezione comunista del mondo che guida la sua opera e costituito dal suo Comitato Centrale e dai Comitati di Partito che ne fanno l’avanguardia organizzata della classe operaia. Molte sono le interpretazioni del mondo. Ma il nostro compito è trasformarlo. Elaboriamo la scienza dell’attività con cui gli uomini hanno fatto e fanno la loro storia e con essa ci guidiamo nell’opera che abbiamo in corso. A questi tre temi è dedicato questo numero di La Voce.

(Estratto da La libertà ha come sua condizione la conoscenza della necessità)

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