La nostra lotta
... Per realizzare la rinascita del movimento comunista e instaurare il socialismo, in ogni paese i comunisti devono tracciare, a grandi linee, il percorso per raggiungere l’obiettivo e seguirlo con tenacia e flessibilità ...
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... Per realizzare la rinascita del movimento comunista e instaurare il socialismo, in ogni paese i comunisti devono tracciare, a grandi linee, il percorso per raggiungere l’obiettivo e seguirlo con tenacia e flessibilità ...
... Nel novembre 2011 i vertici della Repubblica Pontificia (RP) sono riusciti a venire a capo di Berlusconi che avevano installato al governo poco più di tre anni prima, nell’aprile 2008, sostituendolo a Prodi.
Questo è un indice di quanto si era fatta critica nel mondo e nel paese la loro posizione di vasi di argilla tra vasi di ferro. La perdita della Libia ha il suo peso e gli attuali avvenimenti in India e in Nigeria mostrano che la RP si è coinvolta in un ginepraio di cui i suoi vertici non amano che si parli ...
... Molti intellettuali, compresi alcuni compagni delle nostre file, pretendono di conoscere qual è l’orientamento della massa della popolazione italiana, altri addirittura pretendono di parlare a nome delle masse. Pretendono di sapere come le masse popolari sono schierate su questa o quella questione, per cosa sono disposte a battersi e fino a che punto. Cosa che presuppone che la massa della popolazione italiana abbia sulla questione un orientamento ben definito, una convinzione ben radicata ...
... Una delle leggende metropolitane che hanno corso nella sinistra borghese in Italia e in altri paesi europei riguarda la Germania. A sentire gli affabulatori, in primo luogo la Germania sarebbe economicamente solida, risentirebbe poco o nulla della crisi in corso; in secondo luogo la borghesia imperialista tedesca dominerebbe l’Europa e sarebbe la causa delle disgrazie degli altri paesi europei - ovviamente gli affabulatori non fanno distinzioni di classe e dicono che la Germania domina e schiaccia il resto dell’Europa, facendo del popolo tedesco un tutt’uno come cerca di fare anche la borghesia imperialista tedesca (essa proclama come facevano Hitler e i suoi: “siamo tutti nella stessa barca”). Il ruolo pratico di questa leggenda metropolitana è duplice: da una parte rafforza la convinzione e crea l’illusione che è possibile uscire dalla crisi del capitalismo restando nel capitalismo; dall’altra porta acqua al mulino della mobilitazione reazionaria, alimenta l’animosità contro i pesi morti, la zavorra, che impedirebbe all’Italia di seguire la strada della Germania e alimenta l’ostilità contro l’intero popolo tedesco ...
... La repressione delle manifestazioni di piazza e di strada di proletari e di lavoratori autonomi, il divieto di organizzazione e di manifestazione sindacali, le intimidazioni e le cariche di polizia contro cortei e presidi, gli arresti e le perquisizioni contro i militanti e sostenitori del movimento NO TAV, l’occupazione militare della Val di Susa, il maggiore attivismo di carabinieri, guardia di finanza e forze armate (il ministro della Difesa è un alto graduato delle forze armate per molto tempo dirigente NATO come Monti lo è stato di Goldman Sachs e della Commissione UE) testimoniano il ricorso crescente alla repressione per mantenere l’ordine pubblico (che per la borghesia e il clero significa sostanzialmente tenere sottomesse le masse: che il paese vada a pezzi, che un po’ di neve faccia decine di morti, che migliaia di persone siano alla fame e alla disperazione, che milioni di uomini e donne siano senza lavoro e senza un ruolo nella società, sono tutti effetti collaterali del loro ordine pubblico) ...
... Non vi è dubbio che nei paesi imperialisti è possibile instaurare il socialismo. È però necessario un partito comunista fatto di compagni convinti che la vittoria è possibile e decisi a realizzare l’obiettivo ad ogni costo, con la stessa determinazione con cui il Partito Comunista Cinese guidò l’Armata Rossa a compiere la Lunga Marcia, con la stessa determinazione con cui il Partito Comunista dell’Unione Sovietica volle la vittoria sulle orde naziste che 70 anni fa avevano invaso l’URSS, con lo spirito di Stalingrado ...
... Rispondo qui di seguito alla tua richiesta di spiegazioni sulla “controrivoluzione preventiva”.
In realtà il Manifesto Programma (MP) del nuovo Partito comunista italiano parla di “regime di controrivoluzione preventiva”, non di “controrivoluzione preventiva”.
La differenza?
Cosa significa “controrivoluzione preventiva” lo dice l’espressione stessa, con chiarezza. Sono le azioni che lo Stato compie per stroncare la rivoluzione prima che la rivoluzione ci sia effettivamente, volte a prevenire che si sviluppi, quindi a eliminare le condizioni che provocano una rivoluzione o permettono che si sviluppi ...
... La borghesia e il clero devono far fronte alla crisi del capitalismo. Il loro sistema di relazioni sociali e il loro ordinamento sociale è in una fase di equilibrio instabile tra istituzioni e tra gruppi. Il loro sistema di relazioni internazionale è in una fase di equilibrio instabile tra Stati, istituzioni e gruppi. Essi devono continuamente prendere nuove misure che aumentano lo sfruttamento e la miseria dei proletari, spremono ricchezza ai ceti medi, riducono i diritti democratici di tutti ...
... La realizzazione di questa parola d’ordine è la base per la realizzazione di ogni altro obiettivo di risanamento e miglioramento della situazione. Dalla mobilitazione per realizzare questa parola d’ordine bisogna partire per migliorare realmente la sicurezza, la coesione sociale, l’igiene pubblica, la salute mentale e fisica, la difesa dell’ambiente, per incrementare la cultura e la solidarietà, per mettere fine o almeno limiti al degrado morale, intellettuale e sociale, per migliorare la partecipazione della massa della popolazione alla vita politica e sociale, per ogni movimento di progresso ...
... Per promuovere e dirigere la Guerra Popolare Rivoluzionaria, noi dobbiamo distinguere chi sono i nostri amici e chi sono i nostri nemici e definire come trattiamo gli uni e gli altri. La nostra analisi è preliminare alla nostra azione, perché è in funzione della nostra azione: distinguiamo un gruppo sociale dall’altro, un organismo dall’altro, una persona dall’altra certo in base a proprietà sue proprie, ma in funzione e alla luce del ruolo che possono svolgere, che possiamo far loro svolgere nella nostra lotta. D’altra parte la nostra azione, oltre a modificare gruppi sociali, organismi e individui, ci fa capire meglio la loro natura e le loro possibilità. Questo deve essere un aspetto, una parte del bilancio che facciamo di ogni nostra operazione ...
... Cari compagni,
vi voglio sottoporre alcune riflessioni sulla seconda gamba che abbiamo sviluppato nel mio collettivo, nel corso delle discussioni di questi giorni.
Dobbiamo chiarire meglio chi sono gli esponenti della seconda gamba e che ruolo hanno nella nostra lotta. Accade che li confondiamo a volte con membri un po’ acculturati e autorevoli di OO e OP, a volte con gli esponenti più democratici del campo della borghesia imperialista. Esponenti della seconda gamba sono quelli che riusciamo a far contribuire al nostro lavoro non passivamente (cioè non nel senso in cui adoperiamo a nostro uso [facciamo giocare un ruolo positivo per noi anche alle iniziative e ai discorsi di] quelli che appartengono al campo della borghesia imperialista o sono suoi agenti ed esponenti politici), ma attivamente come componenti o candidati a comporre il GBP, esponenti delle ACE o ALE, protagonisti di alcune altre delle nostre iniziative politiche ...
... Siamo in guerra, nella guerra popolare rivoluzionaria di lunga durata (GPR). Dobbiamo conquistare terreno: accumulare forze rivoluzionarie, da un lato e spingere le OO e OP a costruire il GBP, dall’altro. Siamo in una fase dinamica della lotta di classe, in cui i processi si sviluppano più rapidamente rispetto a prima che la crisi generale entrasse nella sua fase acuta e terminale. Le acque sono molto mosse e le onde diventeranno sempre più agitate. La lotta tra mobilitazione reazionaria e mobilitazione rivoluzionaria si accentua, la corsa tra le due vie entra sempre più nel vivo. La classe dominante cerca di impedire che le masse popolari trovino i loro centri di aggregazione e di orientamento. Gran parte degli organismi della sinistra borghese cercano di assopire i contrasti e calmare le acque ...
... La specie umana ha compiuto una trasformazione epocale quando è iniziata la produzione di merci: oggetti da scambiare contro altri oggetti. Le prime manifestazioni di produzione mercantile risalgono a varie migliaia di anni fa e si riscontrano in vari paesi e continenti. Grazie a un numero incalcolabile di semplici atti di scambio la specie umana ha fatto un enorme progresso intellettuale e morale. Gli uomini si sono abituati ad avere tra loro rapporti di tipo nuovo. La sostanza del rapporto di scambio consisteva in questo: un individuo dava qualcosa a un altro, faceva qualcosa per un altro solo se a sua volta questi dava a lui qualcosa o faceva qualcosa per lui. L’individuo in questo rapporto si è abituato anche a valutare quanto lui dava e quanto lui riceveva, ad esigere di ricevere qualcosa di equivalente a quello che lui dava. Equivalente in che senso? ...
... Se le cose continuassero ad andare come vanno ora, il mondo è avviato a una catastrofe e il nostro paese con esso. La borghesia promette e annuncia di giorno in giorno la fine della crisi solo per soffocare l’opposizione alla sue manovre. In realtà la crisi del capitalismo è un processo che sfugge al controllo della borghesia, delle sue istituzioni e delle sue autorità. Le loro manovre mirano solo a sopravvivere, a perpetuare il loro sistema di relazioni sociali nonostante la crisi del capitalismo. La sostanza di queste manovre consiste nel peggioramento delle condizioni delle masse popolari, per estorcere ad esse una parte maggiore del prodotto sociale e per ridurre la loro libertà d’azione. La disoccupazione e la precarietà aumentano, il potere d’acquisto e i servizi pubblici diminuiscono, i diritti democratici vengono ridotti, l’arbitrio e la prepotenza delle autorità aumentano ...
... L’evoluzione plurimillenaria della specie umana da uno stato non molto diverso da quello di altre specie animali che corrisponde grosso modo alle tracce più lontane della specie umana che sono state rinvenute, fino allo stato attuale, è un processo che si è svolto e si svolge secondo leggi sue proprie. Ricostruire questo processo e scoprirne le leggi è costruire una scienza: la filosofia della storia. Il marxismo-leninismo-maoismo è questa scienza al livello più alto che essa ha sinora raggiunto. Conoscere il movimento che ha formato il presente aiuta a capire che anche il presente si trasformerà, benché la borghesia imperialista cerchi di farci credere che “la storia è finita”, il suo sistema di relazioni sociali sarebbe troppo forte per poterlo abbattere, sarebbe “naturale” ...
... La crisi economica generale per sovrapproduzione assoluta di capitale, entrata nella sua fase terminale alla fine del 2007, infligge alle masse popolari di tutto il mondo atroci sofferenze e grandi distruzioni. Proprio per questo essa crea però anche una situazione favorevole per la realizzazione dei compiti del Movimento Comunista Internazionale. Infatti genera le condizioni per lo sviluppo della seconda ondata della rivoluzione proletaria, dopo la prima che si sviluppò nella prima parte del secolo scorso nel contesto della prima crisi generale per sovrapproduzione assoluta di capitale. La crisi del capitalismo e le stesse manovre delle classi dominanti per prolungare, nonostante la crisi del capitalismo, la vita del loro sistema di relazioni sociali e del loro sistema di relazioni internazionali comportano la mobilitazione delle masse popolari e sconvolgono in ogni paese e a livello internazionale le abituali, tradizionali e consolidate relazioni e attività delle masse popolari e le obbligano a trovare nuove vie e a praticare nuove relazioni ...
... Se noi membri del movimento comunista fossimo a un buon livello, se non ci fosse un problema di formazione e di trasformazione di noi comunisti e del partito comunista, si porrebbe a noi una questione teorica di difficile soluzione: perché neanche nel corso della prima ondata della rivoluzione proletaria il movimento comunista è riuscito a instaurare il socialismo nei paesi imperialisti?
Invece sono evidenti in noi, nei dirigenti che attorno a noi si reclamano al comunismo, i limiti vistosi in alcuni nella comprensione delle condizioni, delle forme e dei risultati della lotta di classe, in altri nell’adesione alla causa. Questi difetti danno ragione dei nostri insuccessi nella lotta per instaurare il socialismo ...
... Tra tutti gli organismi politici operanti nel paese, il Partito dei CARC ha il merito unico di lottare con energia e iniziativa per difendere gli interessi e i diritti immediati delle masse popolari contro i capitalisti e le loro autorità e nello stesso tempo indicare con forza la costituzione di un governo d’emergenza popolare come rimedio, necessario e immediatamente alla portata delle masse popolari organizzate, agli effetti più gravi della crisi e via alla rinascita del movimento comunista e all’instaurazione del socialismo ...
Insomma, i mille motivi dell’ingovernabilità dall’alto restano, anche se le forme e le manifestazioni in parte cambiano. Ma noi usiamo l’ingovernabilità dall’alto a vantaggio delle masse popolari nella misura in cui crescono le tre condizioni della costituzione del Governo di Blocco Popolare e l’ingovernabilità dal basso con al suo centro il movimento per la costituzione del GBP. L’ingovernabilità del paese deve essere finalizzata, nei fatti e nella coscienza delle masse popolari, alla costituzione del governo d’emergenza delle OO e OP: questa è una discriminante importante e principio dirigente della nostra attività. Quindi ai fini della nostra lotta è importante una giusta comprensione della situazione in cui si trovano le masse popolari ora che il governo Monti è installato al posto di Berlusconi e i tristi accoliti e gli ipocriti pedofili di Monti hanno preso i posti dei paggetti e delle ballerine di Berlusconi.
Il programma che il governo Monti deve attuare, rapidamente e tante senza storie, nella sostanza resta il “programma comune della borghesia imperialista” che già i governi Prodi e i governi Berlusconi dovevano attuare (e hanno in parte attuato): un insieme di misure antipopolari in campo economico, politico e culturale, nel paese e nelle relazioni internazionali, che però si inaspriscono man mano che si aggrava la crisi (se il governo italiano è arrivato a pattugliare l’Oceano Indiano, ora deve fare i conti con le conseguenze) e si restringe la base della loro applicazione: le ricchezze che la borghesia imperialista può depredare a vantaggio del capitale speculativo, finanziario e monopolistico, i diritti che può togliere alle masse popolari, la base di lavoratori che può spremere.
(Estratto da I comunisti mobilitano le masse popolari a lottare contro gli effetti della crisi e per instaurare il socialismo)