La Voce del (nuovo)PCI
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... Nel nostro paese gli operai hanno messo la politica con i piedi per terra: hanno messo il posto di lavoro al centro della lotta politica. I lavoratori immigrati hanno fatto delle loro condizioni di lavoro e di vita un problema di ordine pubblico. I sindacati alternativi hanno esteso il loro raggio d’azione e hanno in corso un processo di aggregazione. La sinistra dei sindacati di regime ha colto l’occasione del congresso della CGIL per legarsi maggiormente ai lavoratori che resistono e protestano.
Contro le prove di fascismo si moltiplicano le mobilitazioni e le organizzazioni antifasciste e le loro reti. La mobilitazione rivoluzionaria contende vigorosamente il passo alla mobilitazione reazionaria. Non è che l’inizio! Continuiamo la lotta! Il nuovo fascismo non passerà! ...
... Nelle scorse settimane abbiamo riunito il I Congresso del (nuovo) Partito comunista italiano.
Abbiamo così superato un’altra tappa importante dell’opera che abbiamo iniziato nel 1999 con la costituzione della Commissione Preparatoria (CP) del Congresso di fondazione del (nuovo)PCI, annunciata nel n. 1 di La Voce (marzo 1999). Per i motivi a suo tempo spiegati nel n. 18 di La Voce (novembre 2004) e nella Dichiarazione del 1° novembre 2004, invece che in un congresso abbiamo fondato il (n)PCI il 3 ottobre 2004 in una riunione della CP allargata che, in attesa di poter celebrare il Congresso, ha affidato la direzione del Partito a una Commissione Provvisoria (CP) del Comitato Centrale, eletta nella stessa riunione. Finalmente nelle scorse settimane siamo riusciti anche a riunire il I Congresso del Partito ...
... 1.
Il (nuovo)Partito comunista italiano è l’organizzazione che promuove e dirige la lotta della classe operaia e delle altre classi delle masse popolari contro la Repubblica Pontificia per instaurare in Italia il socialismo e guidare il paese verso il comunismo, contribuendo in questo modo alla seconda ondata della rivoluzione proletaria che avanza in tutto il mondo.
2.
Protagonista di questa lotta sono in primo luogo la classe operaia e, trascinate e dirette da essa, le altre classi delle masse popolari. Il (n)PCI è lo Stato Maggiore di questa lotta e quindi è anche il partito dell’avanguardia della classe operaia. La sua strategia è la Guerra Popolare Rivoluzionaria di Lunga Durata. Suo compito è articolare la guerra popolare rivoluzionaria in piani tattici e in campagne ognuna concatenata con la precedente e la successiva, strutturare ogni campagna in battaglie e operazioni tattiche, riunire e dirigere le forze per combattere e vincere ...
... Nei mesi trascorsi nel nostro paese (ma cose analoghe stanno avvenendo in altri paesi, in particolare in Europa e i movimenti dei vari paesi si rafforzano tra loro) la crisi politica ha fatto un passo avanti di enorme importanza. È indispensabile capirlo, perché su di esso dobbiamo fondarci per compiere la nostra opera.
Gli operai dell’INNSE, dell’ALCOA, della FIAT, dell’Alcatel e di altre aziende non hanno solo difeso con accanimento, generosità ed eroismo il loro posto di lavoro. Più importante ancora è che hanno incominciato a mettere la politica dell’intero paese con i piedi per terra: hanno messo i posti di lavoro al centro della vita politica del paese. I lavoratori immigrati, da Castel Volturno, a Rosarno, a via Padova-Milano hanno incominciato a fare delle loro condizioni di lavoro e di vita un problema di ordine pubblico. La FIOM ha, sia pure pallidamente e solo all’INNSE, mostrato il ruolo istituzionale che le Organizzazioni Operaie e le Organizzazioni Popolari possono giocare nella crisi se si metteranno nell’ordine di idee di costituire un governo di emergenza. E nonostante tutti i loro contorcimenti, le loro arti istrionesche e le loro losche manovre né Berlusconi né i suoi mandanti né i suoi oppositori, né i cardinali di Santa Romana Chiesa né i capi della Organizzazioni Criminali, possono eludere la situazione che gli operai e i lavoratori immigrati hanno creato, tanto più se questi continueranno sulla strada su cui si sono messi. Tutti quei signori sono già in affanno ...
... Dichiarazione presentata dalla Delegazione della CP alla riunione convocata a Parigi il 30-31 gennaio 2010 da Partito Comunista Maoista – Italia (Proletari Comunisti), Partito Comunista Maoista di Francia, Partito Comunista Maoista di Turchia/Nord Kurdistan ...
... L’interpretazione che diamo del mondo ha una grande importanza ai fini politici, influenza la nostra attività politica: quanto più è giusta e quanto più è avanzata la nostra interpretazione, tanto più efficace è la nostra azione. È quindi necessario che noi comunisti dedichiamo il tempo e l’attenzione necessari per verificare e migliorare la nostra comprensione della crisi in corso.
Ancora oggi molti comunisti interpretano la crisi attuale trasponendo nel presente l’interpretazione che Marx ha dato delle crisi che avvenivano nei paesi capitalisti nella prima parte del secolo XIX, come se la crisi attuale fosse della stessa natura delle crisi cicliche decennali descritte da Marx: come se fosse una crisi come quelle, solo che ora è su scala mondiale. Questo atteggiamento è una delle manifestazioni del dogmatismo che imperversa ancora nel movimento comunista e rende sterile tanta parte della sua attività e inconcludente la sua azione ...
... Per le masse popolari, e in particolare per gli operai e gli altri proletari (dipendenti pubblici, dipendenti di imprese artigiane, di imprese familiari, di cooperative, ecc.), la crisi economica si esprime principalmente nella riduzione dei posti di lavoro, nel passaggio a contratti a tempo determinato, a lavori precari, saltuari, in nero, a orario e salario ridotti, in riduzione dei diritti conquistati dai lavoratori. A parte gli aspetti morali, intellettuali e sociali, questo per sua natura porta a una diminuzione di redditi e quindi alla impossibilità di provvedere alla riproduzione della vita propria e di quella dei familiari. È inevitabile e salutare (ai fini dello sviluppo sociale e moralmente e intellettualmente a livello individuale) che un simile corso delle cose dia luogo a proteste, scioperi, rivolte e rivendicazioni di ammortizzatori sociali di ogni genere, anziché dare luogo a gesti di disperazione, suicidi, autolesionismo, rassegnazione, ricorso alla carità, abulia, omicidi, violenze indiscriminate e follia ...
... Un aspetto importante ai fini del discorso che stiamo facendo, è il sistema monetario, il fatto che esso è diventato sempre più fluido, liquido. Anni fa in Rapporti Sociali questo sviluppo venne chiamato “formazione del denaro soggettivo”: da principalmente oggettivo che era, il denaro diventa principalmente soggettivo.
Cosa significa denaro oggettivo, cosa significa denaro soggettivo e in cosa consiste la trasformazione?
Le relazioni di denaro sono il collante del sistema capitalista di relazioni sociali, sono il vettore della coesione sociale e dell’ordinamento sociale in una società capitalista, il tramite e il regolatore della relazione tra un individuo e ogni altro: se l’individuo X ha denaro, egli va da qualunque altro individuo e vi ha accesso (dispone della sua attività o del prodotto della sua attività) nella misura del denaro che ha. ...
... Il momento in cui si svolge rende singolarmente importante il 16° Congresso della CGIL. Ne fa un evento politico che può incidere in modo decisivo sul corso delle cose.
La presentazione di due Mozioni contrapposte rivela lo sconvolgimento che la crisi ha messo in moto nel maggior sindacato di regime: quello che per sua natura è il bersaglio che la mobilitazione reazionaria per prevalere deve assolutamente demolire. Proprio il fatto che la mobilitazione reazionaria per prevalere la deve eliminare, ha creato nella CGIL condizioni per cui la sinistra sindacale, intesa qui come l’ala sinistra dei dirigenti della CGIL, è indotta se non altro dal suo stesso opportunismo a essere più sensibile allo stato d’animo e agli interessi dei lavoratori. Lo stesso fatto indebolisce l’ala destra: anch’essa è ossessionata dall’incubo di fare la fine di Bertinotti & C. Per effetto della crisi gli schieramenti nella società si semplificano e si ridefiniscono. La sinistra borghese ha sempre meno spazio. I sindacati di regime non possono più svolgere il ruolo che hanno svolto nel passato, perché il teatro è cambiato. La crisi spinge i lavoratori e in generale le masse popolari o a sinistra o a destra. Più i sindacati di regime cedono alle pretese della borghesia, minore è il loro seguito tra i lavoratori, che vanno o a sinistra (per ora ancora principalmente di resistenza e protesta) o a destra (mobilitazione reazionaria) ...
... Ogni Comitato di Partito è impegnato ad affrontare questo compito come settore particolare e importante del suo lavoro nella zona operativa assegnatagli e a dirigere o orientare tutte le organizzazioni generate e non generate a sviluppare in modo particolare, ma sempre conforme per ogni organizzazione alla sua propria natura, il loro lavoro verso gli operai, per conseguire questo risultato. Solo assolvendo questo compito diamo un impulso decisivo alla creazione delle tre condizioni per la costituzione del GBP. L’operaio avanzato mobilita e orienta gli altri operai. Gli operai, individualmente ma soprattutto come collettivo aziendale, orientano e dirigono il resto delle masse popolari ...
... Rispondiamo all’appello lanciato dalla CP del (n)PCI, ci uniamo alla carovana, con la costituzione del CdP Marcello Garosi, eroe fiorentino della Resistenza.
La nostra scelta è dettata dalla condivisione del progetto rivoluzionario del (n)PCI per fare dell’Italia un nuovo paese socialista, partendo dalla costruzione del partito dalla clandestinità.
Senza una salda rete clandestina di CdP che animi e orienti tutta l’attività degli operai e degli elementi avanzati delle altre classi delle masse popolari, non sarebbe possibile farla finita con il capitalismo e instaurare il socialismo ...
... Siamo un piccolo nucleo di operai che ha deciso di aderire all’appello lanciato dal nuovo PCI di organizzarsi in comitati clandestini, raccoglierci intorno al Partito per andare a rafforzare la costituzione del Nuovo Potere che soppianterà quello della borghesia imperialista e instaurerà la nuova società: il socialismo ...
... Le misure per impedire gli effetti più disastrosi della crisi generale del capitalismo e l’instaurazione di un Governo di Blocco Popolare che le attui, aprono la via all’instaurazione del socialismo e rafforzano la lotta antimperialista in ogni angolo del mondo!
Per questo lotta il nuovo Partito comunista italiano!
Per questa lotta il nuovo PCI chiede il concorso e il contributo della parte più generosa e onesta, della parte più avanzata delle masse popolari del nostro paese! ...
... Irrompiamo nelle elezioni regionali della Lombardia per rafforzare la lotta contro la crisi dei padroni e avanzare verso la costituzione del Governo di Blocco Popolare! ...
... Lunedì 25 e martedì 26 gennaio ’10 presso il Tribunale di Napoli ci saranno due processi a carico dei compagni e compagne del SLL.
Questi compagni e compagne hanno già dimostrato, nel corso della loro gloriosa storia, di saper affrontare a testa alta gli aguzzini del proletariato. Hanno lottato e continuano a lottare perché i nuovi precari e disoccupati abbiano un lavoro dignitoso, piuttosto che cedere alle lusinghe dell'abbrutimento offerto dalla borghesia tramite le sue bande illegali, poliziotti, fascisti e mafiosi, tutti uniti contro gli interessi delle masse popolari. Un giorno caccia al diverso, un altro caccia ai lavoratori e disoccupati, oggi insieme poliziotti e mafia calabra alla caccia ai fratelli immigrati di Rosarno ...
... Con il presente documento puntiamo a fissare gli aspetti a nostro avviso centrali del lavoro di trasformazione che dal mese di ottobre stiamo conducendo per diventare un CdP all’altezza dei compiti che pone la GPRdiLD. Proponiamo alla CP di rendere patrimonio di tutto il (n)PCI questo nostro contributo, attraverso la rivista La Voce, per alimentare lo scambio di esperienze tra i CdP (chiaramente nei limiti consentiti dalla compartimentazione e nel rispetto delle istanze) ...
... In questo stesso periodo di un anno fa gli effetti della 3° Lotta Ideologica Attiva scoppiata all’interno della carovana del (n)PCI si sono manifestati al nostro CdP sotto forma di una interruzione improvvisa dei contatti con il Centro: non a caso il commissario del Centro ai CdP era un esponente della destra. Essi sono stati ripresi con il nuovo commissario ...
... La nostra pratica non è più arretrata di quella di altre organizzazioni che nel nostro paese si dichiarano comuniste, rivoluzionarie, marxiste-leniniste, marxiste-leniniste-maoiste. È più arretrata della nostra teoria. Le altre organizzazioni hanno una pratica meno arretrata rispetto alla loro teoria perché la loro teoria è poco avanzata ...