La Voce del (nuovo)PCI

La Voce del (nuovo)PCI

La Voce 30 del (nuovo)PCI (PDF)

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Non facciamoci spaventare dalla crisi!

... La grande crisi dilaga. I padroni e i loro seguaci, la loro corte di generali, prelati, giullari e ballerine, sembrano matti. I risultati delle loro azioni sono sotto gli occhi di tutti. Se non è roba da matti questa! Il guaio è che questi non sono in manicomio, comandano: noi subiamo le conseguenze delle loro azioni. Questo è il loro ordinamento sociale. Finché, noi operai e masse popolari, restiamo nelle loro mani, subiamo le conseguenze della loro pazzia. Possiamo indurli a moderarsi in questo o in quello, fargli paura, costringerli a fare ora una cosa ora l’altra. È quello facciamo con le lotte rivendicative. Possiamo farlo con più forza. Ma in definitiva siamo nelle loro mani. E se noi ci fermiamo lì, loro faranno di peggio ...

A quattro anni dall’Ottobre 2004
Viva il (nuovo)Partito comunista italiano!
Viva la rinascita del movimento comunista in Italia e nel mondo!

... Gli esponenti della sinistra borghese, della sinistra anticomunista, ivi compresi capi della sinistra sindacale e del sindacalismo di base, da individualisti quali sono, non sanno cosa fare. Le masse popolari ripongono ancora in loro della fiducia ed essi ne sono spaventati. La loro reazione al successo dello sciopero del 17 ottobre lo ha mostrato chiaramente. La classe operaia e le masse popolari invece possono sollevarsi essi stessi dal pantano in cui la borghesia e il clero li hanno condotti. La crisi è tale che comunque non è possibile continuare a vivere come siamo abituati: questo predispone molti ad arruolarsi con noi nel movimento comunista. La propaganda del socialismo diventa con più urgenza e maggiore valenza il centro di tutta la nostra opera di propaganda. Contemporaneamente dobbiamo promuovere organizzazione a tutti i livelli ...

Diventare comunisti, formare il gruppo dirigente del Partito comunista!

... Quali che siano le difficoltà da superare, per noi si tratta comunque di ricostruire una cosa già costruita a suo tempo. La crisi sconvolge su grande scala le condizioni abituali delle masse e obbliga a cercare nuove strade. Che il mondo cambi e debba cambiare, è evidente a tutti. Noi dobbiamo insegnare che può cambiare in più direzioni e che ogni persona contribuisce a farlo cambiare: in quale direzione lo vuole far cambiare? In quale direzione lo sta facendo cambiare? Rinascita del movimento comunista è un’indicazione di lavoro che permette a ogni organismo di Partito e a ogni comunista che promuove, orienta o dirige un’organizzazione di massa, di mettersi all’opera. Dalla pratica emergono ed emergeranno poi aspetti del lavoro e compiti che portano a una ulteriore elaborazione di cui qui non ci occupiamo. Si tratta di compiere il processo 1. analisi concreta della situazione concreta (uso del Materialismo Dialettico come metodo di conoscenza), 2. elaborazione delle linee di azione e attuazione (uso del MD come metodo d’azione), 3. bilancio e ripetizione del processo a un livello superiore. Quello di cui qui vogliamo invece occuparci è il seguito o meglio il cuore della rinascita ...

Usare la forza del collettivo per diventare comunisti

... La lotta di classe è un processo che trasforma continuamente le condizioni oggettive e soggettive delle classi e il rapporto tra le classi. Noi comunisti dobbiamo continuamente trasformarci per essere in grado di trattare le contraddizioni proprie della fase in corso ed essere così all’altezza dei nostri compiti. Il processo della nostra trasformazione è quindi una continua lotta per il superamento dei limiti che ci impediscono di essere all’altezza dei nostri compiti. Vedremo che per alcuni problemi, come quello trattato in questo articolo, la coscienza di questi limiti e della necessità del loro superamento è già gran parte di quello che occorre fare per trasformarci e superarli ...

La maldicenza, il pettegolezzo e la critica negativa e distruttiva

... Spettegolare dei compagni (in particolare dei dirigenti) diffondendo l’idea che si ha a che fare con una manica di incapaci, di imbecilli, di opportunisti, ecc., ideologicamente (psicologicamente) deriva, per lo meno in molti pettegoli e maldicenti, dal bisogno di giustificare a se stessi e agli altri le proprie esitazioni o il proprio rifiuto di fare passi avanti, di impegnarsi di più. In molti ha la stessa origine psicologica (ideologica) anche il non vedere i passi in avanti che facciamo, il non mettere in luce pregi, potenzialità, risultati, ecc. Non cantare vittoria quando si vince. E invece mettere in luce e denunciare lacune, difetti, limiti, errori, ecc ...

Lettere alla redazione

Rivoluzione ed emancipazione delle donne

... Da un lato, infatti, tendo a “battere i piedi”, ad essere rivendicativa, a pretendere rispetto e riconoscimento da parte dei compagni del mio collettivo e da parte di quelli che dirigo, a pretendere che facciano questo o quello anziché cercare di capire perché non lo fanno, fare analisi concreta della situazione concreta, individuare le tendenze positive su cui intervenire per superare quelle negative e tracciare una linea di intervento sui miei compagni per trasformare la situazione. Insomma, assumere un ruolo dirigente e non rivendicativo, agire come agente trasformatore della realtà e non come qualcuno che pretende che la realtà si conformi ai propri desideri, d’incanto. Questo in effetti è soggettivismo ...


Applicare sistematicamente la regola: “almeno il 10 per cento”

... Quando si fa anche il lavoro legale oltre a quello clandestino, come nel mio caso, esistono più varianti nella propria attività rispetto a quando si vive e si opera nella clandestinità. Un passaggio dell’articolo del compagno Dario B. Perché i comunisti devono studiare , pubblicato sempre sull’ultimo numero della rivista, a mio avviso sintetizza bene la differenza che esiste appunto tra chi vive e opera nella clandestinità e chi invece svolge sia il lavoro clandestino sia il lavoro legale: “(...) i clandestini non sono “tirati per la giacchetta” da mille interventi, telefonate, visite, iniziative, attività di ogni genere come chi lavora pubblicamente.” Questo in effetti è un problema reale, oggettivo. Sarei però ipocrita con me stesso e anche con il Partito se riducessi a questo aspetto le cause che mi portano a non curare con regolarità e sistematicità il mio rapporto con il Centro. In altre parole mi nasconderei dietro ad un dito anziché prendere “di petto” i miei limiti per avanzare nella trasformazione in comunista e contribuire ad un livello superiore alla lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista ...

Comitati di Partito

Fondazione del Comitato del (nuovo) PCI “Mara Cagol”

... Annunciamo la nascita del Comitato di Partito (CdP) “Mara Cagol”. Le compagne e i compagni che hanno deciso di rompere ogni indugio e di unirsi al nuovo PCI, per contribuire praticamente al suo lavoro, da tempo studiano la rivista “La Voce”, la diffondono e la discutono con i compagni e gli elementi avanzati delle masse popolari che sono interessati a comprendere il movimento della realtà e i compiti di coloro che si propongono di trasformarla ...


CdP Stalingrado - Note di lettura (1)

... Oggi i compagni che si pongono questo obiettivo sono relativamente pochi (debolezza del movimento comunista). Spesso i compagni si lamentano di non riuscire a seguire tutte la attività che potrebbero essere sviluppate nella propria zona di intervento: l’esempio-tipo presentato a pag. 23 rende bene l’idea. Questa difficoltà a portare a termine i propri compiti e che porta i compagni a rincorrere le scadenze, crea a lungo andare scoraggiamento, insoddisfazione e mancanza di entusiasmo. Questa sensazione può penalizzare pesantemente alcuni che non si sentono adeguati ai propri compiti e che quindi invece di avanzare arretrano. Non intraprendono il processo di trasformazione per diventare comunisti ...


CdP Stalingrado - Note di lettura (2)

... Stare sulla difensiva significa, tra l’altro, aspettare che siano gli eventi a darci ragione. Questo è un errore di dialettica. Consiste nel dare massimo peso al fattore oggettivo (gli eventi, il procedere della crisi) e minimo peso al fattore soggettivo. Ci si riferisce a questo quando si dice che “molti compagni hanno ancora una concezione dello sviluppo del movimento di massa in cui l’effetto del lato cosciente e della formazione della coscienza, delle idee e dell’avanguardia che le elabora e le diffonde, è sottovalutato o assente”. Sempre a questo ci si riferisce in questo articolo quando si scrive che “nel valutare il movimento di massa predomina in molti compagni lo spontaneismo: una concezione del movimento sociale in cui tutto o quasi tutto è spontaneo e niente o poco è il risultato dell’opera di propaganda, agitazione, organizzazione e mobilitazione, in breve del lavoro che i comunisti svolgono tra le masse” ...

Clandestinità, lotta al legalitarismo, difensiva strategica e tattica offensiva

... A differenza di quello che pensano i militaristi e i movimentisti, la costruzione del Partito è il centro della GPRdiLD. Un partito comunista per essere all’altezza della situazione e del suo ruolo storico di avanguardia della classe operaia nella lotta per il socialismo, deve essere in grado di operare con continuità quali che siano gli sviluppi della lotta di classe e gli attacchi del nemico. Deve essere un partito clandestino. Pensare di condurre la GPRdiLD con un “partito comunista nei limiti della legge” è ingenuità o imbroglio. I promotori di simile progetto se persisteranno nel loro proposito sono destinati a dividersi in due: o finiranno ammazzati o passeranno dall’altra parte della barricata. L’esperienza della prima ondata della rivoluzione proletaria non lascia dubbi al riguardo ...

Mobilitare e organizzare le masse contro il controllo e l’intimidazione della borghesia imperialista

... Le Autorità dello Stato borghese accrescono e raffinano continuamente un sistema di controllo strumentale capillare della vita sociale (luoghi pubblici o aperti al pubblico) e individuale della massa della popolazione: registrazioni video e audio, registrazione delle comunicazioni telefoniche, delle attività sulla Rete, degli spostamenti, dei dati fisici individuali (impronte, iride, grafia, voce, ecc.), conservazione dei dati a tempo indeterminato, creazione di banche dati, ecc. Solo i ricchi grazie alle loro grandi proprietà e alle guardie private sfuggono almeno in parte al controllo della loro vita personale ...

Viva la rivoluzione di nuova democrazia in Nepal!

... Il 2008 passerà alla storia come l’anno della vittoria della rivoluzione democratica in Nepal. Il Partito comunista del Nepal (maoista) è riuscito a modificare a favore delle forze rivoluzionarie i rapporti di potere. Forte dei successi raggiunti in 10 anni di guerra popolare, ha approfittato della congiuntura politica nazionale favorevole, della inettitudine del re che era a capo dei feudatari e della borghesia compradora, della crisi dei partiti e delle forze politiche riformiste (della borghesia nazionale e della piccola borghesia), ha volto a suo favore gli intrighi degli imperialisti e dei reazionari. La monarchia è stata rovesciata ...

Supplemento a La Voce n. 30

... Benché in decadenza, gli USA costituiscono ancora il centro politico e culturale del sistema imperialista mondiale. L’insofferenza del dominio della borghesia imperialista USA è sempre più diffusa e forte nella borghesia imperialista di tutto il mondo, ma la prima è ancora il suo centro mondiale di aggregazione, quella che in ogni campo conduce le danze, quella contro la quale, quando è unita, nessun gruppo imperialista, né in Europa né altrove, osa ancora porsi apertamente e sistematicamente. La popolazione degli USA è solo il 5% della popolazione mondiale, ma la sua attività economica costituisce ancora il 20% di tutta l’economia monetaria mondiale (la popolazione della Cina costituisce il 25% della popolazione mondiale, ma la sua attività economica costituisce ancora oggi meno del 10% dell’economia monetaria mondiale) ...

Un anno fa, celebrando il terzo anniversario della fondazione del (nuovo)Partito comunista italiano scrivevamo: “Col Manifesto Programma abbiamo regolato i conti con il passato, abbiamo tracciato a grandi linee il percorso che dobbiamo compiere e siamo finalmente pronti ad affrontare la nostra opera pratica. A questo punto il nostro problema principale diventa l’organizzazione e il metodo con cui organismi e singoli compagni lavorano” (La Voce n. 27 pag. 6). Rafforzare la struttura centrale clandestina del Partito, costruire Comitati di Partito, migliorare il metodo di lavoro della prima e dei secondi: questo è il compito che ci ponevamo nel lavoro interno. Resta ancora oggi il nostro compito centrale. Il lavoro interno (il consolidamento e rafforzamento del Partito: struttura centrale clandestina, numero e livello dei CdP clandestini) è il fattore decisivo per avanzare. Per rafforzare il Partito è necessario operare sinergicamente nei quattro fronti di lotta del PGL. Non basta però “fare” o “fare di più”, come dicono alcuni nostri compagni ancora vicini al movimentismo. Bisogna fare, ma con metodo migliore. In altre parole, bisogna intensificare certo le nostre operazioni tattiche, le nostre battaglie e le nostre campagne sui quattro fronti, ma principalmente renderle più funzionali alla costruzione del Partito e del Fronte. Questo significa: migliorare il funzionamento clandestino del Partito a tutti i suoi livelli, elevare la nostra concezione del mondo e il nostro metodo di lavoro (cioè assimilare a un livello superiore il Materialismo Dialettico) e, su questa base, condurre operazioni tattiche, battaglie e campagne sui quattro fronti. Come agire, più concretamente? L’ampliamento e il miglioramento del nostro lavoro esterno (sui quattro fronti del PGL), “implica che i membri del Partito, della Commissione Provvisoria e dei CdP, che lavorano in organizzazioni pubbliche, distinguano più nettamente il loro lavoro strettamente di Partito (CP e CdP), dal lavoro che compiono (come membri singoli, come CP o come CdP) nelle organizzazioni pubbliche. Ogni membro del Partito, della CP e di ogni CdP, deve dedicare una parte del suo tempo e delle rispettive risorse ed energie al lavoro strettamente di Partito (funzionamento dell’organismo di Partito, rapporto con il Centro del Partito, formazione, lavoro istituzionale dell’organismo del Partito, distinto da quella parte del lavoro istituzionale che l’organismo del Partito svolge tramite e nelle organizzazioni pubbliche). Non farlo, significa avere di fatto rinnegato o rinnegare di fatto la settima discriminante. Che sia anche solo il 10% del proprio lavoro, delle proprie risorse ed energie, ma deve essere nettamente distinto dal resto, benché influisca fortemente sul resto, decida del contenuto del resto e della sua efficacia storica.

(Estratto da Viva il (nuovo)Partito comunista italiano! Viva la rinascita del movimento comunista in Italia e nel mondo!)

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