La Voce del (nuovo)PCI

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La Voce 19 del (nuovo)PCI (PDF)

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Avanti, per consolidare e rafforzare il (nuovo)Partito comunista italiano


Alle organizzazioni del Partito, alle FSRS e ai lavoratori avanzati

Comunicato della Commissione Provvisoria del Comitato Centrale del (nuovo)Partito comunista italiano


Appello a tutti i giovani che lottano per fare dell’Italia un nuovo paese socialista

Consolidate e rafforzate il nuovo PCI !
Abbandonate le incertezze e trasformatevi in rivoluzionari di professione!


Piccole istruzioni ai Comitati di Partito

... Il lavoro di un CdP di base è suddiviso in tre settori: il funzionamento interno del Comitato, il rapporto con il Centro del Partito, il lavoro di massa ...


La classe operaia ha bisogno del partito comunista

Senza partito, gli operai non hanno voce in campo politico

... L’eliminazione dei partiti o almeno la riduzione del loro ruolo nella vita politica borghese ha in realtà ulteriormente indebolito il proletariato e ha contribuito alla eliminazione delle istituzioni create dalla prima ondata della rivoluzione proletaria. La parola d’ordine dell’apartiticità è profondamente borghese per la sua stessa essenza. I borghesi possono fare politica anche senza partiti: la cosa è particolarmente evidente negli USA. Gli operai no ...


L’indipendenza reale dai riformisti e dalla borghesia di sinistra

Una riflessione per le FSRS che vanno al seguito di Bertinotti e del circo Prodi

Con le riforme che le masse popolari strappano alla borghesia, la classe dominante cerca di adescare le masse e mantenere il potere. Cede qualcosa per mantenersi in sella, per conservare l’essenziale. Ciò vale per ogni riforma, comunque sia concepita e formulata. Le idee, i propositi, le intenzioni, le espressioni e le parole non cambiano i fatti ...


Il nuovo partito comunista

La decisione presa in autunno dalla riunione allargata della Commissione Preparatoria di fondare il (nuovo)Partito comunista italiano anche se non c’erano ancora le condizioni per convocare il congresso di fondazione che avevamo previsto nel 1998, implica una concezione del partito, un’analisi della situazione e la scelta di una linea ...


Il lavoro pubblico del partito clandestino

Un compagno di un organismo aderente al FP-rpc scrive.
Il passo avanti fatto recentemente nella direzione di ridare il partito alla classe operaia e alle masse popolari italiane non può che essere salutato con gioia da tutti noi.
Questo fatto tuttavia ci porta a ridisegnare certi strumenti onde adeguarli alla mutata situazione (ossia ci porta a nuove considerazioni inerenti l’organizzazione). Esso porta all’attenzione anche la questione dei tempi e dei modi con cui il processo sta procedendo (ossia ci porta a riconsiderare questioni di tattica e strategia) ...


A chi parliamo

... La decisione presa dalla riunione allargata della CP in ottobre di dichiarare costituito il (n)PCI pone a ogni membro delle FSRS e a ogni lavoratore avanzato del nostro paese un problema semplice e nello stesso della massima complessità. Che atteggiamento assumere verso il (nuovo)Partito comunista italiano? Che oggi lo voglia o no, lo capisca o meno, alla lunga nessun compagno e nessun lavoratore avanzato potrà eludere questo problema, proprio perché il Partito esiste e svolge il suo lavoro ...


Da dove viene il Partito

Cari compagni, la fondazione del (n)PCI è l’aspetto di una duplice azione e non un caso, non una scelta “opportuna” o propagandistica ...


Comitato di Partito J. Stalin

Salutiamo con entusiasmo ed orgoglio la costituzione del (nuovo)Partito comunista italiano che guiderà la classe operaia del nostro paese a farne un paese socialista e condurrà le masse popolari lungo il cammino di transizione verso il comunismo ...


Comitato di Partito Lenin

Finalmente, era ora!
Salutiamo con gioia e soddisfazione la fondazione, nell’ottobre scorso del (nuovo)Partito comunista italiano. Dopo sei anni trascorsi e un lungo lavoro d’analisi politica e di organizzazione svolto dalla CP (Commissione Preparatoria), siamo lieti ed orgogliosi della consegna, nelle mani della classe operaia e delle masse popolari, dello strumento che all’inizio secolo scorso ha permesso, su grande scala, l’affrancamento della classe operaia dalla borghesia imperialista ...


Comitato di Partito Ribelli della Montagna

Abbiamo letto con trepidazione l’ultimo Comunicato della CP a proposito dell’avvenuta evasione da parte dei compagni della Commissione Preparatoria Maj e Czeppel dalle condizioni di confinati che i giudici al soldo del regime borghese italiano con la collaborazione dei soci servi francesi imponevano loro fin dal giorno del loro arresto nel 2003. Durante questo periodo di confino i compagni della CP sono riusciti con metodo a creare intorno al nuovo PCI una rete di solidarietà importante ...

Terzo Fronte

Sviluppare sistematicamente il lavoro sindacale

Il lavoro sindacale è la parte più importante del lavoro sul terzo fronte del Piano generale di lavoro del Partito per questo periodo. Esso riguarda 15 milioni di lavoratori dipendenti: 7 milioni di operai e 8 milioni di proletari che lavorano alle dipendenze della Pubblica Amministrazione, di enti senza fine di lucro, di aziende familiari, cooperative o artigianali. Ogni Comitato di Partito (CdP) aziendale deve occuparsi, tra i propri compiti istituzionali, di dirigere (secondo la linea di massa) l’attività sindacale dei lavoratori della sua azienda ...

Secondo fronte

Il Partito e le elezioni di aprile

Che i comunisti conducano un’attività indipendente dai partiti borghesi nel “teatrino della politica” borghese è nell’attuale situazione
- sia il modo migliore di sfruttare l’attività politica dei partiti e gruppi borghesi per accumulare forze rivoluzionarie,
- sia una delle vie più efficaci per influire sull’attività politica della borghesia, cioè in qualche misura indebolire la sua azione ostile agli interessi immediati e strategici della classe operaia e delle masse popolari ...


La destra nelle nostre fila

Nel condurre l’attività sul secondo fronte, l’ostacolo interno alle fila dei comunisti è la tendenza ad accodarsi alla borghesia di sinistra o in genere all’opposizione borghese, a perdere o non conquistare compiutamente la nostra indipendenza, a entrare di fatto nell’unità nazionale che si manifesta nella forma della catena di amici (FSRS) degli amici (PRC, PDCI, Verdi, Sinistra DS) degli amici (circo Prodi) della destra borghese (banda Berlusconi), cioè dei portavoce più genuini e moderni degli oppressori delle masse popolari e dei liquidatori delle conquiste ...


La situazione politica italiana

Per l’autonomia della mobilitazione popolare
Contro l’unione nazionale degli sfruttatori e degli aggressori imperialisti

Situazione internazionale

Comunisti, all’opera!
W il fronte delle classi sfruttate e dei popoli oppressi contro l’alleanza internazionale dei nuovi nazisti e dei loro complici!

Volantini

da Riprodurre, diffondere e affiggere

W il 60° anniversario della vittoria dei Partigiani contro i nazifascisti

Rafforzare e allargare la mobilitazione contro il governo della banda di razzisti, fascisti, mafiosi, clericali, speculatori e avventurieri raccolta attorno a Berlusconi!

... “Basta con i partiti! Apertura della politica alla società civile, agli esponenti delle professioni e delle associazioni!”. Pressappoco con queste frasi è stata riassunta ed è stato presentata una delle trasformazioni della vita politica del nostro paese a partire dall’inizio degli anni ’90, quando la controriforma borghese ha rotto gli argini ed è diventata un torrente in piena, un’epidemia. Il ritorno a quando non c’erano ancora partiti di massa, all’ottocento; alla politica fatta dai notabili della società borghese, dai suoi esponenti “naturali”; a quando non c’era ancora il suffragio universale.
La controriforma a vari è sembrata un rimedio di buon senso. I partiti borghesi avevano raggiunto un livello tale di inefficienza nella gestione degli affari pubblici, un livello tale di corruzione e di criminalità nell’esercizio del potere, che diventava ingestibile anche per la borghesia imperialista. In realtà era il risultato di un percorso di lungo periodo. L’inefficienza dei servizi pubblici e del settore pubblico dell’economia, il loro uso per arricchire i gruppi imperialisti, i singoli capitalisti e il Vaticano, la combinazione della pubblica amministrazione e delle autorità politiche con la criminalità percorrono tutta la storia dell’Italia borghese e si sono accentuate con l’avvento del regime DC e durante il suo lungo corso. Minimizzava il problema Enrico Berlinguer quando nel luglio 1976, all’avvento di Craxi e dei suoi accoliti alla direzione del PSI diceva: “Oggi una banda di gangster si è impadronita del PSI”. È vero che con Craxi la Mafia (nella persona di Berlusconi) assumeva direttamente il controllo di un partito importante del sistema borghese, ma nella DC e nel suo regime (dai tempi di Portella della Ginestra nel 1947 in poi) aveva già un ruolo determinante.
L’eliminazione dei partiti o almeno la riduzione del loro ruolo nella vita politica borghese ha in realtà ulteriormente indebolito il proletariato e ha contribuito alla eliminazione delle istituzioni create dalla prima ondata della rivoluzione proletaria. La parola d’ordine dell’apartiticità è profondamente borghese per la sua stessa essenza. I borghesi possono fare politica anche senza partiti: la cosa è particolarmente evidente negli USA. Gli operai no ...

(Estratto da La classe operaia ha bisogno del partito comunista - Senza partito, gli operai non hanno voce in campo politico)

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