(nuovo)PCI

GLI ULTIMI COMUNICATI

Comunicato 10/2026 - 2 agosto 2026

Ribellarsi è giusto, dalla Val Susa a Bologna a tutto il paese!

Per la classe dominante è violento e illegittimo tutto ciò che incrina e mette in pericolo il suo dominio. Al contrario per le masse popolari è legittimo tutto quanto è conforme ai loro interessi, anche se illegale cioè vietato dalle leggi e dalle regole della classe dominante. Questo principio deve vivere in ogni iniziativa che le masse promuovono e nella solidarietà contro la repressione!

Che nessuno accetti pacificamente le restrizioni e le costrizioni che il governo Meloni e i suoi padrini cercano di imporre! Che la solidarietà delle masse popolari sostenga chi si ribella all’ordine di guerra, devastazione ambientale, miseria e repressione dei vertici della Repubblica Pontificia e della loro Comunità Internazionale!

Comunicato 09/2026 - 12 giugno 2026

Per vincere, un esercito deve anzitutto avere un comando deciso a vincere e capace di fare la guerra

Bilancio delle mobilitazioni di maggio e prospettive della lotta per cacciare il governo Meloni

Perché le grandi mobilitazioni dell’autunno 2025 a sostegno della Flotilla contro il genocidio perpetrato dai sionisti e in solidarietà con il popolo palestinese non si sono ripetute a maggio di quest’anno a sostegno della nuova missione della Flotilla?

Perché i NO al referendum di marzo contro la riforma della magistratura non si sono tradotti in voti per le liste anti Larghe Intese alle elezioni comunali di maggio e giugno nelle città dove erano presenti?

Tra i promotori delle mobilitazioni dell’autunno 2025 e delle liste anti Larghe Intese e tra quanti si dichiarano comunisti si scontrano due risposte a queste domande.

- Da una parte chi attribuisce la responsabilità alle masse popolari e rispolvera la tesi della “arretratezza”, della “passività”, della “indifferenza”, della “scarsa combattività” di esse, pur declinandola con sfumature diverse: “la Palestina è passata di moda”, “non c’è più l’aspetto emotivo che aveva riempito le piazze l’anno scorso”, “ai lavoratori interessano più questioni come salario, posto di lavoro, ecc.”, “la gente è spaventata dalle multe, dalle inchieste, dai fogli di via e dal resto dell’armamentario repressivo messo in campo dal governo Meloni contro gli attivisti pro Pal”, “le masse popolari non capiscono chi le rappresenta veramente”.

- Dall’altra chi, come noi del (n)PCI, individua la causa nella linea seguita dai centri promotori delle grandi mobilitazioni popolari dell’autunno 2025 e del NO al referendum di marzo 2026, a partire dal sindacalismo di base e dalla sinistra della CGIL, dall’area di USB/Rete dei Comunisti/Potere al Popolo che, rilanciando la parola d’ordine di “bloccare tutto” lanciata dal CALP di Genova, aveva avuto un ruolo importante nelle mobilitazioni dell’autunno scorso: una linea non all’altezza degli obiettivi che proprio i risultati delle mobilitazioni dell’autunno 2025, della vittoria del NO al referendum e anche delle mobilitazioni per il 25 Aprile rendevano possibili e necessari, ponevano all’ordine del giorno. Questa seconda risposta è illustrata in modo chiaro e argomentato dal Partito dei CARC, nostro partito fratello, negli articoli Rivoluzionari, non apprendisti stregoni e Imparare a pensare come chi si vuole liberare pubblicati sul numero di giugno del suo mensile Resistenza: ad essi quindi rimandiamo.

A quanto scrive il P.CARC, aggiungiamo tre cose ...

Comunicato CC 08/2026 - 24 aprile 2026

Il (nuovo)PCI confida che la repressione dei nemici delle masse popolari rafforzerà nei compagni del Partito dei CARC e di Autonomia Studentesca e Culturale la convinzione che la linea che seguono è giusta!

Che le numerose manifestazioni di solidarietà nei loro confronti li spingano ad attuarla con ancora più forza, slancio e creatività!


Fare della lotta contro la repressione uno strumento

- per avanzare nella rinascita del movimento comunista, elevando tra le forze che lo compongono la lotta contro elettoralismo, economicismo, militarismo e raccogliendo nuove forze,

- per estendere il coordinamento tra gli organismi operai e popolari, i partiti e le organizzazioni del movimento comunista, le forze anti Larghe Intese,

- per alzare di tono e di livello la mobilitazione contro il governo Meloni, i suoi padrini italiani e internazionali,

- per dare al malcontento, all’indignazione e alla ribellione popolare un obiettivo politico chiaro e d’attacco: cacciare il governo Meloni e sostituirlo con un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate!


Dare il colpo di grazia al nemico che annaspa! Che le mobilitazioni del 25 Aprile e del 1° Maggio servano a rafforzare tra le organizzazioni del movimento comunista, gli organismi operai e popolari e le forze anti Larghe Intese la volontà di cacciare il governo Meloni e la fiducia che è possibile farlo!

Sovvertire l’ordine di guerra, repressione, miseria e devastazione ambientale dei vertici della Repubblica Pontificia e della loro Comunità Internazionale è la via per instaurare un ordine che sia realmente democratico per le masse popolari del nostro paese e del resto del mondo!

Comunicato CC 07/2026 - 27 marzo 2026

“NO Kings” né di destra né di centro-sinistra!

Usare anche la manifestazione del 28 marzo
- per coalizzare l’ostilità contro il governo Meloni intorno all’obiettivo di cacciarlo e sostituirlo con un governo di emergenza popolare che attua la Costituzione del 1948,
- per rafforzare la volontà di vincere e la fiducia che è possibile vincere rendendo ingovernabile il paese con una campagna di mobilitazioni, proteste, disobbedienza e insubordinazione finalizzata a questo obiettivo!
È in questo modo che impediamo a Meloni & C. di riorganizzarsi e allo stesso tempo mandiamo all’aria ogni piano di sostituirli con un altro governo sempre delle Larghe Intese ma a guida PD!

Comunicato CC 06/2026 - 25 marzo 2026

Battere il ferro finché è caldo!

Portare fino in fondo la lotta per cacciare il governo Meloni e il codazzo di mafiosi e guerrafondai che lo compongono!

Comunicato CC 05/2026 - 28 febbraio 2026

Il governo Meloni trascina il nostro paese al seguito degli imperialisti USA e sionisti di Israele che allargano ogni giorno di più la Terza guerra mondiale: dobbiamo liberarcene, con ogni mezzo e a ogni costo!

Comunicato CC 04/2026 - 19 febbraio 2026

Mettere fine alla Terza guerra mondiale, alla corsa al riarmo, all’economia di guerra, alla militarizzazione e alla censura

Fuori l'Italia dalla NATO, fuori la NATO dall'Italia!

Il mondo della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, sionisti, europei e loro associati, dei padroni, dei pescecani della finanza, dei ricchi, degli alti prelati e dei loro professori e generali è sottosopra. Il loro sistema di relazioni internazionali sta saltando, persino i caporioni della borghesia imperialista e i loro rappresentanti politici riconoscono apertamente, per dirla con le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che “il vecchio ordine mondiale non esiste più” (... Leggi il testo completo del comunicato)

Comunicato CC 03/2026 - 7 febbraio 2026

Ribellarsi è giusto!

Non ci può essere pace sociale nella miseria e nell’oppressione!

Tutto ciò che è conforme agli interessi delle masse popolari è giusto e legittimo, anche se è illegale per le leggi e norme della classe dominante!

Il governo Meloni è il governo più autorevole che i vertici della Repubblica Pontificia sono riusciti a mettere insieme ed è anche il governo più reazionario (contro le masse popolari) e più autoritario di quelli che lo hanno preceduto. Dalla repressione delle manifestazioni di piazza al divieto di organizzazione e di manifestazione sindacale, dalle infiltrazioni e campagne mediatiche contro organismi politici, sindacali e popolari alle intimidazioni e cariche di polizia contro cortei e presidi, dai fogli di via e fermi preventivi agli arresti e perquisizioni contro i sostenitori della Resistenza palestinese, dalla militarizzazione dei territori al maggiore attivismo di Carabinieri, Guardia di Finanza e Forze Armate: il governo Meloni e i suoi padrini fanno ricorso su scala crescente alla repressione per mantenere il loro ordine pubblico, che per la classe dominante significa sostanzialmente tenere sottomesse le masse. Che il paese vada a pezzi tra frane e cicloni, che milioni di uomini e donne siano senza lavoro dignitoso e senza un ruolo nella società, che ogni giorno ci siano tre e più lavoratori uccisi sul posto di lavoro sono tutti effetti collaterali dell'ordine della borghesia imperialista!

In questo contesto si inseriscono i fermi, arresti, denunce, fogli di via, perquisizioni, posti di blocco, identificazioni di massa, minacce e abusi che hanno preceduto, durante tutto il mese di gennaio, la manifestazione del 31 gennaio scorso “Torino è partigiana!” in difesa del centro sociale Askatasuna e degli spazi sociali sotto attacco da parte del governo Meloni e degli esecutori materiali della sua volontà: la procura di Torino, in cui spicca la nuova esponente della mafia del TAV Lucia Musti, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo (PD) e il loro codazzo di questurini.

Nonostante l’opera di “prevenzione” del governo Meloni, le minacce e il terrorismo mediatico, il corteo nazionale contro lo sgombero di Askatasuna è stato un successo e la piazza di Torino è stata tutt’altro che docile e impaurita: non si è solo difesa dalla polizia e dalle provocazioni del governo che da mesi tenta di sedare la mobilitazione popolare, ma ha contrattaccato con l’obiettivo di riconquistare lo spazio sociale sgomberato e alzare il tono della mobilitazione popolare. In poche parole, di rispondere a tono alla guerra che i vertici della Repubblica Pontificia stanno conducendo contro le masse popolari del nostro paese. Una risposta legittima, anzi necessaria e che ha dimostrato che è possibile scendere in piazza e non solo difendersi, ma anche contrattaccare! (...)

Comunicato CC 02/2026 - 23 gennaio 2026

Ai promotori e ai partecipanti del forum “Dalle piazze all’alternativa” (24 gennaio, h.10 Nuovo Cinema Aquila - Roma)

Dalle lotte sindacali e rivendicative alla lotta per dare un nuovo indirizzo politico al nostro paese!


1) Le contraddizioni si acutizzano velocemente, come dimostrano i ripetuti colpi di mano dell’amministrazione USA e la precipitazione di tutti i teatri di crisi internazionali. Di fronte a questa velocizzazione la mobilitazione politica è oggi più forte di quella sociale?

2) Ma se nel paese cresce una domanda di politica e indipendenza politica adeguata alla turbolenta e violenta fase storica che stiamo attraversando, le forze che agiscono per una alternativa politica di sistema come possono e devono rispondere a tale esigenza? Come possono e devono individuare le forme della sedimentazione delle forze che si stanno esprimendo in questi mesi?


Sono i due temi/quesiti su cui Rete dei Comunisti chiama “le forze che agiscono per una alternativa politica di sistema” a confrontarsi e discutere nel convegno dal titolo “Dalle piazze all’alternativa”...

Comunicato CC 01/2026 - 3 gennaio 2026

La solidarietà con il Venezuela bolivariano è un aspetto importante della lotta delle classi sfruttate e dei popoli oppressi di tutto il mondo contro la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, sionisti ed europei e la Terza guerra mondiale che essi stanno allargando!

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