(nuovo)PCI

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27 luglio 2026


Il numero 83 di La Voce è disponibile sul sito del (n)PCI

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La Voce, come il Partito dei CARC e altri


I comunisti si distinguono dagli altri rivoluzionari perché hanno una comprensione più avanzata delle condizioni, delle forme e dei risultati della lotta di classe e su questa base la spingono sempre in avanti (K. Marx e F. Engels, Manifesto del partito comunista - 1848).


La Voce 83 del (nuovo)PCI - Stampa, leggi e diffondi Questo numero di La Voce è diverso dal solito. Sono molto pochi gli articoli che riguardano la situazione politica italiana e internazionale e le linee particolari, le iniziative e le parole d’ordine per sviluppare la mobilitazione delle masse popolari contro il governo Meloni, allargare la loro organizzazione e orientare gli organismi operai e popolari a formare un proprio governo d’emergenza, cioè la tattica. Ampio spazio è dedicato agli aspetti generali del corso delle cose e alla natura del partito comunista che serve per instaurare il socialismo, a quello cioè che guida e orienta l’azione dei comunisti, compresa la tattica. È dedicato quindi alla rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato, a elevarne il ruolo.

Perché un numero così proprio in un momento in cui il governo Meloni cerca di far fronte al suo disfacimento menando colpi a destra e a manca, inasprendo la repressione e facendo passare una legge elettorale truffa, la Lega di Salvini e Fratelli d’Italia gareggiano con Futuro Nazionale di Vannacci nel soffiare sul fuoco della mobilitazione reazionaria, il mondo è messo a ferro e fuoco dalla Terza guerra mondiale che i gruppi imperialisti USA, sionisti, UE e annessi - in combinazione e in concorrenza tra loro - stanno allargando e dalla crisi climatica?

Perché la rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato è il fattore determinante per trasformare il malcontento, l’indignazione e la ribellione delle masse popolari contro la Terza guerra mondiale, contro la devastazione ambientale e contro i mille altri effetti della seconda crisi generale del capitalismo in una guerra finalizzata a porre fine al dominio della borghesia imperialista, al suo modo di produzione e agli ordinamenti che su questo si basano e a instaurare il socialismo. Ma per trasformare le masse popolari in combattenti della rivoluzione socialista, i comunisti devono anzitutto trasformare se stessi in promotori della guerra con cui le masse popolari organizzate prenderanno il potere. Vuol dire sostanzialmente due cose. Avere un piano di guerra fondato non su suggestioni, pregiudizi o sull’aspirazione a tornare a un passato - quello del “capitalismo dal volto umano” - che non esiste più perché sono venute meno le condizioni che lo avevano prodotto, né sui fenomeni più immediati e visibili in un dato periodo, né su quello che passa il mercato della cultura correntemente diffusa dalle università, dai centri studi, dalle fondazioni, dalle case editrici, dalle riviste di prestigio, dai giornalisti ben pagati (cioè il sistema di manipolazione e intossicazione delle menti e dei cuori delle masse popolari). Ma su quella “comprensione più avanzata (più profonda) delle condizioni, delle forme e dei risultati della lotta di classe” che, come hanno indicato Marx ed Engels nel Manifesto del 1848, distingue i comunisti dagli altri rivoluzionari ed è la base perché i comunisti assolvano al loro compito di “spingere sempre in avanti la lotta di classe”. Essere organizzati in modo da poterlo attuare a ogni costo e fino in fondo, in modo da non dipendere dal nemico di classe da nessun punto di vista (ideologico, politico, organizzativo, economico) e in nessuna fase, perché solo così i comunisti possono essere la direzione della guerra che oppone le masse popolari alla borghesia imperialista.

Tra i partiti e le organizzazioni del movimento comunista si fa in qualche modo strada la consapevolezza che siamo nel mezzo di una battaglia epocale e che il socialismo è la via d’uscita dal corso catastrofico delle cose imposto dalla borghesia imperialista. Che “la posta in gioco si è alzata drammaticamente. La lotta contro la barbarie capitalistica si può definire, senza fronzoli, una battaglia epocale, perché da questa dipenderanno la salvezza dei popoli del mondo, del pianeta, dell’umanità stessa. Ogni militante comunista deve esserne cosciente e assumersi tutte le responsabilità politiche che ciò comporta, nella convinzione di incarnare le forze più vive del progresso, contro le forze della reazione che stanno portando l’umanità verso il baratro” (Fronte della Gioventù Comunista e Fronte Comunista, La lotta per il Partito - 29 giugno 2024). Che “la guerra, lo spettro dell’olocausto nucleare, l’infarto ecologico del pianeta, il ritorno del colonialismo e dei dispositivi di rapina contro popoli, paesi e interi continenti, l’intensificazione delle infinite forme di sfruttamento, di alienazione e di negazione della dignità, la vera e propria crisi di civiltà del capitalismo indicano che c’è bisogno di una alternativa di sistema e di modello sociale” (Potere al Popolo, Per un campo politico indipendente - 14 giugno 2026). Che “l’ordine euroatlantico generale su cui si è sorretta tutta la fase successiva alla Seconda guerra mondiale si va sgretolando e che (…) un nuovo ordine mondiale si va costituendo (…). Potrà essere un ordine reazionario o potrà essere un ordine rivoluzionario. I comunisti sono chiamati a lavorare per questo secondo ordine (Partito Comunista di Unità Popolare, Unità e costruzione, relazione del Segretario alla riunione del Comitato Centrale - 28 giugno 2026). Che “il potente sviluppo delle forze produttive e le possibili nuove soglie della cooperazione umana e sociale”, è sempre Potere al Popolo che scrive, “permetterebbero di vivere meglio e consentirebbero uno sviluppo finalizzato non al profitto, ma orientato alla qualità delle relazioni economiche e sociali di tutta la specie umana e di queste con la natura. Mai come oggi si è allargata la distanza tra la società che potremmo costruire grazie alle forze produttive in campo e quella in cui siamo costretti a vivere a causa degli attuali rapporti di potere”. Che “di fronte alla realtà del capitalismo le ragioni della prospettiva comunista, della costruzione di una società libera dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e incentrata sui bisogni e le aspirazioni dei lavoratori, senza il dramma delle guerre e della miseria per i popoli, emergono in tutta la loro stringente attualità (Fronte Comunista, Risoluzione politica del II Congresso - maggio 2026).

A questo punto iniziano però le oscillazioni tra mettersi a promuovere la rivoluzione socialista, tracciare il percorso per instaurare il socialismo nel nostro paese, organizzarsi in modo adeguato a questo obiettivo e valorizzare sia il movimento rivendicativo sia il movimento politico di massa e in generale tutte le lotte spontanee delle masse popolari ai fini della rivoluzione socialista; oppure continuare di fatto nel riformismo conflittuale e rivendicativo e nel riformismo elettorale, le deviazioni in cui durante la prima ondata della rivoluzione proletaria (1917-1976) si è impantanato il movimento comunista dei paesi imperialisti e che lo hanno reso incapace di realizzare il suo compito di instaurare il socialismo. Lo si è visto bene dopo le grandi mobilitazioni dell’autunno 2025 contro il genocidio perpetrato dai sionisti a Gaza, in sostegno del popolo palestinese e contro il governo Meloni complice dei sionisti e affamatore delle masse popolari del nostro paese. Tutto quello che nelle masse popolari vi è di già cosciente e organizzato, di già attivo sul terreno politico o sindacale, si è messo in movimento, ha trascinato alla lotta nuove persone e ha fatto sentire i suoi effetti fino alla vittoria del NO al referendum di marzo 2026 sulla riforma della magistratura. Ma ai lavoratori, ai giovani e a quanti sono scesi in piazza, i centri promotori delle mobilitazioni e con essi il grosso dei partiti e organizzazioni del movimento comunista (a partire dal sindacalismo di base e dalla sinistra della CGIL, dall’area di USB/Rete dei Comunisti/Potere al Popolo che, rilanciando la parola d’ordine di “bloccare tutto” lanciata dal CALP di Genova, aveva avuto un ruolo importante nelle mobilitazioni dell’autunno scorso) cosa hanno proposto per rafforzare e sviluppare i risultati conquistati? Una lista per le elezioni politiche del 2027, mobilitazioni più grandi, scioperi più combattivi, programmi più radicali. Con il risultato che le grandi mobilitazioni dell’autunno 2025 non si sono ripetute a maggio di quest’anno a sostegno della nuova missione della Flotilla né i NO al referendum di marzo si sono tradotti in voti per le liste anti Larghe Intese alle elezioni comunali di maggio e giugno nelle città dove erano presenti.

Noi comunisti della Carovana del (nuovo)PCI dobbiamo dedicare particolare attenzione a che partiti, organizzazioni ed esponenti del movimento comunista, o almeno una parte importante di essi, imbocchino con decisione la prima strada, quindi anche e soprattutto che in esso si affermino idee precise e scientificamente fondate su a che punto è il nostro paese e il mondo, dove la borghesia imperialista lo sta portando, dove possiamo e dobbiamo portarlo noi comunisti. Da qui questo numero sui generis di La Voce.

La rinascita del movimento comunista è il fattore determinante per passare da una guerra che le masse subiscono difendendosi alla meno peggio e in ordine sparso a una guerra che conducono come occorre condurla per vincere: à la guerre comme à la guerre!


Auguriamo fecondo studio e buon lavoro ai nostri lettori!

La redazione di La Voce


Indice degli articoli di La Voce 83

● Il filo conduttore di questo numero

● Usare la campagna elettorale per rafforzare la lotta contro il governo Meloni fino a cacciarlo e sostituirlo con un governo di emergenza popolare

- Mao Tse-tung - Lotta parlamentare e “cretinismo parlamentare”

- Intervento del P.CARC all’assemblea nazionale di Agorà “dalle piazze al Parlamento”

● Operazione Vannacci: orientamenti tra le Forze Armate e le Forze dell’Ordine


Per la rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato - Le condizioni, le forme e i risultati della lotta di classe

● Dalla “cassetta degli attrezzi” del marxismo-leninismo-maoismo

- Siamo in una situazione rivoluzionaria

Lenin e le condizioni oggettive e soggettive della rivoluzione

- Da dove ha origine la situazione rivoluzionaria?

Marx, la diminuzione del saggio di profitto e la crisi per sovrapproduzione assoluta di capitale

- Qual è lo sbocco della situazione rivoluzionaria?

Marx e le forme antitetiche dell’unità sociale

Lenin sul capitalismo monopolistico di Stato

Mao Tse-tung sempre sul capitalismo monopolistico di Stato

- Movimento comunista e scienza comunista


Per la rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato - Il partito comunista che serve

● Per promuovere e dirigere la rivoluzione socialista il partito comunista deve essere clandestino

- Conquistare l’appoggio degli operai avanzati alla clandestinità del partito comunista

- La concezione militarista della clandestinità

- Partito comunista clandestino e storia del movimento comunista

● Ancora sulla denuncia nominativa degli organismi e agenti sionisti operanti in Italia e i suoi effetti


Consolidamento e rafforzamento del (nuovo)PCI

● Fare della lotta contro la repressione uno strumento per rafforzare i Comitati di Partito clandestini, allargarli e crearne di nuovi