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22.04.2026 - Comunicato numero 65 del Comitato Aurora del (nuovo)Partito comunista italiano
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Il Partito dei CARC è sotto attacco, il movimento in solidarietà con la Palestina è sotto attacco, i sindacati combattivi sono sotto attacco, chi si mobilita contro il governo Meloni è sotto attacco… vuol dire che il nemico ha paura, vuol dire che la mobilitazione popolare è un problema e il nemico ricorre al vecchio metodo: repressione, intossicazione e divisione!
Vuol dire che dobbiamo proseguire senza riserve nella lotta per cacciare subito il governo Meloni, il governo degli emuli dei fascisti del secolo scorso (dio, patria, famiglia e manganello), imporre un governo che attua realmente la Costituzione del 1948, avanzare nella rivoluzione socialista!
Vuole dire che dobbiamo andare fino in fondo anche nella lotta contro gli agenti sionisti infiltrati negli apparati dello Stato e che sono parte integrante del sistema di potere della Repubblica Pontificia: per esempio cacciare Marco Carrai dalla fondazione Meyer!
A pochi giorni dalla partenza della nuova Flotilla e dalle celebrazioni del 25 Aprile e del 1° Maggio, dobbiamo tornare a “bloccare tutto” per “cambiare tutto”!
Siamo solidali con i compagni del Partito dei CARC, il nostro partito fratello, che nella giornata di ieri, a Firenze e a Napoli, sono stati sottoposti a perquisizione nelle loro case con sequestro di computer e cellulari. La gravità delle accuse (associazione sovversiva con finalità di terrorismo, art. 270 bis del codice penale) è direttamente proporzionale alla nullità dei fatti con cui magistratura e Digos cercano di avvallare l'impianto accusatorio!
Sosteniamo senza riserve l’azione intrapresa da Sanitari per Gaza, Partito dei CARC e Firenze per la Palestina, che venerdì 10 aprile hanno occupato gli uffici del direttore generale della Fondazione Meyer, Paolo Marchese Morello, per richiamare l'attenzione delle masse popolari e dei lavoratori di Firenze sull’urgenza di rimuovere il sionista Marco Carrai dalla presidenza della Fondazione Meyer. Per maggiori dettagli, si rimanda al comunicato della sezione di Rifredi del Partito dei CARC.
La lotta per la destituzione di Marco Carrai dalla Fondazione Meyer prosegue dal 2024, anno della sua nomina. Fin dall’inizio, i lavoratori hanno sottolineato che Marco Carrai è incompatibile con il ruolo di presidente della Fondazione, non solo perché è un imprenditore e non un medico, ma soprattutto perché è un sostenitore dello Stato sionista di Israele. Questo è in netto contrasto con lo spirito della Fondazione e con i suoi lavoratori, che sono impegnati nella difesa dei diritti umani, in particolare quelli dei bambini. Oggi, a distanza di anni, questa battaglia va collocata nel più ampio contesto della lotta contro organismi e agenti sionisti che operano nel nostro paese, a tutti i livelli.
Va sottolineato che la complicità con i sionisti è cosa trasversale a tutte le forze delle Larghe Intese, come dimostrano figure del PD come Graziano Delrio, che ha proposto una legge sull’antisemitismo (sull’equiparazione tra antisemitismo e antisionismo, con la criminalizzazione di quest’ultimo), o Piero Fassino, accolto con tutti gli onori alla Knesset (il Parlamento israeliano) a inizio dicembre 2025.
Ebbene, la denuncia degli agenti sionisti promossa dal (n)PCI, le accuse contenute nei rapporti della Relatrice ONU Francesca Albanese, le misure e le prese di posizione di associazioni come Boicotta Disinvesti Sanziona - BDS e altri, hanno contribuito a far crescere la consapevolezza sul ruolo complice dei governi dei paesi imperialisti - come lo è quello italiano - nel genocidio e nell'occupazione della Palestina. Senza l’appoggio di questi governi la colonia sionista non starebbe in piedi!
Questa consapevolezza ha alimentato, esteso e rafforzato il sostegno alla causa palestinese negli ultimi anni. In questo quadro il PD cerca di barcamenarsi tra l’esigenza di rispondere agli interessi di cui è portatore - quelli dei guerrafondai, dei sionisti, degli affaristi - e quella di mantenere un minimo di consenso popolare (usando anche la causa del popolo palestinese). L’affaire Carrai, sotto questo punto di vista, è diventato una gatta sempre più difficile da pelare per Giani, Funaro e compagnia… Sarà per questo motivo che non hanno proferito (le solite) parole di condanna contro gli attivisti e i compagni che hanno rotto gli indugi e, dopo mesi di balbettanti promesse di Giani, hanno alzato il tono della protesta occupando gli uffici di Morello.
Cacciamo il sionista Carrai! Cacciamo il governo Meloni complice dei sionisti e servo degli imperialisti USA!
Se non ora quando?
È estremamente positiva la presa di posizione del sindacato CUB che ha sostenuto l’azione intrapresa il 10 aprile, chiedendo ufficialmente le dimissioni del Console. Esortiamo USB, USI, Cobas della Sanità e CGIL a fare altrettanto, in quanto la mobilitazione del fronte sindacale è altrettanto importante e va dispiegata dato che porterebbe giovamento anche ai lavoratori della sanità pubblica, tartassati da tagli e riduzioni di reparti e organico, anche a causa dell’economia di guerra promossa da soggetti come Carrai. Non dimentichiamoci, infatti, che fra i mille incarichi da affarista che ricopre, è direttamente implicato in (almeno) altre due importanti operazioni contro le masse popolari e i lavoratori: la dismissione della ex Lucchini di Piombino e l’allargamento della pista dell’aeroporto di Peretola nella piana fiorentina, operazione che rafforza la vocazione militare dell’aeroporto di Pisa e che, perciò, è strettamente collegata alla militarizzazione dei nostri territori. Eppure, una valida alternativa al ricatto salario-guerra-morte esiste ed è rappresentata dal progetto di riconversione industriale della ex GKN, un progetto dal quale Carrai e affaristi come lui non hanno certamente nulla da guadagnare! Da qui l’importanza di sostenere iniziative come la loro. Così come sosteniamo il convegno che si terrà il 24 aprile alle ore 14.30 presso Limonia di Villa Montalvo, via di Limite 15, Campi Bisenzio dal titolo: “Fermare il riarmo: obiezione di coscienza e lotta dei lavoratori contro guerra e genocidio”.
L'incontro - promosso da BDS, Coordinamento fiorentino contro il riarmo, Il coraggio della pace – disarma, Ferrovieri contro la guerra - avrà per oggetto un confronto su “come la crescente spesa militare e il riarmo influenzano la vita quotidiana dei lavoratori, sul ruolo dell’obiezione di coscienza e delle lotte sindacali contro le politiche di militarizzazione. Un’opportunità per analizzare insieme come mobilitarsi contro le guerre, il genocidio in Palestina e per la giustizia sociale”. Sosteniamo questo genere di iniziative perché fino a quando la produzione bellica rimane nelle mani dei capitalisti, è importante che si sviluppi la mobilitazione per boicottarla, per bloccare il traffico di armi, impedire la compenetrazione tra università e aziende belliche. Allo stesso tempo nelle aziende che producono armi bisogna promuovere l’organizzazione dei lavoratori e sostenere le spinte in tal senso. Come sta avvenendo in alcuni stabilimenti della Leonardo. A questo fine dobbiamo usare tutte le leve e gli appigli che la situazione concreta presenta, compresa l’obiezione di coscienza, per intralciare l’intruppamento della classe operaia nella produzione e nel traffico di armi. Auspichiamo che il convegno rafforzi il coordinamento tra organizzazioni operaie e popolari stanti le evidenti interconnessioni tra lotta contro il genocidio, l’economia di guerra e la presenza di basi e installazioni militari che fanno della Toscana una retrovia sempre più strategica degli imperialisti USA- NATO e dei sionisti.
La battaglia per la destituzione di Carrai dalla presidenza della Fondazione del Meyer si inserisce in questo quadro: non è una battaglia isolata o “personale”, ma una battaglia paradigmatica del ruolo che i sionisti svolgono nell’orientare e determinare la postura del nostro paese rispetto al genocidio, alle aggressioni imperialiste, e a cosa e come produrre sui nostri territori.
Vincere questa lotta è possibile e farlo ci rafforzerà, ci darà fiducia per vincerne altre!
A pochi giorni dalla partenza della nuova Flotilla e dalle celebrazioni del 25 Aprile e del 1° Maggio, dobbiamo tornare a “bloccare tutto” per “cambiare tutto”. Vuol dire non limitarsi solo a difendersi, ma coordinarsi per attaccare, combinare la difesa con l’attacco: concretamente, in questa fase, con l’instaurazione di un governo che dia il via a un nuovo corso delle cose. In questa lotta nessuno basta a se stesso, e per questo motivo auspichiamo, promuoviamo e lavoriamo al coordinamento di tutte le forze anti Larghe Intese, per la costituzione, di fatto, di un Comitato di Liberazione in Toscana, dove riprenda vita il primo Comitato di Liberazione Nazionale, quello che portò alla scrittura della Costituzione della Repubblica, una carta i cui principi vanno non solo difesi, ma anche attuati ed estesi a partire da oggi fino a costituire un governo deciso e capace di attuare tutte quelle misure che nessun governo delle Larghe Intese attuerà mai: dalla messa in sicurezza del territorio attraverso le tante opere necessarie a impedire le stragi dovute agli eventi climatici estremi alla riorganizzazione delle attività economiche in modo da assegnare a ogni azienda compiti produttivi utili riconvertendo quelle che fanno produzioni inutili o dannose, a ogni individuo un lavoro socialmente utile, a ogni famiglia quanto necessario per vivere, secondo piani e criteri chiari, noti e democraticamente decisi; dall’ interruzione di tutti gli accordi pubblici e segreti di cooperazione militare, industriale, scientifica e accademica che i governi delle Larghe Intese hanno stipulato nel corso degli anni con aziende e agenzie dello Stato sionista d’Israele e USA, all’interdizione delle basi militari presenti su suolo italiano, all’addestramento degli eserciti NATO e dei loro alleati.
Imparare a combattere combattendo!
Per un nuovo 25 Aprile libero dal sionismo e dai guerrafondai!
Sosteniamo la resistenza palestinese e degli altri popoli oppressi facendo dell'Italia un nuovo paese socialista!
Comitato Aurora del (nuovo)Partito comunista italiano
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