Le conquiste pratiche realizzate dal movimento comunista nel periodo di attività dell’Internazionale Comunista - Rapporti Sociali 23/24 - gennaio 2000

Le conquiste pratiche realizzate dal movimento comunista nel periodo di attività dell’Internazionale Comunista

Rapporti Sociali 23/24 - gennaio 2000 (versione Open Office / versione MSWord )

 

Per conoscere i risultati pratici conseguiti dal movimento comunista durante il periodo di attività dell’Internazionale Comunista (1919-1943), occorre confrontare le forze del movimento comunista e le condizioni della classe operaia, del proletariato e delle masse popolari all’inizio del secolo e i livelli raggiunti alla metà del secolo. L’effetto pratico del revisionismo moderno è stato tale che tutte le storie e i bilanci del movimento comunista e in particolare dei paesi socialisti che trascurano o sottovalutano la svolta del 1956 sottintendono una concezione non comunista del mondo e si risolvono in una denigrazione del movimento comunista. Chi presenta la costruzione del socialismo (per l’URSS il periodo 1917-1956, per la Cina il periodo 1949-1976) e la disgregazione dei paesi e del campo socialisti come un unico indistinto processo storico, la direzione della classe operaia e la direzione della borghesia come una unica direzione di marcia, costui sostituisce al marxismo un suo adattamento di tipo interclassista agli interessi della borghesia, è un seguace del revisionismo moderno che afferma la sua direzione nel 1956 in URSS e nel 1976 nella RPC. Chi pone nel 1989 anziché nel 1956 la principale svolta storica del movimento comunista dopo il 1917, costui appartiene (se ne renda o no conto) al campo dei denigratori del movimento comunista e occulta (e quindi protegge e non combatte) il revisionismo moderno.

Quali erano le forze del movimento comunista al momento del crollo della Seconda Internazionale?

Allo scoppio della prima guerra mondiale (agosto 1914), erano affiliati all’Internazionale 27 partiti socialisti e operai di 22 paesi. L’Internazionale non era presente nella stragrande maggioranza delle colonie e delle semicolonie, dove abitava la maggior parte dell’umanità schiacciata sotto il doppio tallone delle arretratezze feudali e semifeudali e della rapina dell’imperialismo.

 

I partiti aderenti all’Internazionale avevano circa 4 milioni di membri. Complessivamente erano votati da 12 milioni di elettori. Il partito socialdemocratico tedesco aveva 1.085.000 membri e 4.250.000 elettori (1912), il partito socialista austriaco 145.000 membri e 1.041.000 elettori (1907), in Cecoslovacchia 144.000 membri, in Ungheria 61.000 membri, il partito socialista francese aveva 80.300 membri e 1.400.000 elettori (1914), il partito socialista italiano 50.000 membri e 960.000 elettori (1913), il partito socialista USA 125.500 membri e 901.000 elettori (1912). Un largo seguito elettorale avevano anche i partiti socialisti del Belgio, della Svezia, dell’Argentina e i partiti laburisti dell’Australia e della Nuova Zelanda. Il partito laburista britannico aveva 1.612.000 membri (i sindacati 4.145.000 iscritti). In Russia nel 1913 i sette deputati menscevichi erano risultati vincitori in un collegio elettorale di 214.000 operai, i sei deputati bolscevichi in un collegio elettorale di 1.008.000.

Nel 1914 nei parlamenti nazionali i partiti della Seconda Internazionale avevano 110 deputati in Germania, 103 in Francia, 90 in Finlandia, 82 nell’Austria-Ungheria, 80 in Italia, 73 in Svezia, 42 in Gran Bretagna, 39 in Belgio, 32 in Danimarca, 23 in Norvegia, 16 in Olanda, 13 in Russia. Il partito laburista australiano controllava il parlamento federale.

Alla Seconda Internazionale aderivano (Segretariato sindacale internazionale con sede a Berlino) 19 unioni sindacali nazionali per un totale di 7.394.000 iscritti (2.553.000 in Germania, 2.054.000 negli USA, 874.000 in Gran Bretagna - non tutte le federazioni (Trade Unions) aderivano all’Internazionale, 387.000 in Francia). Il movimento cooperativo in  Europa era in gran parte diretto dai socialisti: in totale vi erano 30.000 cooperative di consumo con 3 milioni di membri in Gran Bretagna, 2 in Germania, 1,5 in Russia, 0,88 in Francia. Oltre a queste vi erano molte cooperative edilizie e agricole, casse di mutuo soccorso, cooperative di produzione. L’Internazionale aveva inoltre una commissione femminile con strutture locali e propria stampa, un gruppo giovani che nel 1914 in Europa contava 100.000 membri.(1)

 

1. Fonte: W.Z. Foster, Storia delle tre internazionali, International Publishers Co, 1955.

 

Le forze della Seconda Internazionale erano quindi considerevoli. Ma ben poca cosa se consideriamo le forze accumulate dalla IC, anche prescindendo da considerazioni di qualità. Prendiamo grossomodo come riferimento il 1950.

Ben 12 partiti comunisti dirigevano i rispettivi paesi: essi coprivano un quarto della terra e in essi abitava un terzo della popolazione mondiale: più di un miliardo di persone. I partiti comunisti che parteciperanno alle Conferenze di Mosca saranno 76 a quella del 1957 e 81 a quella del 1960. I loro membri erano più di 50 milioni. In molti paesi non socialisti (Indonesia, India, Italia, Francia) vi erano partiti comunisti legali con milioni di membri. Il prestigio e l’influenza dei partiti comunisti era enorme in tutto il mondo. In buona parte delle vecchie colonie divenute paesi indipendenti o sulla via di diventarlo i partiti comunisti avevano avuto un ruolo politico importante nelle lotte che avevano condotto all’eliminazione del sistema coloniale. Guerre rivoluzionarie dirette da partiti comunisti erano in corso in vari paesi (Birmania, Filippine, Indocina, Malesia, Thailandia, ecc.). A partire dal 1945 gli imperialisti americani condussero una spietata caccia al comunista in Giappone, occuparono la Corea del Sud e poi scatenarono la Guerra di Corea (19501953). Il partito comunista venne interdetto nelle zone della Germania occupate dagli imperialisti. La borghesia imperialista temeva per la propria sopravvivenza sia in Europa occidentale sia nella stessa America del Nord. L’introduzione di politiche di “Stato sociale” (Welfare State) adottate subito dopo la guerra (a partire dall’Inghilterra), la politica di “contenimento del comunismo” messa in atto in tutto il mondo dall’imperialismo americano, la caccia alle streghe lanciata su grande scala negli USA (Maccartismo), la creazione della NATO sono tutte operazioni difensive della borghesia imperialista mirate a impedire l’ulteriore espansione del movimento comunista: la linea “contenere” (il movimento comunista) venne assunta dalla borghesia perché la linea “ricacciare indietro” si era dimostrata inattuabile. La borghesia imperialista USA era letteralmente traumatizzata per aver perso la Cina che considerava una propria colonia: la guerra civile (1946-1949) era stata apparentemente condotta da Chiang Kai-shek, ma in realtà dagli Stati Uniti (il governo USA ammetteva pubblicamente di aver fornito a Chiang il denaro per oltre la metà delle spese del suo governo oltre ad aiuti in armi e altre forniture militari).

La prima crisi generale del capitalismo, le due guerre mondiali, la prima ondata della rivoluzione proletaria, le ripetute aggressioni all’Unione Sovietica, i regimi terroristici instaurati dalla borghesia imperialista (fascismo, nazismo, ecc.) avevano condotto la borghesia a una catastrofe inimmaginabile solo 50 anni prima. Anche nei paesi dove la classe operaia con i suoi partiti comunisti non aveva preso il potere, la forza del movimento comunista era enorme, la classe operaia e le masse popolari erano in condizione di strappare conquiste di benessere e di civiltà non immaginabili qualche decennio prima. L’IC presentava un bilancio molto positivo.

 

M. M.

 

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