Contro l’operazione di criminalizzazione dei CARC e dell’ASP - Rapporti Sociali n. 22 - giugno 1999

Contro l’operazione di criminalizzazione dei CARC e dell’ASP

Rapporti Sociali n. 22 - giugno 1999 (versione Open Office / versione MSWord )

 

Milano, 28.05.1999

COMUNICATO

La Segreteria Nazionale dei CARC e l’ASP denunciano l’opera di criminalizzazione e di diffamazione dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC) e dell’Associazione Solidarietà Proletaria (ASP) portata avanti da alcuni organi di “informazione” (Corriere della sera del 26.5 e del 28.5.99, Panorama n.22 del 3.6.99, ecc.) e dagli apparati dello Stato che ne sono gli ideatori e manovratori.

L’operazione è chiaramente tesa a creare un clima favorevole (il “terreno”) per azioni repressive e di intimidazione nei confronti di compagni e organismi che da anni lottano contro questa società basata sullo sfruttamento, sulla barbarie e sulla guerra. Questi attacchi si inseriscono nel più ampio processo di criminalizzazione e repressione che la borghesia conduce contro chi lotta contro la guerra imperialista in corso, contro chi lotta in difesa delle conquiste che i lavoratori hanno strappato con dure lotte e contro tutti quelli che lottano con determinazione per la ricostruzione del partito comunista nel nostro paese.

Questi attacchi sono inoltre diretti contro quei compagni e organismi (Associazione Solidarietà Proletaria - ASP) che da 20 anni lottano contro le carceri speciali, l’isolamento e le vessazioni a cui vengono sottoposti i rivoluzionari prigionieri in Italia e negli altri paesi, ne fanno conoscere l’esistenza, danno loro voce tramite la rivista Il Bollettino e sviluppano la solidarietà delle masse popolari nei loro confronti. Già nel 1985 decine di compagni dell’ASP e della rivista Il Bollettino hanno subito un’azione repressiva con arresti e anni di galera per aver dato solidarietà e voce ai rivoluzionari prigionieri. Il 2 ottobre 1991, a sei anni dagli arresti, la Corte d’Assise di Venezia ha assolto tutti i compagni inquisiti “perché il fatto non sussiste” (questo Panorama non lo dice).

Oggi come ieri si usa il rapporto con i rivoluzionari prigionieri o con ex prigionieri per “provare” l’esistenza di “trame”, “sodalizi” e “associazioni sovversive”.

I CARC denunciano con forza le notizie false e tendenziose riportate su Panorama su “riunioni ristrette....e collegamenti...”. I CARC sono organismi che lavorano da anni per la ricostruzione del partito comunista nel nostro paese e la loro attività è regolata dallo Statuto dell’organizzazione.

Questi atti intimidatori non possono fermare la resistenza che le masse popolari oppongono e opporranno al procedere della crisi generale del capitalismo e ci confermano che la borghesia imperialista cerca con tutti i mezzi di ostacolare il processo di ricostruzione del partito comunista.

Questi atti intimidatori ci confermano che la strada della ricostruzione del partito comunista e la lotta per una società socialista è l’unica strada da percorrere per fermare la miseria, l’abbrutimento, la barbarie e la guerra dell’attuale società.

La repressione e le intimidazioni non fermeranno la nostra lotta e la nostra determinazione per la ricostruzione del partito comunista.

 

Organizziamo ovunque iniziative di solidarietà nei confronti dei rivoluzionari prigionieri e di lotta contro la repressione in occasione del 19 giugno (Giornata Internazionale del Rivoluzionario Prigioniero).

 

Viva il nuovo partito comunista italiano.

Segreteria Nazionale dei CARC

Associazione Solidarietà Proletaria (ASP)

 

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