I compiti dei comunisti italiani di fronte alla guerra - Rapporti Sociali n. 22 - giugno 1999

I compiti dei comunisti italiani di fronte alla guerra

Rapporti Sociali n. 22 - giugno 1999 (versione Open Office / versione MSWord )

 

Come comunisti italiani di fronte all’aggressione della NATO contro la Serbia e la Federazione jugoslava abbiamo dei compiti precisi.

Noi abbiamo anzitutto il dovere di denunciare e combattere con tutte le nostre forze la NATO, l’imperialismo USA e i gruppi imperialisti europei come i peggiori nemici assoluti del benessere e della libertà (dei “diritti umani”) di tutti i popoli, persino di quello dei loro stessi paesi. La sostanza della loro politica è la lotta tra loro per l’egemonia mondiale e per lo sfruttamento di tutti i popoli. Dobbiamo sostenere ogni lotta contro la NATO e le forze imperialiste che devastano il nostro paese.

Noi dobbiamo assolutamente rifiutarci di metterci al seguito del Vaticano e della sua politica pacifista. Il pacifismo del Vaticano è soprattutto lotta contro la violenza rivoluzionaria, per perpetuare la sottomissione delle masse popolari all’oppressione e allo sfruttamento. Esso ha collaborato alla disgregazione della Federazione jugoslava e all’apertura del campo socialista alla rapina, al saccheggio e alla devastazione. È un grande puntello del sistema imperialista mondiale.

Noi dobbiamo assolutamente rifiutare di metterci al seguito del governo dell’attuale Federazione jugoslava. La resistenza del popolo serbo all’aggressione imperialista è di grande importanza e dà molti insegnamenti a tutti i popoli del mondo. Noi dobbiamo additarla, assieme alla resistenza del popolo cubano, del popolo iracheno, del popolo palestinese, del popolo curdo come dimostrazione dell’onnipotenza delle masse popolari e come dimostrazione della debolezza dell’imperialismo, il contrario dell’aura di invincibilità e di onnipotenza con cui gli imperialisti cercano di terrorizzare le masse. Ma il governo Milosevic è alla testa della resistenza del popolo serbo nonostante la sua natura di classe e stante questa natura lo è in una maniera che rende impossibile l’unità degli altri popoli jugoslavi attorno ad esso, che lo rende incapace di valorizzare la resistenza delle masse popolari di tutto il mondo e in particolare la solidarietà delle masse popolari degli ex paesi socialisti e che rende precario il suo ruolo.

Noi dobbiamo denunciare e combattere il governo italiano che nella guerra attuale ha condotto l’Italia al livello più basso di abiezione raggiunto nella sua breve storia unitaria, l’ha fatta diventare il cortile che le forze armate di tutti i governi imperialisti calpestano e devastano a loro piacimento. Altro che riparazioni per la strage del Cermis! Altro che nuovi accordi Italia-USA per l’uso basi! Mezza Italia è diventata un unico Cermis! Anche se lo volesse, oggi il governo italiano non può far cessare l’uso del territorio italiano da parte delle forze armate straniere. L’attuale ruolo dell’Italia è affine a quello dell’Albania e della Macedonia. L’approdo del regime fascista è stata l’Italia campo di battaglia tra imperialisti tedeschi e imperialisti USA; l’approdo del regime DC è l’Italia campo di esercitazione e retroterra della nuova guerra tra gruppi imperialisti per l’egemonia mondiale! La parvenza di indipendenza del governo italiano si esprime nei carabinieri che manda a caricare quelli che dimostrano contro l’arroganza e la prepotenza degli imperialisti nel nostro paese e nel ruolo di cobelligerante le cui forze armate sono destinate ai servizi di intendenza e di crocerossine al seguito delle forze combattenti fino a quando i comandi “alleati” non riterranno necessario che facciano anche da carne da cannone. Le masse popolari italiane potranno uscire da questa condizione di asservimento creata dalla borghesia italiana solo tramite la lotta condotta dalla classe operaia italiana e diretta dal suo partito, il nuovo partito comunista italiano. Già negli anni ’40 contro i nazisti la classe operaia e il suo partito comunista riuscirono a mobilitare più di 200.000 volontari nella guerra partigiana. Solo la classe operaia può unire le masse popolari italiane e prendere la direzione del loro movimento di rinascita. Ma lo può fare solo tramite il suo partito comunista. Ricostruire il partito comunista è la sintesi di tutti i no stri compiti in questa fase. Le grandi manifestazioni contro la guerra, gli attentati contro le forze imperialiste, la mobilitazione popolare a favore dei profughi sono sintomi della volontà di lotta delle masse popolari italiane. Ma tutto questo può avere un influsso di qualche rilievo sull’esito dello scontro in cui siamo comunque coinvolti e raggiungere un risultato positivo solo se rafforza il movimento per la ricostruzione del partito comunista. Oggi nel nostro paese si scontrano imperialisti USA, imperialisti tedeschi col loro variopinto seguito europeo e il Vaticano; grande assente dal campo della lotta politica è l’unica forza che può aprire alle masse popolari italiane un futuro di prosperità, di benessere e di pace: la classe operaia col suo partito comunista. Portare in campo questo protagonista è il compito principale dei comunisti in questa fase.

 

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