Perché solo la classe operaia? - Rapporti Sociali  14-15,  inverno - primavera 1994

Perché solo la classe operaia?

Rapporti Sociali n. 14-15,  inverno - primavera 1994 (versione Open Office / versione MSWord )

 

Perché tra tutte le classi oppresse e sfruttate dell’attuale società, tra tutte le classi di lavoratori dell’attuale società, solo la classe operaia può contrapporsi alla borghesia imperialista come classe dirigente ad essa alternativa e prendere la direzione delle altre classi oppresse e sfruttate, delle altre classi di lavoratori per trasformare l’attuale società e creare una nuova società?

1. Perché la condizione specifica che la classe operaia occupa nella società borghese costringe gli operai a confrontarsi con le leggi oggettive del capitale (mercato) massima valorizzazione dei capitale, ecc.) e a ravvisare in esse le cause della propria oppressione, del proprio sfruttamento e del malessere dell’intera società attuale. Proprio la condizione oggettiva in cui la classe operaia è collocata pone la sua liberazione come abolizione (superamento) dei sistema capitalista di produzione e della sovrastruttura che ne deriva e come instaurazione di ordinamenti conformi al carattere sociale (collettivo) delle forze produttive.

2. Perché le condizioni specifiche in cui la società borghese pone gli operai li costringe ad apprendere l’arte della coesione, dell’organizzazione, dell’unità, della direzione; insegna loro a unirsi, ad agire collettivamente, a dirigere collettivamente la propria classe (a dirigere se stessi come collettivo “in sé”) come un corpo unico, a esistere anche “per sé”. In breve l’attuale società istruisce, educa la classe operaia all’anticapitalismo e al collettivismo, prepara in essa la base spirituale, sovrastrutturale della nuova società la cui base materiale è nel carattere sociale delle principali forze produttive.

3. Perché tra tutte le classi di lavoratori, la classe operaia è quella che può far funzionare e produrre (e in una certa misura impersona in sé) il settore fondamentale dell’economia dei paesi moderni, il settore industriale e, forte del possesso di questo settore e dei suoi prodotti, può impostare la sua direzione sulle altre classi di lavoratori.

4. La classe operaia può stabilire un rapporto dirigente sul piano economico con i produttori autonomi urbani e agricoli (la piccola-borghesia), che costituiscono il grosso degli altri lavoratori, sulla base

- del possesso della grande industria e dei grandi sistemi di comunicazione e di distribuzione da cui tutte le altre classi dipendono per la loro vita;

- del potere statale e della funzione economica da esso acquisita (sistema monetario, sistema creditizio, politica economica, direzione del commercio estero, ecc,) nel sistema del capitalismo monopolistico di Stato.

Lo stesso meccanismo della produzione sociale che determina la divisione della popolazione in classi, assegnando alla classe operaia un definito ruolo nel meccanismo della produzione sociale, determina i ruoli che può svolgere nel movimento politico (e culturale) della società. Quale di questi ruoli essa effettivamente svolge in una determinata fase del movimento politico della società, ciò è il risultato della lotta politica e il campo d’azione della lotta politica. L’iniziativa politica può far compiere alla classe operaia il passaggio dal ruolo che effettivamente svolge oggi al ruolo dirigente che essa può svolgere, da ciò che è a ciò che può essere, far divenire effettivo ciò che il movimento economico della società rende possibile. Non può invece farla diventare qualcosa che non può essere.