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Attività  del governo M5S-Lega
(schede tematiche)  


Scheda “Reddito di Cittadinanza” (Rdc) Legge 28 marzo 2019 n. 26

Edizione 2- Aggiornamento 8 aprile 2019 con Approfondimenti (Allegato)

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Questa scheda è la continuazione e l’aggiornamento dell’edizione 1 pubblicata nel Comunicato CC 3/2019 16 febbraio e si occupa esclusivamente del Reddito di Cittadinanza e della Pensione di Cittadinanza: non entra nel merito della revisione della Legge Fornero (Quota 100) di cui ci occuperemo in una prossima scheda.


1. Iter parlamentare

Il Decreto Legge “Reddito di cittadinanza e Quota 100” è entrato in vigore il 29 marzo con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. L’iter parlamentare (prima al Senato, poi alla Camera e infine nuovamente al Senato) ha messo in luce notevoli contrasti di indirizzo tra la Lega e il M5S e la contrarietà di tutto il resto dei gruppi parlamentari. Nella votazione finale però M5S e Lega hanno votato compattamente a favore del testo.

In sostanza il Rdc e la Pensione di Cittadinanza riguarderanno i quasi 5 milioni di poveri che già l’ISTAT classifica come tali (circa 1 milione e 700mila nuclei famigliari).

Per approfondimenti sull’iter parlamentare, sulla “cabina di regia” e sulla platea dei beneficiari, vedere Capitolo 1 dell’Allegato.


2. Stato dell’attuazione

I l 6 marzo è iniziata la presentazione delle domande (ai Caf o a Poste Italiane). Stando a quanto comunicato dall’INPS sul proprio sito, a partire dal 15 aprile i richiedenti riceveranno le risposte e da fine aprile dovrebbero partire le prime erogazioni del Rdc.

Ad oggi, 8 aprile le domande presentate sono 806.878mila su 1 milione e 700mila nuclei famigliari poveri. Il 72% delle domande sono arrivate tramite i Caf e il 28% tramite Poste Italiane.


Quanto alla distribuzione regionale delle domande, essa va confrontata con la distribuzione regionale del numero dei nuclei famigliari poveri e con la popolazione complessiva di ogni regione; chi prescinde da questo confronto imbroglia e fa confusione; su questo aspetto ritorneremo in un successivo approfondimento. Quanto alla distribuzione per età dei richiedenti, il 61% (494.213 domande) è tra 40 e 67 anni, il 23% (182.100 domande) tra 25 e 40 anni, il 13% (105.699 domande) sono ultra 67enni e poco più del 3% sono minori di 25 anni.


Le istituzioni coinvolte nell’attuazione del Rdc sono il Ministero del lavoro, ANPAL, INPS, regioni (Centri per l’Impiego) e con un ruolo particolare i comuni.

Le novità principali della situazione attuale rispetto a quelle esistenti all’epoca del Decreto del Consiglio dei Ministri (28 gennaio 2019) sono che:

1. il governo M5S-Lega ha estromesso dall’INPS Tito Boeri (oppositore dichiarato del governo, vedi Comunicato Rapido n. 6 - 25 febbraio 2019 [http://www.nuovopci.it/comrapid/2019/06/Rapid_06.html]) e ha affidato la presidenza a Pasquale Tridico (progettatore del Rdc per conto del M5S, che sembra però avere ancora difficoltà a mettere in riga i funzionari superiori dell’ INPS) e la vicepresidenza a Mauro Nori (affiliato alla Lega);

2. che l’ANPAL è autorizzata ad assumere 3.000 dei 6.000 navigator inizialmente previsti (questi, assieme ai circa 1.600 suoi impiegati, dovrebbero addestrare il personale dei CpI alla gestione del Rdc); presso l’ANPAL sarà creata una piattaforma digitale per monitorare e coordinare le attività dei CpI;

3. le Regioni sono autorizzate ad assumere a tempo indeterminato entro il 2021 7.600 unità di personale da destinare ai CpI (6.000 assunzioni + 1.600 stabilizzazioni- queste ultime “in attesa” dal 2017), ma possono anticipare già al 2020 una parte di queste assunzioni;

4. presso il Ministero del Lavoro verrà creata una piattaforma digitale che si occuperà delle attività svolte dai comuni rispetto al Rdc;

5. l’INPS ha raggiunto con i Caf l’accordo che ritirano e inviano all’INPS le domande dei richiedenti del Rdc in cambio di 12,2 euro per ogni domanda e 5 euro per ogni integrazione richiesta dall’INPS.

L’attuazione del Rdc e della Pensione di Cittadinanza fa quindi capo a istituzioni e procedure che si prestano largamente al sabotaggio della misura.

Per ulteriori approfondimenti sull’attuazione del Rdc e sulla “cabina di regia” vedere l’ Allegato.


3. Principali temi del dibattito politico

a) cavalli di battaglia delle Larghe Intese

▪ “ Il Rdc incoraggia chi non vuole lavorare”: Confindustria e Vaticano hanno polemizzato contro il Rdc sostenendo che incentiva a non lavorare. Per quanto riguarda il Vaticano, la CEI (che dispone di una fitta rete di futuri creatori di “lavori socialmente utili”) ha portato nelle audizioni in Camera e Senato le sue “raccomandazioni”, in particolare sulla “necessità di prevedere stimoli (incentivi) alle imprese esistenti, a quelle che potranno essere create e alle agenzie di formazione”.

b) cavalli di battaglia della Lega

Stranieri: i vertici della Lega e i promotori della mobilitazione reazionaria (gli stranieri sarebbero la causa della disoccupazione), hanno ottenuto limitazioni per l’accesso al Rdc da parte degli stranieri: salvo eccezioni, hanno bisogno di una certificazione rilasciata dal paese d’origine (tradotta in italiano e legalizzata dal Consolato Italiano) attestante che nel paese di provenienza non hanno alcun reddito. Le eccezioni riguardano a) chi ha lo status di rifugiato politico; b) casi in cui le convenzioni internazionali dispongono diversamente; c) cittadini di Stati non appartenenti alla UE per i quali non è possibile acquisire le certificazioni (entro tre mesi il Ministero del Lavoro e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale devono definire un elenco di questi paesi);

Aumento delle ore di lavoro gratuito: la Lega ne avrebbe volute 36 (in pratica far lavorare gratis a tempo pieno). Nel Decreto le ore di “lavoro volontario” vanno da un minimo di 8 ore ad un massimo di 16, fermo restando il consenso da parte del comune e del beneficiario a fare più di 8 ore. L’aumento delle ore ha ulteriormente alimentato la mobilitazione dei comuni per maggiori risorse economiche .


c) Enti Locali

Regioni: nello scontro con il governo le regioni hanno ottenuto un aumento delle risorse per la gestione dei CpI e la riduzione del numero dei navigator assunti da ANPAL.

Comuni: lo scontro con il governo si è concentrato sulla richiesta di maggiori risorse economiche per l’attivazione dei comuni nei patti per il lavoro e nei patti per l’inclusione sociale per i beneficiari del Rdc e le prestazioni anagrafiche.

Per approfondimenti ulteriori sul ruolo degli enti locali, vedere capitolo 3 dell’Allegato.