Indice dei classici della letteratura comunista/Indice degli scritti di Lenin




 

ARTICOLI PER LA "RABOCIAIA GAZIETA"

Scritti nella seconda metà del 1899.

Pubblicati per la prima volta nel 1925 in Leninski Sbornik, III

(da Lenin, Opere complete, vol. IV)


Indice degli articoli

 LETTERA AL GRUPPO DEI REDATTORI

IL NOSTRO PROGRAMMA

IL NOSTRO COMPITO IMMEDIATO

UNA QUESTIONE URGENTE


 

LETTERA AL GRUPPO DEI REDATTORI

 

Cari compagni,

mentre, conformemente alla vostra richiesta, vi invio tre articoli per il giornale, ritengo necessario dire alcune parole a proposito della mia collaborazione in generale e dei nostri rapporti in particolare.

In base alla vostra precedente comunicazione mi era sembrato che voleste fondare una casa editrice e offrirmi la redazione di una collana di opuscoli socialdemocratici.

Vedo ora che le cose stanno diversamente e che avete costituito una vostra redazione, la quale inizia la pubblicazione di un giornale e m'invita a collaborare.

Accetto volentieri, s'intende, anche questa proposta, ma devo dire in pari tempo che ritengo possibile una fruttuosa collaborazione solo alle seguenti condizioni   1. rapporti precisi tra la redazione e il collaboratore, al quale dev'esser resa nota la sorte di tutti i manoscritti (accettazione, rifiuto, modifiche) e devono essere comunicate tutte le pubblicazioni della vostra ditta; 2. i miei articoli devono essere firmati con un particolare pseudonimo (se quello inviato da me è andato perduto, sceglietene voi stessi un altro qualsiasi); 3. accordo tra la redazione e il collaboratore per quanto riguarda le concezioni fondamentali circa le questioni teoriche, i compiti pratici più urgenti e il carattere dell'impostazione che si riterrà di dare al giornale (o alla collana di opuscoli).

Spero che la redazione concorderà su queste condizioni e, per affrettare il raggiungimento di un accordo fra noi, mi soffermerò ora un po' sulle questioni connesse con la terza condizione.

A quanto mi si scrive, voi trovate che « la vecchia tendenza è forte » e che non vi è nessun particolare bisogno di una polemica contro il bernsteinismo e i suoi riflessi russi. Quest'opinione mi sembra troppo ottimista. La pubblica dichiarazione di Bernstein secondo cui la maggioranza dei socialdemocratici russi sarebbe d'accordo con lui; la scissione fra i «giovani» socialdemocratici russi all'estero e il gruppo Emancipazione del lavoro che è il fondatore, il rappresentante e il più fedele custode della «vecchia tendenza»; i tentativi della Rabociaia Mysl di dire in qualche modo una parola nuova, di opporsi a compiti politici «vasti», di fare l'apoteosi delle cose minute e dell'artigianismo, di ironizzare trivialmente sulle «teorie rivoluzionarie» (n. 7, Tra l'altro); infine, l’assoluto sbandamento della letteratura marxista legale e il fervore con cui la massa dei suoi esponenti cerca di accogliere la «critica» di moda alla Bernstein, tutto questo dimostra chiaramente, a mio avviso, che la ricostituzione della «vecchia tendenza» e la sua energica difesa sono senz'altro all'ordine del giorno.

Quanto alla mia opinione sui compiti del giornale e sul suo orientamento, la troverete esposta negli articoli e desidererei vivamente sapere fino a che punto concordiamo su tale questione (gli articoli, purtroppo, sono stati scritti un po' in fretta: per me sarebbe in generale molto importante conoscere i termini massimi di consegna degli articoli).

Con la Rabociaia Mysl ritengo sia necessario entrare in polemica diretta, ma a questo fine vi pregherei di procurarmi i nn. 1-2, 6 e posteriori al 7, come anche la Lotta del proletariato. Quest'ultimo opuscolo mi serve anche per farne la recensione sul giornale.

Quanto alla lunghezza, scrivete, non c'è da preoccuparsi. Finché c'è il giornale penso di dare la preferenza agli articoli giornalistici e di trattare in questi anche i temi da opuscoli, riservandomi di rielaborare in seguito questi stessi articoli per farne degli opuscoli. I temi di cui mi propongo di occuparmi nel prossimo futuro sono i seguenti: 1. progetto di programma: ve lo invierò tra breve; 2. le questioni di tattica e di organizzazione di cui dovrà discutere il futuro congresso del Partito operaio socialdemocratico russo; 3. opuscolo sulle norme di condotta cui devono attenersi gli operai e i socialisti in libertà, in carcere e in deportazione. Secondo il modello dell'opuscolo polacco Norme di condotta (se possibile, vi pregherei di procurarmelo); 4. sugli scioperi (I: loro significato; II: leggi sugli scioperi; III: studio di alcuni scioperi degli ultimi anni); 5. opuscolo La donna e la causa operaia, ecc.

Desidererei sapere approssimativamente di quale materiale dispone la redazione, per evitare ripetizioni e non occuparmi di questioni già «trattate esaurientemente».

Attenderò la risposta dalla redazione attraverso la stessa istanza intermediaria. (Non avevo e non ho altre vie per comunicare col vostro gruppo).

F. P.

 

 

IL NOSTRO PROGRAMMA

 

La socialdemocrazia internazionale sta ora attraversando una fase di tentennamenti ideologici. Fino ad ora le dottrine di Marx e di Engels erano considerate come la solida base della teoria rivoluzionaria; ora si sente dire da tutte le parti che queste dottrine sono inadeguate ed invecchiate. Chi si dichiara socialdemocratico ed intende pubblicare un organo di stampa socialdemocratico deve determinare esattamente il proprio atteggiamento verso questa questione, che è ben lungi dal preoccupare i soli socialdemocratici tedeschi.

Noi ci troviamo in tutto e per tutto sul terreno della teoria di Marx: è stata essa la prima a trasformare il socialismo da utopia in scienza, a dare delle solide fondamenta a questa scienza ed a tracciare il cammino da seguire, sviluppando ulteriormente questa scienza ed elaborandola in tutti i suoi particolari. Essa ha rivelato la natura dell'economia capitalistica moderna, spiegando in che modo l'assunzione dell'operaio, l'acquisto della forza-lavoro, nasconda l'asservimento di milioni di nullatenenti da parte di un pugno di capitalisti, di proprietari di terre, di. fabbriche, miniere, ecc. Essa ha mostrato come tutto Io sviluppo del capitalismo odierno tenda a soppiantare la piccola produzione con la grande e crei le condizioni che rendono possibile e necessaria l'organizzazione socialista della società. Essa ha insegnato a vedere sotto il manto di usanze radicate, intrighi politici, leggi astruse, dottrine sofistiche, la lotta di classe, la lotta di tutte le classi abbienti contro la massa dei nullatenenti, contro il proletariato, che è alla testa di tutti i nullatenenti. Essa ha chiarito il vero compito di un partito socialista rivoluzionario: non elaborazione di piani per riorganizzare la società, non prediche ai capitalisti ed ai loro reggicoda sul modo di migliorare la situazione degli operai, non organizzazione di congiure, ma organizzazione della lotta di classe del proletariato e direzione di questa lotta, il cui scopo finale è la conquista del potere politico da parte del proletariato e l'organizzazione della società socialista.

Ed ora noi chiediamo: che cosa hanno introdotto di nuovo in questa teoria i chiassosi « innovatori > che hanno al presente sollevato tanto rumore, raggruppandosi attorno al socialista tedesco Bernstein? Assolutamente nulla: non hanno fatto fare un solo passo avanti alla scienza che Marx ed Engels ci hanno raccomandate, di sviluppare; non hanno insegnato al proletariato nessun nuovo metodo di lotta; non hanno fatto che ritirarsi, prendendo a prestito frammenti di teorie arretrate e predicando al proletariato non la teoria della lotta, ma la teoria dell'arrendevolezza: dell'arrendevolezza nei confronti dei peggiori nemici del proletariato, dei governi e dei partiti borghesi, che non si stancano di escogitare nuovi mezzi per dare addosso ai socialisti. Uno del fondatori e capi della socialdemocrazia russa, Plekhanov, aveva completamente ragione quando sottoponeva ad una critica implacabile la più recente e critica » di Bernstein, le cui vedute sono ora state ripudiate anche dai rappresentanti degli operai tedeschi (al Congresso, di Hannover).

Noi sappiamo che queste parole ci tireranno addosso una tempesta di accuse: si griderà che vogliamo trasformare il partito socialista in un ordine di « ortodossi » che perseguitano gli e eretici » per aver deviato dal « dogma », per aver espresso dei pareri indipendenti, e cosi via. Le conosciamo tutte queste pungenti frasi alla moda. Ma esse non contengono neanche un briciolo di verità, neanche un briciolo di buon senso. Non si può avere un forte partito socialista se manca una teoria rivoluzionaria che unisca tutti i socialisti, dalla quale questi attingano tutte le loro convinzioni le che essi applichino ai loro metodi di lotta e di azione; difendere una teoria che, per propria intima convinzione, si ritiene giusta dagli attacchi infondati e dai tentativi di peggiorarla non significa ancora in nessun modo essere nemici di ogni critica. Noi non consideriamo affatto la teoria di Marx come qualcosa di definitivo e di intangibile; siamo convinti, al contrario) che essa ha posto soltanto le pietre angolari della scienza che i socialisti devono far progredire in tutte le direzioni, se non vogliono lasciarsi distanziare dalla vita. Noi pensiamo che per i socialisti russi sia particolarmente necessaria un'elaborazione indipendente della teoria di Marx, poiché questa teoria ci dà soltanto i principi direttivi generali, che si applicano in particolare all'Inghilterra in modo diverso che alla Francia, alla Francia in modo diverso che alla Germania, alla Germania in modo diverso che alla Russia. Perciò riserveremo volentieri un posto nel nostro giornale agli articoli di carattere teorico, ed invitiamo tutti i compagni a discutere apertamente i punti controversi.

Quali sono dunque le questioni principali che sorgono nell'applicare alla Russia il programma comune a tutti i socialdemocratici? Abbiamo già detto che l'essenza di questo programma  consiste nell'organizzazione della lotta di classe del proletariato e nella direzione di questa lotta, il cui scopo finale è la conquista del potere politico da parte del proletariato e l'organizzazione della società socialista. La lotta di classe del proletariato si divide in lotta economica (lotta contro singoli capitalisti e contro singoli gruppi di capitalisti per migliorare la situazione degli operai) e lotta politica (lotta contro il governo per l'estensione dei diritti del popolo, cioè per la democrazia, e per l'estensione del potere politico del proletariato). Alcuni socialdemocratici russi (ai quali, a quanto pare, appartengono i dirigenti del giornale Rabociaia Mysl) ritengono che la lotta economica sia incomparabilmente più importante, mentre rinviano apertamente quella politica a tempi più o meno lontani. Questa opinione è assolutamente erronea. Tutti i socialdemocratici sono d'accordo nel ritenere che è necessario organizzare la lotta economica della classe operaia, che è necessario fare dell'agitazione fra gli operai su questo terreno, cioè aiutare gli operai nella loro lotta quotidiana contro i padroni, attirare la loro  attenzione su ogni forma e ogni caso di vessazione e spiegar loro in tal modo la necessità di unirsi. Ma dimenticare la lotta politica per la lotta economica significherebbe allontanarsi dal principio fondamentale della socialdemocrazia mondiale, significherebbe dimenticare quanto ci insegna tutta la storia del movimento operaio.

I fautori incorreggibili della borghesia e del governo che è al suo servizio hanno perfino tentato più volte di organizzare dei sindacati puramente economici di operai e di distrarre così questi ultimi dalla "politica", dal socialismo. È molto probabile che anche il governo russo riesca ad intraprendere qualcosa del genere, poiché esso ha sempre cercato di gettare al popolo qualche soldo d'elemosina o più esattamente, delle false elemosine, pur di distoglierlo dal pensiero, della sua mancanza di diritti e del suo, stato di oppressione. Nessuna lotta economica può apportare agli operai un miglioramento duraturo; essa non può neanche essere condotta su vasta scala se gli operai non avranno il diritto di organizzare liberamente le loro riunioni, le loro associazioni, di avere i propri giornali, di mandare i loro rappresentanti nelle assemblee nazionali, come fanno gli operai della Germania e di tutti gli altri paesi europei (eccettuate la Turchia e la Russia). Ma per ottenere questi diritti é necessario condurre una lotta politica. In Russia, non soltanto gli operai, ma tutti i cittadini sono privi di diritti politici. La Russia è una monarchia autocratica, assoluta. Il solo zar promulga le leggi, nomina i funzionari e li controlla. Parrebbe perciò che in Russia lo zar e il governo dello zar non dovessero dipendere da nessuna classe ed occuparsi egualmente di tutte. In realtà, però, tutti i funzionari vengono scelti soltanto nella classe dei proprietari e tutti sono soggetti all'influenza dei grandi capitalisti, i quali fanno dei ministri quel che vogliono ed ottengono quel che desiderano. La classe operaia russa è oppressa da un doppio giogo: essa viene spogliata e derubata dai capitalisti e dai grandi proprietari fondiari e perché non possa lottare contro di loro, viene legata mani e piedi dalla polizia, che le tappa la bocca e perseguita qualsiasi tentativo di difendere i diritti del popolo. In ogni sciopero contro un capitalista, contro gli operai vengono scagliate la truppa e la polizia. Ogni lotta economica si trasforma necessariamente in lotta politica e la socialdemocrazia deve legare indissolubilmente l'una e l'altra in un'unica lotta di classe del proletariato. Il primo e principale scopo di tale lotta deve essere la conquista dei diritti politici, la conquista della libertà politica. Se i soli operai pietroburghesi, col debole aiuto dei socialisti, sono riusciti ad ottenere rapidamente dal governo una concessione - la promulgazione di una legge sulla riduzione della giornata lavorativa - , l'intera classe operaia russa, diretta dal solo e "Partito operaio socialdemocratico russo", riuscirà ad ottenere, con una lotta tenace, delle concessioni incomparabilmente più importanti.

La classe operaia russa saprà condurre la propria lotta economica e politica anche da sola, anche nel caso in cui non dovesse ricevere aiuto da nessun'altra classe. Ma nella lotta politica gli operai non sono soli. La completa mancanza di diritti da parte del popolo e l'arbitrio brutale di funzionari banditi indignano anche tutte le persone colte che hanno un certo senso dell'onestà, le quali non possono restare indifferenti davanti alla persecuzione di ogni libera parola e libero pensiero; indignano i polacchi, i finlandesi, gli ebrei, i settari russi perseguitati; indignano i pic­ coli mercanti, gli industriali, i contadini, che non hanno nessuno a cui rivolgersi per esser difesi contro le vessazioni dei funzionar e della polizia. Tutti questi gruppi della popolazione, presi separatamente, sono incapaci di condurre una lotta politica tenace, ma allorché la classe operaia innalzerà il vessillo di questa lotta da tutte le parti le porgeranno una mano per venirle in aiuto. La socialdemocrazia russa si metterà alla testa di tutti i combattenti per i diritti del popolo, di tutti i combattenti per la democrazia, ed allora diventerà invincibile! 

Queste le nostre concezioni fondamentali, concezioni che svilupperemo sistematicamente e in tutti i loro aspetti nel nostro giornale. Siamo convinti che in questo modo seguiremo il cammino tracciato dal «Partito operaio socialdemocratico russo» nel Manifesto da esso pubblicato.

 

 

 

 

 

 

IL NOSTRO COMPITO IMMEDIATO

 

Il movimento operaio russo attraversa attualmente un periodo di transizione. L'opera brillantemente iniziata, nella quale si sono distinte le organizzazioni operaie socialdemocratiche del Territorio occidentale, di Pietroburgo, di Mosca, di Kiev e di altre città, si è compiuta con la fondazione del « Partito operaio socialdemocratico russo » (primavera del 1898). Fatto questo enorme passo avanti, la socialdemocrazia russa, come se avesse temporaneamente esaurito tutte le sue energie, è ritornata al precedente lavoro frazionato delle singole organizzazioni locali. Il partito non ha cessato di esistere; si è solo ripiegato su se stesso, allo scopo di raccogliere le forze per porre la causa dell'unificazione di tutti i socialdemocratici russi su una base solida. Compiere questa unificazione, elaborare per essa la forma adeguata, liberarsi definitivamente dal meschino frazionamento locale: ecco il compito immediato e più urgente dei socialdemocratici russi.

Siamo tutti d'accordo che il nostro compito è quello d'organizzare la lotta di classe del proletariato. Ma che cos'è la lotta di classe Se gli operai di una singola fabbrica, di una singola industria scendono in lotta contro il proprio padrone o i propri padroni, si tratta forse di lotta di classe? No, si tratta solo di deboli germi di questa lotta. La lotta degli operai diventa lotta di classe solo quando tutti i rappresentanti di avanguardia di tutta la classe operaia di tutto un paese hanno coscienza di costituire un'unica classe operaia e cominciano a lottare non contro i singoli padroni, ma contro tutto la classe dei capitalisti e contro il governo che. sostiene questa classe. Solo quando il singolo operaio si riconosce parte di tutta la classe operaia, quando vede nella sua piccola lotta quotidiana coi singoli padroni ed i singoli funzionari la lotta contro tutta la borghesia e contro tutto il governo, solo allora la sua lotta diviene lotta di classe. « Ogni lotta di classe è lotta politica »: sarebbe sbagliato interpretare queste celebri parole di Marx nel senso che ogni lotta degli operai contro i padroni sia sempre una lotta politica. Bisogna interpretarle nel senso che la lotta degli operai contro i capitalisti diventa necessariamente una lotta politica nella misura in cui diventa lotta di classe. Il compito della socialdemocrazia è appunto quello di trasformare, mediante l'organizzazione degli operai e la propaganda e l'agitazione fra di essi, la loro lotta spontanea contro gli oppressori in lotta di tutta la classe, in lotta di un determinato partito politico per determinati ideali politici e sociali. Un tale compito non può essere assolto col solo lavoro locale.

Il lavoro socialdemocratico locale ha già raggiunto, qui da noi, un livello abbastanza alto. Il seme delle idee socialdemocratiche è già stato sparso dovunque in Russia; i fogli operai - questa prima forma di letteratura socialdemocratica - sono già noti a tutti gli operai russi, da Pietroburgo a Krasnoiarsk, dal Caucaso agli Urali. Ciò che ci manca ora è appunto la fusione di tutto questo lavoro locale, si da trasformarlo in lavoro di un unico partito. Il nostro principale difetto, per la cui eliminazione dobbiamo tendere tutte le nostre forze, il carattere ristretto, « artigianesco » del lavoro locale. Per effetto di questo artigianismo numerose manifestazioni del movimento operaio in Russia rimangono avvenimenti puramente locali le perdono molto della loro importanza come esempi per tutta la socialdemocrazia russa, come tappe di tutto il movimento operaio russo. Per effetto di questo artigianismo gli operai non si rendono abbastanza consapevoli che, in tutta la Russia, i loro interessi sono comuni, non collegano sufficientemente alla loro lotta l'idea del socialismo russo e della democrazia russa. Per effetto di questo artigianismo le varie concezioni dei compagni sulle questioni teoriche le pratiche non vengono discusse apertamente in un organo centrale, non servono all'elaborazione di un programma di partito comune le di una tattica comune, ma si perdono nell'angusta vita dei circoli o portano ad una eccessiva accentuazione di particolarità locali e occasionali. Ne abbiamo, abbastanza di questo artigianismo! Siamo già abbastanza maturi per passare ad un lavoro comune, all'elaborazione di un programma di partito comune, alla discussione collettiva della nostra tattica e organizzazione di partito.

La socialdemocrazia russa ha fatto :molto per la critica delle vecchie teorie rivoluzionarie e socialiste; essa non si é limitata solo alla critica e alla teorizzazione; essa ha dimostrato che il suo programma non è campato in aria, ma va incontro al largo movimento spontaneo sviluppatosi in mezzo al popolo, e precisamente nel proletariato di fabbrica e d'officina; le rimane ora da fare il passo successivo, particolarmente difficile, ma anche particolarmente importante: forgiare un'organizzazione di questo movimento adeguata alle nostre condizioni. La socialdemocrazia non si limita a essere semplicemente al servizio del movimento operaio: essa è l'« unione del socialismo col movimento operaio » (per usare una definizione di K. Kautsky che riproduce le idee fondamentali del Manifesto comunista); suo compito è di introdurre nel movimento operaio spontaneo determinati ideali socialisti, di legarlo a convinzioni socialiste, le quali devono essere al livello della scienza moderna, di legarlo ad una lotta politica sistematica per la democrazia quale mezzo per attuare il socialismo, di fondere, in una parola, questo movimento spontaneo, in un tutto indissolubile con l'attività di un partito rivoluzionario. La storia del socialismo e della democrazia nell'Europa occidentale, la storia del movimento rivoluzionario russo, l'esperienza del nostro movimento operaio: ecco il materiale che dobbiamo assimilare per forgiare un'organizzazione ed elaborare una tattica del nostro partito che siano adeguate ai fini da raggiungere. L'« elaborazione » di questo materiale deve tuttavia essere autonoma, poiché sarebbe inutile cercare dei modelli bell'e fatti: da una parte il movimento operaio russo è posto in condizioni del tutto diverse da quelle dell'Europa occidentale. Sarebbe molto pericoloso abbandonarsi a questo proposito a delle illusioni, di qualunque genere esse siano. E, dall'altra parte, la socialdemocrazia russa si distingue dai vecchi partiti rivoluzionari russi nella maniera più profonda, per cui la necessità di imparare dai più eminenti fra i vecchi rappresentanti russi della tecnica rivoluzionaria e cospirativa (non abbiamo la minima difficoltà a riconoscere questa necessità) non ci esime in alcun modo dal dovere di assumere nei loro riguardi un atteggiamento critico e di forgiare la nostra organizzazione in maniera indipendente.

Due sono le principali questioni che s'impongono, con particolare forza nell'impostazione di questo problema. 1) Come conciliare la necessità di una piena libertà dell'attività socialdemocratica locale con la necessità di formare un partito unitario, e quindi ispirato ai principi del centralismo? La socialdemocrazia attinge tutta la sua forza nel movimento operaio spontaneo, movimento che si manifesta nei diversi centri industriali in maniera non uniforme e non simultanea; l'attività delle organizzazioni socialdemocratiche locali costituisce la base di tutta l'attività del partito. Ma se essa sarà un'attività di "artigiani" isolati, non la si potrà, a rigore di termini, nemmeno chiamare socialdemocratica, in quanto non sarà l'organizzazione e la guida della lotta di classe del proletariato.

 2) Come conciliare l'aspirazione della socialdemocrazia a diventare  un partito rivoluzionario, che faccia della lotta per la libertà politica il suo obiettivo principale col deciso rifiuto, da parte della stessa socialdemocrazia, di organizzare complotti politici, col deciso rifiuto, di chiamare gli operai sulle barricate » (secondo la  giusta espressione di P. B. Axelrod) o, in generale, di imporre agli  operai questo o quel « piano » di attacco al governo elaborato da  un gruppetto di rivoluzionari?

La socialdemocrazia è pienamente in diritto di ritenere di avere dato la soluzione teorica di questi problemi; soffermarsi su questo punto significherebbe ripetere quanto è stato detto, nell'articolo Il nostro programma. Si tratta ora della loro soluzione pratica. Una  simile soluzione non può essere data da una singola persona o da un singolo gruppo: solo l'attività organizzata di tutta la socialdemocrazia può darla. Noi pensiamo che al presente il compito più urgente sia quello di accingerci alla soluzione di questi problemi, e a questo, scopo dobbiamo porci come obiettivo immediato  quello di dar vita ad un organo di stampa del partito che esca  regolarmente e abbia stretti legami con tutti i gruppi locali. Pensiamo che in tutto il prossimo futuro tutta l'attività dei socialdemocratici debba essere indirizzata verso questo obiettivo. Senza un tale organo l'attività locale resterà ristretto « artigianismo ». La creazione del partito - se non viene organizzata un adeguata rappresentanza di questo partito, in un determinato giornale - resterà in gran parte una vuota parola. Se non viene unificata da un organo centrale la lotta economica non può diventare lotta di classe di tutto il proletariato russo. È impossibile condurre una lotta politica se tutto il partito non si pronuncia su ogni questione della politica e non dirige le singole manifestazioni di lotta. È impossibile organizzare le forze rivoluzionarie, disciplinarle e sviluppare la tecnica rivoluzionaria, se tutte queste questioni non vengono discusse in un organo centrale, se non vengono elaborate collettivamente determinate forme e direttive di lavoro, se non viene instaurata - a mezzo di un organo centrale - la responsabilità di ogni membro del partito di fronte a tutto il partito.

Quando parliamo della necessità di concentrare tutte le forze del partito - tutte le forze nel campo della pubblicistica, tutte le capacità organizzative, tutti i mezzi materiali, ecc. - sulla fondazione e sulla giusta direzione di un organo di stampa di tutto il partito, non pensiamo affatto di relegare in secondo piano le altre forme di attività, per esempio l'agitazione locale, le manifestazioni, il boicottaggio, la rappresaglia contro le spie, nonché contro singoli rappresentanti della borghesia e del governo, gli scioperi dimostrativi, ecc. ecc. Al contrario, siamo convinti che tutte queste forme di attività costituiscono la base dell'attività del partito, ma se non trovano la loro sintesi in un organo di stampa di tutto il partito, tutte queste forme di lotta rivoluzionaria perdono i nove decimi del loro valore, non portano al formarsi di un'esperienza comune del partito, al formarsi di una tradizione e di una continuità di partito. L'organo di stampa del partito non solo non sarà un concorrente di questa attività, ma, al contrario, contribuirà enormemente ad estenderla, a rafforzarla ed a trasformarla in sistema.

La necessità di concentrare tutte le forze per organizzare un organo di stampa del partito che esca e si diffonda regolarmente scaturisce dalla situazione originale della socialdemocrazia russa, diversa da quella della socialdemocrazia degli altri paesi europei e dei vecchi partiti rivoluzionari russi. Gli operai della Germania, della Francia, ecc. hanno, oltre ai giornali, molti altri mezzi per esplicare pubblicamente la loro attività per organizzare il movimento: attività parlamentare, agitazione elettorale, assemblee popolari, partecipazione ad organismi pubblici locali (rurali e urbani), organizzazione aperta di associazioni di categoria (sindacali, corporative), ecc. ecc. Noi dobbiamo sostituire tutti questi letteralmente tutti questo, - fino a quando non avremo conquistato la libertà politica - con un giornale rivoluzionario senza il quale non potremo avere nessuna vasta organizzazione che abbracci tutto il movimento operaio. Non crediamo nelle cospirazioni, ripudiamo le azioni rivoluzionarie isolate volte a rovesciare il governo; la parola d'ordine pratica del nostro lavoro ci viene fornita dal motto di Liebknecht, veterano della socialdemocrazia tedesca: « Studieren, propagandieren, organisieren » - studiare, propagandare, organizzare - e il fulcro di questa attività può e deve essere costituito unicamente da un organo di stampa del partito.

Ma è possibile, e a quali condizioni, organizzare un tale giornale in modo da farlo funzionare bene e con una certa stabilità ?

Di questo parleremo la prossima volta.

 

 

UNA QUESTIONE URGENTE

 

Abbiamo detto nel precedente articolo che nostro compito urgente è quello, di dar vita ad un organo di stampa del partito che esca e si diffonda regolarmente, ed abbiamo posto la questione se sia possibile, e a quali condizioni sia possibile, raggiungere questo obiettivo. Esaminiamo gli aspetti più importanti della questione. Ci si può obiettare, prima di tutto, che per raggiungere questo obiettivo occorre preliminarmente sviluppare l'attività dei gruppi locali. Riteniamo che questa opinione, piuttosto diffusa, sia errata. Per fondare e porre su basi solide un organo di stampa del partito   e quindi il partito stesso   possiamo e dobbiamo metterci al lavoro immediatamente. Le condizioni indispensabili per questo passo esistono già: il lavoro locale viene svolto, ed evidentemente ha già messo profonde radici, poiché le repressioni sempre più frequenti provocano solo piccole interruzioni; coloro che sono caduti nella lotta vengono sostituiti rapidamente da nuove forze. Il partito dispone di mezzi editoriali e di forze nel campo della pubblicistica non solo all'estero, ma anche in Russia. La questione è dunque quella di sapere se si debba continuare a svolgere « all'artigiana » il lavoro che già è in corso, o se non si debba invece organizzarlo come lavoro di un unico partito, facendo in modo che esso si rifletta interamente in un organo di stampa comune.

Tocchiamo con ciò la questione urgente del nostro movimento, il suo punto dolente: l'organizzazione. È necessario e urgente migliorare l'organizzazione e la disciplina rivoluzionaria, perfezionare la tecnica cospirativa. Bisogna riconoscere apertamente che a questo riguardo siamo rimasti indietro rispetto ai vecchi partiti rivoluzionari russi e dobbiamo, fare ogni sforzo per raggiungerli e superarli. Senza migliorare l'organizzazione qualsiasi progresso nel nostro movimento operaio, è in generale impossibile, ed è in particolare impossibile creare un partito attivo con un organo di stampa che non assolva bene la sua funzione. Questo da una parte. Dall'altra parte, poi, gli attuali organi del partito, (cioè sia gli organismi e i gruppi che i giornali) devono dedicare una maggiore attenzione alle questioni inerenti all'organizzazione ed esercitare in questo senso un'influenza sui gruppi locali.

Il lavoro locale, all'artigiana, genera sempre un'abbondanza eccessiva di legami personali e il prevalere del sistema dei circoli; noi abbiamo già superato questo sistema, divenuto troppo angusto per il lavoro attuale, e che provoca un eccessivo spreco di energie. Solo la fusione in un unico partito permetterà di applicare sistematicamente i principi della divisione del lavoro, e dell'economia delle forze, e noi dobbiamo giungere a questo, se vogliamo ridurre il numero delle vittime ed erigere un baluardo più o meno solido contro l'oppressione del governo autocratico e le sue feroci persecuzioni. Contro di noi, contro i piccoli gruppi di socialisti, annidati nel vasto « sottosuolo » russo, si erge il gigantesco apparato ultra potente Stato attuale, che impiega tutte le sue forze per schiacciare il socialismo e la democrazia. Siamo convinti che alla fine riusciremo a spezzare questo Stato poliziesco, perché per il socialismo e la democrazia sono schierati tutti gli strati sani e in via di sviluppo, ma per condurre una lotta sistematica contro il governo dobbiamo portare al più alto grado di perfezione l'organizzazione, la disciplina rivoluzionaria e la tecnica cospirativa. È necessario che singoli membri del partito o singoli gruppi di questi membri si specializzino, in singoli aspetti del lavoro di partito, chi nella riproduzione delle pubblicazioni, chi nel contrabbandarle dall'estero, chi nel trasportarle per la Russia, chi nel diffonderle nelle città, chi nell'organizzazione di sedi clandestine, chi nella raccolta di denaro, chi nell'organizzare la trasmissione della corrispondenza le di tutte le informazioni sul movimento, chi nel mantenere i contatti, ecc. ecc. Una tale specializzazione richiede, Io sappiamo, una tenacia molto maggiore, una molto maggiore capacità di concentrarsi in un lavoro umile, poco appariscente, oscuro, una dose molto maggiore di autentico eroismo che non l'abituale lavoro di circolo.

Ma i socialisti russi e la classe operaia russa hanno già dato prova delle loro doti di eroismo, e in generale faremmo male a lamentarci della penuria di uomini. Tra la gioventù operaia si osserva un moto appassionato ed irrefrenabile verso le idee della democrazia e del socialismo, e gli operai continuano a ricevere rinforzi dalle file degli intellettuali, benché le carceri e luoghi di deportazione siano ultragremiti. Se tra tutte queste reclute della causa rivoluzionaria sarà ampiamente propagandata l'idea della necessità di un'organizzazione più rigida, il piano di creare un giornale di partito, che esca. e si diffonda regolarmente cesserà di essere un sogno. Esaminiamo una condizione perché tale piano abbia successo: assicurare al giornale l'afflusso regolare di corrispondenze e materiali da tute le parti. Non ci mostra forse la storia che in tutti i periodi di ripresa del nostro movimento rivoluzionario questo obiettivo, è risultato pienamente raggiungibile anche per gli organi di stampa ché si pubblicavano all'estero? Se i socialdemocratici che lavorano nelle diverse località considereranno il giornale del partito come il loro giornale e riterranno loro compito principale quello di mantenere con questo giornale legami costanti, di discutere in esso le loro questioni, di fare sì che vi si rispecchi tutto il loro movimento, allora si riuscirà perfettamente ad assicurare al giornale esaurienti informazioni sul movimento, purché vengano seguiti certi metodi cospirativi per niente complicati. L'altro aspetto della cosa - regolare diffusione del giornale in tutte le località della Russia - presenta difficoltà molto, ma molto maggiori di quelle incontrate in questo campo dalle precedenti forme del movimento rivoluzionario in Russia, in momenti in cui i giornali non erano destinati alle masse popolari in una misura cosi elevata. Ma la destinazione dei giornali socialdemocratici facilita la loro diffusione. Le località principali in cui il giornale deve giungere regolarmente e in gran numero di copie sono i centri industriali, i villaggi e le città con fabbriche, i quartieri industriali delle grandi città, ecc. In questi centri quasi tutta la popolazione è prettamente operala; qui l'operaio è di fatto padrone della situazione, e può ingannare la vigilanza della polizia in mille modi; i rapporti coi centri industriali vicini si distinguono per la loro straordinaria frequenza. Nel periodo della legge eccezionale contro i socialisti (dal 1878 al 1890) la polizia politica tedesca non lavorava peggio, anzi lavorava probabilmente anche meglio di quella russa, e tuttavia gli operai tedeschi, grazie alla loro organizzazione e alla loro disciplina, riuscirono a far si che venisse regolarmente introdotto dall'estero e recapitato a domicilio di tutti gli abbonati un giornale settimanale illegale, per cui perfino i ministri non poterono fare a meno di ammirare la posta socialdemocratica (la « posta rossa »). Noi non ci sogniamo naturalmente di conseguire un successo simile, ma se concentreremo a questo fine tutti i nostri sforzi, possiamo benissimo ottenere che il giornale del nostro partito esca almeno dodici volte all'anno e giunga regolarmente in tutti i più importanti centri del movimento, in tutti gli ambienti operai accessibili al socialismo.

Tornando alla questione della specializzazione, dobbiamo ancora rilevare che la sua insufficienza si spiega in parte col prevalere del lavoro e 'all'artigiana' e in parte anche col fatto che i nostri giornali socialdemocratici dedicano di solito troppo poco spazio alle questioni di organizzazione.

Solo la creazione di un organo di stampa comune del partito può dare ad ogni « lavoratore parziale » della causa rivoluzionaria la coscienza di marciare « nei ranghi », la coscienza che il suo lavoro è direttamente necessario al partito, che egli è uno degli anelli della catena le cui spire strangoleranno il peggiore nemico del proletariato, e di tutto il popolo russo: il governo autocratico russo. Solo se applicheremo rigorosamente tale specializzazione potremo risparmiare le forze: non solo ogni singolo aspetto del lavoro rivoluzionario verrà effettuato da un minor numero di persone, ma si otterrà anche la possibilità di trasferire una serie di aspetti della nostra attività attuale nel campo legale (= permesso dalla legge). Ai socialisti russi una simile legalizzazione della loro attività, il suo inserimento nel quadro della legalità, viene consigliata già da tempo dal Vortwärts (Avanti), il principale organo di stampa della socialdemocrazia tedesca. A prima vista un simile consiglio stupisce, ma in realtà merita di essere preso in seria considerazione. Quasi tutti coloro che hanno lavorato in un circolo locale di qualche città ricorderanno facilmente che nella massa di attività svariatissime di cui si sono occupati ve ne erano alcune di per se legali (per esempio la raccolta di dati sulla situazione degli operai, lo studio della letteratura legale su molte questioni, la consultazione di un determinato tipo di letteratura straniera e la divulgazione del suo contenuto, determinati contatti l'assistenza agli operai per quanto riguarda l'istruzione generale, Io studio delle leggi sulle fabbriche, e molte altre). Se le attività di questo genere divenissero funzioni specifiche di una specifica categoria di persone, diminuirebbero gli effettivi dell'esercito rivoluzionario attivo, esposto « al fuoco » (senza che ne venga ridotta in alcun modo la « capacità combattiva ») e si accrescerebbe il numero delle riserve destinate a prendere il posto dei « caduti e feriti ». Ciò sarà possibile solo quando sia i membri attivi che le riserve vedranno riflessa la loro attività in un organo di stampa comune del partito e avvertiranno l'esistenza di un vincolo che li unisce a quest'ultimo. Riunioni locali di operai e di gruppi locali saranno, certo, sempre necessarie, per quanto grandi possano essere i progressi da noi conseguiti nel campo della specializzazione, ma, da una parte, il numero delle riunioni rivoluzionarie molto numerose (che sono particolarmente esposte all'azione della polizia e la cui utilità spesso non corrisponde nemmeno lontanamente al rischio) diminuirà notevolmente, mentre, dall'altra, la trasformazione di singoli aspetti del lavoro rivoluzionario in funzioni speciali darà maggiori possibilità di far apparire come legali tali riunioni: riunioni di tipo ricreativo, riunioni di associazioni permesse dalla legge, ecc. Com'è noto, gli operai francesi ai tempi di Napoleone III e gli operai tedeschi al tempo della legge eccezionale contro i socialisti seppero escogitare per le loro riunioni politiche e socialiste ogni sorta di camuffamenti. Gli operai russi sapranno fare altrettanto.

Inoltre, solo il miglioramento dell'organizzazione e la creazione di un organo di stampa comune del partito permetteranno di ampliare e approfondire il contenuto stesso dell'agitazione e propaganda socialdemocratiche. E di questo abbiamo, estremo bisogno. Il lavoro locale porta quasi inevitabilmente all'esagerazione delle particolarità locali, al' ... ciò sarebbe impossibile senza un organo centrale, che in pari tempo fosse anche un organo democratico d'avanguardia. Solo allora la nostra aspirazione di trasformare la socialdemocrazia in combattente d'avanguardia per la democrazia diventerà realtà. Solo allora potremo elaborare anche una precisa tattica politica. La socialdemocrazia ha ripudiato la falsa dottrina dell'« unica massa reazionaria ». Essa è convinta che uno dei compiti politici più importanti consiste nell'utilizzare l'appoggio delle classi progressive contro quelle reazionarie. Quando le organizzazioni e gli organi di stampa hanno carattere locale non viene fatto quasi nulla in questo senso: oltre all'intrattenere rapporti con singoli « liberali » ed all'utilizzarli per questo o quel favore » non si va. Solo un organo di stampa comune del partito che attui coerentemente i principi della lotta politica e tenga alta la bandiera della democrazia sarà in grado di attirare dalla sua parte tutti gli elementi democratici combattivi e di utilizzare tutte le forze progressive della Russia nella lotta per la libertà politica. Solo allora si riuscirà a trasformare l'odio sordo che gli operai nutrono verso la polizia e le autorità in odio cosciente verso il governo autocratico e nella determinazione di condurre una lotta a fondo per i diritti della classe operaia e di tutto il popolo russo! È un partito rivoluzionario edificato su un tale terreno e saldamente organizzato rappresenterà, nella Russia attuale, una forza politica poderosa!

 

Nei prossimi numeri pubblicheremo un progetto di programma del Partito operalo socialdemocratico russo, ed inizieremo un esame più particolareggiato delle singole questioni organizzative.